“L’attacco alla Romania dimostra la volontà di Mosca di non fermarsi nella sua azione aggressiva nei confronti dell’Ucraina, ma anche di Paesi membri della Unione Europea e della Nato, che per la Russia non costituiscono nessuna minaccia. Siamo in presenza di una aggressione che non fa differenza ormai più tra militari e civili”. Conversazione con Gabriele Checchia, già ambasciatore in Libano, presso la Nato, vicedirettore dell’Unità Russia e Paesi dell’area ex-sovietica alla Direzione Generale Affari Politici e Consigliere Diplomatico di vari ministri
romania
Debito, energia, tasse. La tempesta perfetta si abbatte sul governo rumeno
C’è dell’altro in Romania, oltre ai conti in disordine e alle contrapposizioni politiche. Ad esempio le controverse nomine di vari dirigenti apicali sta spaccando società e partiti: è il caso del procuratore capo, dei vertici dei servizi segreti, fino al dossier sull’annullamento delle elezioni con la promessa del presidente Dan di pubblicare presto un rapporto finale, passando per i numerosi casi di corruzione legati ai fondi del Pnrr e arrivando al dossier energetico, che va considerato attentamente all’interno delle nuove politiche intraprese
Romania crocevia delle spie bielorusse. Nel mirino la Nato
Due episodi, apparentemente slegati fra loro, portano all’attenzione internazionale i tentativi di attaccare sia la Nato che Bucarest, vera e propria cerniera orientale dell’alleanza. Il caso non è isolato, dal momento che coinvolge le intelligence di Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria
Cosa raccontano le elezioni in Polonia, Portogallo e Romania
Centrodestra e destra nella domenica elettorale dei tre Paesi, pur con sfumature e destini diversi, rappresentano una spia della crisi della socialdemocrazia europea, che non intercetta le esigenze dei cittadini e si trova in difficoltà a individuare soluzioni
Influenze russe su TikTok. I rischi nelle urne secondo il report francese
Il voto di dicembre ha mostrato l’impatto delle nuove forme di manipolazione digitale. Secondo il rapporto di Viginum, l’agenzia francese contro le ingerenze straniere, l’uso combinato su TikTok di influencer inconsapevoli e cyberattacchi ha alterato il processo elettorale, portando all’annullamento del secondo turno. La Francia e altri Paesi europei potrebbero essere i prossimi bersagli
A favore dei romeni, dell'Europa e della pace. Così Simion si candida alle presidenziali
Intervista all’esponente conservatore rumeno, vicepresidente di Ecr che, dopo il parziale via libera della Corte Costituzionale, può candidarsi alle presidenziali: “So già che l’attuale potere farà tutto il possibile per frapporre altri ostacoli sulla mia strada, per questo avrò bisogno del sostegno dei nostri partner conservatori di tutti gli Stati europei. L’Italia e Giorgia Meloni sono, per tutti i conservatori, la prova che è possibile una nuova Europa”
Romania e Bulgaria nell'area Schengen. A vincere è l'Ue
Con la piena adesione a Schengen i due Paesi compiono un altro passo verso la riunificazione balcanica. Cosa cambia a livello economico e come potranno compiersi altri progressi politici e diplomatici in una macro regione diventata ultrasensibile agli equilibri internazionali
Il ritorno della “democrazia militante” e i suoi rischi. L’analisi di Palano
E se gli strumenti eccezionali adottati per contrastare la guerra ibrida, come accaduto in Romania, finissero per alimentare ulteriormente la polarizzazione destabilizzando ancor di più il quadro politico? Il commento di Damiano Palano, direttore dell’Alta scuola di economia e relazioni internazionali (Aseri) e direttore di Polidemos*
Chi è Potra, il legionario che si preparava a creare il caos a Bucarest
La banda è stata arrestata mentre si dirigeva a Bucarest con denaro e armi per presunti tentativi di creare disordini. Potra, legato a movimenti filorussi e con un passato tra mercenari e politica, aveva curato la sicurezza del candidato presidenziale Georgescu, vincente alle ultime elezioni poi annullate per le ingerenze straniere
Phisikk du role - Dalla Corea del Sud alla Romania, abbiamo perso le chiavi della Storia
Due eventi recenti, in Corea del Sud e in Romania, evidenziano la crisi delle democrazie liberali: dalla deriva monocratica del presidente Yoon Suk-yeol alle interferenze russe che hanno influenzato le elezioni romene. Le istituzioni democratiche appaiono fragili di fronte a nuove minacce digitali, richiedendo strumenti di analisi più aggiornati
















