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Da Trieste l'Italia guarda al futuro (europeo) dei Balcani

La conferenza di Trieste è utile per riflettere su crescita e integrazione, senza dimenticare un settore nevralgico come le infrastrutture: interessante il Corridoio Pan Europeo 10, ovvero la bretella che dall’Austria giungerà al porto greco di Salonicco, in piena evoluzione geopolitica. Tanto dell’area balcanica quanto di quella del Nord Egeo

Tajani, l'Egitto e quel dialogo che non si può interrompere

Le tensioni su Regeni e Zaki restano attuali, ma il ministro degli Esteri ha preteso costanza e disponibilità dalle istituzioni egiziane. Lo dimostra il suo impegno a continuare a monitorare la situazione, nel rispetto delle relazioni istituzionali e commerciali esistenti tra Roma e Il Cairo

Troppi i ritardi della comunità internazionale sull'Iran. L'allarme di Gardini

Secondo il parlamentare di FdI, membro del Comitato Interparlamentare per un Iran Libero, “il regime di Teheran già si era manifestato come autocratico”. I ragazzi che manifestano per più diritti sono stati torturati per estorcere loro la confessione di delitti che non hanno commesso. “Tutto ciò è aberrante”. La richiesta italiana? “Designare le Guardie Rivoluzionarie come entità terroristica”

Missione “mediterranea” per Tajani. I dossier su Turchia, Tunisia e Libia

Di Francesco De Palo e Emanuele Rossi

Al di là degli impegni che verranno presi (o confermati), spicca la diversità oggettiva dei tre interlocutori: Ankara è player primario nell’area che va dal Mediterraneo al Medio Oriente e di conseguenza è attore attivo su molteplici fronti; Tripoli e Tunisi stanno affrontando una delicatissima fase caratterizzata dalla iper-debolezza delle singole istituzioni, quindi bisognose di un approccio diverso

Italia e Africa, a che punto siamo? La versione di Mario Giro

L’ex viceministro degli esteri Mario Giro: “All’Africa serve diventare parte del sistema economico, quindi avere il know how necessario per diventare almeno in parte un continente che si trasforma. Occorre un atteggiamento nuovo nei confronti di una cooperazione 2.0. Qui si mettono insieme interessi nostri ma anche interessi del partner”

Cosa può fare l'Italia nella crisi tra Serbia e Kosovo. I consigli di Mauro

Conversazione con l’ex ministro della Difesa: “Coinvolgere in questo famoso scacchiere come gigante del Mediterraneo naturale l’Italia potrebbe essere uno strumento secondo me di grande utilità. Al contempo bisognerebbe valorizzare anche gli inviti alla moderazione venuti dallo stesso Tajani durante la visita e suggerire a tutti di sedersi attorno ad un tavolo e, magari, pensare all’esperienza della stessa Bosnia”

Al summit Ppe, prove tecniche di nuova Commissione europea

In vista delle prossime elezioni europee, la vacatio merkeliana sarà bypassata da un altro tipo di strategia: i popolari puntano all’exploit del 2014, quando governavano in 17 Paesi su 28. Metsola scalda i motori e Meloni punta ad aumentare eletti a Bruxelles e assi politici

Difesa, Ue, sicurezza. Tutti i dossier sul tavolo tra Italia e Turchia

Roma e Ankara hanno una visione pragmatica senza battaglie ideologiche, ha detto Cavusoglu ai Mediterranean Dialogues in corso a Roma. Crosetto ad Akar: collaborazione importante. Sul tavolo la possibile modernizzazione del sistema di difesa missilistico francese Samp-T, le interlocuzioni diplomatiche dopo la mediazione sul grano e la cooperazione su sicurezza e clandestini

Aleksandar Vučić

Così l'Italia può giocare da pivot nei Balcani. Scrive Menia

Di Roberto Menia

Oltre a rafforzare la Kfor, che garantisce un presidio strategico, il nostro Paese può candidarsi ad un ruolo di primo piano in una macro area interessata dall’allargamento a est e da nuove vicende geopolitiche legate ai super player esterni. L’intervento di Roberto Menia, senatore di FdI e vicepresidente Commissione Esteri/Difesa del Senato

Un gruppo di contatto per uscire dall'impasse Ucraina. Il jolly dell'amb. Sessa

“Balcani, Mediterraneo e Africa sono aree in cui ci giochiamo tra l’altro la sicurezza degli approvvigionamenti e una scommessa importante su una gestione europea del problema dei migranti. In quelle regioni l’Italia deve spendere non soltanto in investimenti, ma anche in una rinnovata attività diplomatica e culturale”. Kosovo-Serbia? “Non si tratta di essere equidistanti, ma equivicini”

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