Un disertore che guidava i missili russi contro la propria unità, una diciassettenne che spediva metadone letale ai soldati, le chat che coinvolgono l’ex commissario Reynders. Tre casi che mostrano come l’azione di Mosca vada ben oltre il fronte
Le guerre ibride rappresentano una forma di conflitto che utilizza la combinazione sinergica di strumenti asimmetrici come la disinformazione, la guerra economica, gli attacchi informatici e l’uso di attori non statali per destabilizzare un avversario, rimanendo al di sotto della soglia del conflitto dichiarato.
All’interno di questo paradigma si colloca la guerra cognitiva, il cui campo di battaglia è la mente umana. Qui l’obiettivo non è tanto distruggere infrastrutture o eserciti, quanto influenzare percezioni, decisioni e comportamenti, sfruttando i meccanismi psicologici e cognitivi della popolazione, dei leader e delle istituzioni, minando il capitale umano delle democrazie liberali.
Droni e guerra ibrida, cosa rivela l’allarme Usa sulla sicurezza degli Stati. Scrive Preziosa
Le lacune statunitensi nella difesa contro i droni, evidenziate dal contrammiraglio in congedo Mark Montgomery, sollevano interrogativi sulla preparazione degli altri Paesi. Dalla protezione delle infrastrutture strategiche alle minacce ibride, passando per le lezioni dell’Ucraina, emerge la necessità di ripensare la sicurezza nazionale, integrando capacità militari, intelligence e resilienza dei sistemi civili. L’analisi del generale Pasquale Preziosa
Vi spiego la narrazione che muove la guerra cognitiva del Cremlino. Scrive Pagani
La propaganda russa non è un catalogo di menzogne ma un’architettura di senso: una visione del mondo coerente nelle premesse e volutamente contraddittoria negli esiti, costruita per indurre l’avversario a decidere ciò che conviene a Mosca. Per smontarla bisogna prima capirne la grammatica. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Quando la potenza di calcolo e l'AI diventano bersagli della guerra cinetica. L'analisi di Mele
I tre data center di Yandex colpiti dai droni ucraini negli ultimi giorni confermano che il cloud e l’intelligenza artificiale sono entrati nella geografia cinetica della guerra moderna. L’analisi di Stefano Mele, presidente della Commissione Sicurezza Cibernetica del Comitato Atlantico Italiano
Fairford, per 32 Paesi Teheran è responsabile. C’è anche l’Italia
Trentadue Paesi, Italia compresa, fanno propria l’attribuzione britannica sul coinvolgimento iraniano nell’incidente del 27 settembre alla base di RAF Fairford. Nel mirino il metodo dei Guardiani della Rivoluzione: reti clandestine, criminalità e proxy per portare le operazioni oltre i confini iraniani
Dark Clark, fronti fittizi e firme inesistenti. La nuova grammatica dell’IA nella guerra cognitiva
Il rapporto OpenAI su “Dark Clark” e “Bogus Bylines” mostra che l’intelligenza artificiale non ha inventato nuove armi cognitive: ha reso più economico il mestiere più antico dell’influenza occulta, costruire una facciata credibile e farla parlare con voci altrui. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna
La guerra ombra di Mosca è già in corso. Il monito dell'intelligence tedesca
Per il capo del Bnd Martin Jäger, la minaccia russa contro la Germania è ormai “reale e presente”. Ma l’intelligence tedesca non vede preparativi per un attacco su vasta scala alla Nato: il rischio è piuttosto quello di azioni limitate, provocazioni e sabotaggi capaci di mettere alla prova l’Alleanza. Intanto Tallinn sposta la sua principale brigata verso il confine russo e cambia dottrina militare
Dall'Ucraina al Baltico, quanto può ancora spingersi Mosca. La lettura di Alli
“Putin cerca l’incidente, ma deve stare attento alla risposta di Polonia, Finlandia e Svezia”. Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, analizza le tensioni sul fianco orientale, le minacce su Kaliningrad e il rischio di nuovi fronti
Tallinn accusa Mosca per l’incendio alla Milrem Robotics
L’intelligence interna estone attribuisce ai servizi russi l’incendio doloso che il 15 agosto ha colpito una struttura della Milrem Robotics, azienda della difesa che fornisce sistemi terrestri senza pilota anche all’Ucraina. Tre cittadini lettoni sono stati arrestati ed estradati. Mosca respinge le accuse. Per Tallinn il caso si inserisce nella più ampia campagna di sabotaggi condotta in Europa per mettere sotto pressione i Paesi che sostengono Kyiv
Il primo mattone della difesa europea. Ecco i cinque progetti che cambiano l'Europa
Il filo che lega i cinque progetti è la dipendenza europea dalle forze armate statunitensi in quelli che i militari chiamano “abilitanti strategici”: l’allerta precoce dallo spazio, l’intelligence satellitare, la difesa missilistica, la guerra antisommergibile, la presenza sul fianco orientale. Sono proprio le capacità che gli europei non hanno mai sviluppato, contando sul fatto che le avrebbe fornite Washington. Quella scommessa oggi è diventata un rischio. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
















