La guerra cambia per il riposizionamento strategico saudita, in qualche modo incoraggiato dal fatto che non c’era più la possibilità di pensare a una coesistenza con l’Iran nel breve periodo. La Turchia? Un attore che insieme all’Arabia, all’Italia, al Pakistan, al Qatar e al’Egitto funge da terzo polo. Questi Paesi avranno sempre più interesse a lavorare insieme. Conversazione con la Responsabile del programma “Mediterraneo, Medioriente e Africa” dell’Istituto Affari Internazionali, Maria Luisa Fantappiè
Trump
Trump dice sì agli F-35 per la Turchia. Tutti gli effetti su Mediterraneo e Medio Oriente
Potrebbe esserci uno scontro (anche al Congresso) dopo la decisione americana di assecondare i desiderata turchi. Netanyahu contrario, Trump replica “nessuno mi dice cosa posso fare”. E Erdogan ha l’appoggio del Golfo. Sul Bosforo c’è ampia fiducia che l’affare possa concludersi, al netto della lettera che il Dipartimento di Stato ha inviato al Congresso per sostenere che la Turchia non soddisfa ancora i requisiti legali e senza dimenticare gli appetiti sul gas a Cipro
Scienza e potenza, il piano Trump-Kratsios per battere la Cina (e riscrivere Vannevar Bush)
Ottant’anni dopo il rapporto che fondò il sistema federale della ricerca, l’Ostp di Michael Kratsios presenta a Trump un piano di riforme per finanziamenti, manifattura e intelligenza artificiale applicata alla scienza – tra ambizioni geopolitiche e attacchi frontali ai criteri di diversità, equità e inclusione (Dei) nei bandi federali
Convinzione e non convenienza. Così Meloni racconta l'Italia su Iran, Ucraina, Nato e Trump
“Quello che noi mettiamo a disposizione della Nato è molto di più: fa dell’Italia un fornitore di sicurezza e un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3 mila militari italiani impegnati nei principali teatri dell’alleanza”, ha detto Giorgia Meloni ad Ankara
Usa-Iran, la pace lontana. Vincitori e vinti secondo Bozzo
Crisi del diritto internazionale e della diplomazia tradizionale. Luciano Bozzo spiega a Formiche.net il negoziato Usa-Iran, che parte da posizioni inconciliabili sul nucleare e sul controllo strategico e presenta, di conseguenza, premesse molto deboli per un accordo solido
Altro che battibecco, dietro lo scontro tra Trump e Meloni ci sono i cacciamine. L'opinione di Luttwak
Nuovo attacco di Trump a Meloni, che secondo Luttwak cela il mancato supporto nella guerra contro l’Iran. L’esperto statunitense spiega che il nodo non sono le foto o i tweet, ma la richiesta dei due cacciamine Crotone e Rimini che però si trovano già a Gibuti, e fanno rotta sullo stretto di Hormuz
Dalla Cina all’Iran, fino alla Nato. Missiroli spiega perché cresce la pressione sugli alleati europei
Crisi a Hormuz: “Se questo è un accordo che indica una sconfitta dell’Iran saremmo credo tutti sorpresi. Gli attacchi di Trump all’Italia? Credo che faccia parte della personalità e del suo modo di operare che addirittura deride i propri alleati e si mostra come un bullo”. L’analisi di Missiroli, già direttore dell’European Union Institute of Security Studies e segretario generale aggiunto della Nato per le emerging security challenges
Meno truppe Usa in Ue, quante spine verso il vertice Nato di Ankara
Stop improvviso al dispiegamento della brigata Usa “Black Jack” in Europa: il Pentagono riduce la presenza militare per concentrarsi su Indo-Pacifico e difesa interna. Preoccupazione nella Nato, con la Polonia che minimizza ma resta in allerta. Il tema pesa anche in vista del vertice dell’Alleanza di Ankara, chiamato a rafforzare la risposta comune
Perché Bloomberg loda Meloni, l'anti Starmer
A Palazzo Chigi in quattro anni c’è stata stabilità mentre la Francia ha avuto cinque primi ministri, la Gran Bretagna tre e la Germania ha avuto due cancellieri. “Inoltre l’idea di guerrieri culturali di destra che marciano compatti dietro Trump in un conflitto di civiltà è pura utopia. Le Pen ha già adottato l’approccio più moderato di Meloni su tutto, da Bruxelles alla Nato”, scrive Adrian Wooldbridge
Non solo Iran, a che punto è il dossier Libia
Due settimane fa, a Sirte, ha preso il via Flintlock 2026, un’esercitazione per operazioni speciali guidata dagli Stati Uniti con, per la prima volta, le forze libiche di entrambi i lati del Paese. Il macro tema della stabilizzazione della Libia, inoltre, è stato ben presente anche nei comunicati di Meloni e Rubio: non solo si tratta di una fisiologica convergenza di vedute, ma di un vero e proprio allineamento su una scommessa italiana che ora ha “convinto” anche l’amministrazione di Washington
















