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Speciale Guerra ibrida e cognitiva

La guerra ombra di Mosca è già in corso. Il monito dell'intelligence tedesca

Per il capo del Bnd Martin Jäger, la minaccia russa contro la Germania è ormai “reale e presente”. Ma l’intelligence tedesca non vede preparativi per un attacco su vasta scala alla Nato: il rischio è piuttosto quello di azioni limitate, provocazioni e sabotaggi capaci di mettere alla prova l’Alleanza. Intanto Tallinn sposta la sua principale brigata verso il confine russo e cambia dottrina militare

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Dall'Ucraina al Baltico, quanto può ancora spingersi Mosca. La lettura di Alli

“Putin cerca l’incidente, ma deve stare attento alla risposta di Polonia, Finlandia e Svezia”. Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, analizza le tensioni sul fianco orientale, le minacce su Kaliningrad e il rischio di nuovi fronti

Tallinn accusa Mosca per l’incendio alla Milrem Robotics

L’intelligence interna estone attribuisce ai servizi russi l’incendio doloso che il 15 agosto ha colpito una struttura della Milrem Robotics, azienda della difesa che fornisce sistemi terrestri senza pilota anche all’Ucraina. Tre cittadini lettoni sono stati arrestati ed estradati. Mosca respinge le accuse. Per Tallinn il caso si inserisce nella più ampia campagna di sabotaggi condotta in Europa per mettere sotto pressione i Paesi che sostengono Kyiv

Il primo mattone della difesa europea. Ecco i cinque progetti che cambiano l'Europa

Il filo che lega i cinque progetti è la dipendenza europea dalle forze armate statunitensi in quelli che i militari chiamano “abilitanti strategici”: l’allerta precoce dallo spazio, l’intelligence satellitare, la difesa missilistica, la guerra antisommergibile, la presenza sul fianco orientale. Sono proprio le capacità che gli europei non hanno mai sviluppato, contando sul fatto che le avrebbe fornite Washington. Quella scommessa oggi è diventata un rischio. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Niente allarmismo, ma allarme sì. L'ombra russa sull'Italia secondo Sisci

Giusto non fare allarmismi, ma credere che la questione del caro petrolio sia dovuta a qualche accidente divino e che si possa affrontarla chiedendo un obolo alle compagnie petrolifere è fuorviante. Il caro petrolio c’è e ci sarà perché c’è una guerra ibrida scatenata dalla Russia e dall’Iran. Senza cercare di vedere e capire, e quindi, pur con la prudenza del caso, affrontare il problema principale, si pesta acqua nel mortaio. L’analisi di Francesco Sisci

L'Europa cerca uno scudo contro la guerra ibrida. Ecco il piano di von der Leyen

La leader Ue ha proposto un “protocollo europeo di sicurezza di emergenza” per rispondere agli attacchi ibridi attribuiti alla Russia, che si attiverebbe su richiesta di un singolo Stato colpito da azioni sotto la soglia dell’attacco armato. Ma restano da chiarire criteri e misure

Guerra ibrida russa, perché gli allarmi aumentano proprio ora. L'analisi di Jean

La strategia russa sembra essere cambiata. Prima era concentrata sul colpire le industrie e le vie di trasporto per i rifornimenti militari all’Ucraina. Oggi sembra invece che le speranze di Putin siano dirette verso nuovi obiettivi, come le opinioni pubbliche occidentali. Soprattutto dei Paesi che nel prossimo futuro affronteranno elezioni politiche. L’analisi del generale Carlo Jean

Dalla Germania alla Slovacchia, l’ombra del Gru sugli attacchi contro l’industria della difesa

L’attacco incendiario del 3 settembre a Monaco non sarebbe un episodio casuale. Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, citata da The Insider, gli investigatori tedeschi hanno ricondotto i due cittadini bulgari arrestati a una rete collegata all’intelligence militare russa. La stessa struttura sarebbe emersa nelle indagini sul fallito sabotaggio contro una fabbrica di droni in Slovacchia e sull’attacco di Lipsia/Halle, già attribuito ufficialmente da Berlino alla Russia

Mosca alza la pressione sulla Nato? Cosa dice davvero il rapporto dell'intelligence danese

Non un’invasione imminente dell’Europa, ma un possibile innalzamento della soglia dello scontro. L’intelligence militare danese prevede un’intensificazione delle operazioni ibride russe contro l’Occidente e considera “basso ma crescente” il rischio di un attacco militare circoscritto contro uno o più Paesi Nato confinanti con la Russia. Mosca, secondo Copenaghen, potrebbe muoversi soltanto se ritenesse improbabile una risposta collettiva dell’Alleanza

Starlink nel mirino? L'incendio in Polonia e i sospetti di Varsavia

La stazione colpita dall’incendio smista traffico internet dalla Polonia verso vari Paesi, Ucraina compresa. Anche se il sito è rimasto attivo, l’episodio mostra quanto satelliti e telecomunicazioni siano diventati nodi critici della sicurezza europea e del sostegno a Kyiv

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