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Asset, garanzie, ricostruzione. Meloni verso il Consiglio europeo sull'Ucraina

La presidente del Consiglio prima è attesa alla Camera per le comunicazioni, poi volerà in Ue per una sessione delicatissima, con in primo piano il paniere di accordi che riguardano le ampie garanzie. Nel mezzo l’occhio vigile su come i cinque impegni presi ieri in occasione del vertice sull’Ucraina in Germania potranno combaciare con l’evoluzione delle trattative diplomatiche sull’asse Washington-Mosca-Kyiv

Dasvidania al gas russo. L'Ue guarda al raddoppio di Alexandroupolis

Lo scorso 25 ottobre la Fsru nel porto greco ha ricevuto il primo carico di gas naturale liquefatto. Così Washington e Atene stanno rafforzando i loro legami energetici e la Grecia è pronta a diventare un anello cruciale nel mutevole panorama energetico europeo grazie ad una capacità di stoccaggio e rigassificazione che gestisca i flussi verso nord attraverso il cosiddetto Corridoio Verticale, una rete di gasdotti che collega la Grecia con Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina

La nuova Farnesina riparte dagli ambasciatori. L'invito di Meloni

“La politica estera? È politica interna. La Farnesina? Cambierà pelle, si aggiornerà davanti alle nuove sfide. Affrontare i problemi piuttosto che rinviarli, avanzare piuttosto che indietreggiare”. Le parole della premier alla diciottesima Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici alla Farnesina

Vi racconto il ruolo (delicato) dell'Italia per l'Ucraina. Parla Calovini

Il deputato di FdI presente a Leopoli su delega del ministro Foti ha spiegato a Formiche.net la posizione italiana, in linea a quella della maggioranza dei Paesi: “Noi siamo fortemente convinti dell’opportunità che l’Ucraina faccia parte dell’Unione europea ma siamo nel contempo dell’idea che non si possano fare particolari favoritismi nel rispetto di altri Paesi candidati, come ad esempio l’Albania, che ormai sembrerebbe pronta”

Sull'Ue Draghi, Meloni e Trump vanno nella stessa direzione. Scurria spiega perché

La capacità di dialogo tra Stati Uniti e Unione europea passa dalle capacità del governo italiano, in particolare dalla leadership di Giorgia Meloni. I return hubs? È successo quello che abbiamo sempre detto: se la politica crede in quello che dice, allora i fatti arrivano. Intervista al vicecapogruppo al Senato di FdI, impegnato oggi ad Atreju nel dibattito sull’occidente

Così i conservatori di Ecr provano a cambiare l'Ue (con la spinta di Meloni)

A Roma le giornate di studio dei conservatori europei, tarate su temi come spazio, immigrazione, agricoltura, Ue e difesa, hanno messo a fuoco oltre a settori altamente strategici anche il ruolo dell’Italia all’interno dei cambiamenti di postura Ue su una serie di ambiti. L’impatto politico del governo Meloni è evidente, ha spiegato il vicepresidente della commissione europea Raffaele Fitto

African Lion non è solo un'esercitazione. Perché il Marocco è diventato strategico

Rabat sta progressivamente aumentando il proprio peso specifico, lo dimostra l’esercitazione che intende migliorare la capacità militare e i numerosi progetti che coinvolgono energia, geopolitica e Piano Mattei

Meloni non cambia idea sull'Ucraina: serve unità tra Usa e Ue

Zelensky, ricevuto dal papa e dalla premier italiana, è sotto pressione per accettare i punti del piano Witkoff mentre l’Ue si interroga su come gestire da un lato le critiche di Trump sul proprio ruolo e, dall’altro, gli attacchi costanti di Mosca

Da Fini a Meloni, ecco la destra italiana ad Atreju

Dal palco di Atreju, 17 anni dopo, l’ex leader di An rappresenta la spia di un mondo meloniano che affronta il domani senza nostalgie ma con la consapevolezza delle proprie forze/deficit, degli errori del passato e soprattutto con la cocciutaggine di prendere una strada per convinzione, non per costrizione

Un trumpiano alla guida di Praga. Perché Babis flirta con Mosca e Budapest

Il ritorno sulla scena politica ceca del 71enne è visto come un potenziamento del blocco euroscettico nell’Europa centrale, accanto all’ungherese Viktor Orbán e allo slovacco Robert Fico. Il presidente Pavel, ex generale della Nato, ha affermato che si sarebbe assicurato che la Repubblica Ceca rimanesse “un membro fondamentale ma responsabile” dell’Ue e dell’alleanza atlantica. Le prime parole di Babiš dopo la vittoria però sembrano voler tranquillizzare Bruxelles: ha sottolineato di essere filoeuropeo e di volere che “l’Europa funzioni bene”

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