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Crisi iraniana, così si muove l'Italia (con il fronte europeo). Le parole di Crosetto e Tajani

Cosa farà l’Italia adesso? Sicuramente manderà assetti navali a protezione di Cipro e al contempo è stato chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, di “innalzare al livello massimo” la rete di difesa aerea e anti-balistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato, al fine di “gestire ogni possibile conseguenza”. Meloni in aula mercoledì

Merz come Meloni. Sui dazi cerca un accordo con Trump

Dopo la pronuncia della Corte Suprema occorre lavorare a una soluzione pragmatica sui dazi: anche Merz, come Meloni, sceglie la strada dell’accordo nel solco dei legami transatlantici, mentre Madrid…

Allarme Balcani, droghe e armi verso l'Europa passano da lì

L’interesse dell’intelligence si è concentrato anche su quelle strutture criminali straniere (in particolare quelle cinesi, nigeriane, albanesi e montenegrine) che presentano modelli organizzativi flessibili, una spiccata vocazione internazionale integrata con le consorterie italiane. Per questa ragione la conclusione del report è che i traffici illeciti restano la primaria fonte di alimentazione degli affari gestiti dalla criminalità

E se fosse Meloni a risolvere le questione di Cipro?

Sia sull’energia che sulla questione cipriota con la Turchia, la voce di Roma potrà essere preziosa. Intanto a Cipro si sta muovendo l’americana Chevron, con i quattro cantieri di fabbricazione che dovrebbero aggiudicarsi un prestigioso contratto per la costruzione di una grande unità di produzione galleggiante. Inoltre il solido rapporto che Meloni ha costruito con Erdogan è interessante anche in chiave futura, dal momento che abbraccia le relazioni industriali, geopolitiche e africane

L'Ue del dopo Ucraina riparte da difesa e sicurezza

Numerosi sono i messaggi che in questa giornata i massimi rappresentanti delle istituzioni comunitarie hanno voluto lanciare, in occasione di eventi pubblici come la tavola rotonda ospitata presso la sede romana del Parlamento europeo o come la seduta odierna dell’eurocamera, in parte dedicata proprio alle riflessioni su quell’anniversario che, di fatto, ha cambiato le sorti del vecchio continente. Cosa si è detto all’evento “L’Ucraina e la Difesa dell’Europa”, organizzato in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina

Un problema chiamato veto. Orban blocca (ancora) le sanzioni a Putin

I massimi diplomatici europei sono “davvero sconvolti e frustrati” per l’ostruzionismo di Budapest. La conseguenza è non riuscire a ragionare a mente fredda sulle nuove sanzioni alla Russia e sul prestito a Kyiv. Tajani dice apertamente di non condividere lo strumento del veto, dal momento che, come è noto, Roma è favorevole al finanziamento di 90 miliardi e alla linea ultramaggioritaria all’interno dell’Unione europea. In vista conseguenze legali per Orban?

O si fa l’Europa o è il declino. Il monito di Manciulli

L’Europa rischia di essere soverchiata da un mondo che sa usare la forza e la capacità strategica. Non dobbiamo correre questo rischio. Bisogna sapere che o l’Europa è in grado di rilanciare la Nato e l’Occidente rilanciando sé stessa e prendendosi delle responsabilità, oppure rischia di sprofondare nel declino. Intervista ad Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr

 

Mobilità militare e difesa collettiva. Dal Forum di Vilnius soluzioni verso il 2030

In occasione del Forum sulla mobilità e la resilienza militare a Vilnius sono emerse due esigenze: snellire le procedure che ancora oggi impediscono la rapidità di truppe su suolo europeo e legare politicamente i tre temi in ballo (Nato, difesa europea e atlantismo). Presenti anche gli italiani Raffaele Fitto e Mario Mauro. “Quando investiamo in infrastrutture a duplice uso – corridoi ferroviari, terminal, ponti, porti – non scegliamo tra difesa ed economia. Rafforziamo entrambe” ha detto l’ex ministro della difesa italiano.

Board per Gaza, l'Italia è al tavolo americano. Chi ci sarà e chi no

Il “board of peace” per Gaza è pronto al varo e vedrà la prima riunione giovedì prossimo a Washington: la Commissaria europea Suica sarà presente nella sua veste di responsabile per il Mediterraneo e l’Italia sarà presente come osservatore. Per questa ragione il ministro degli esteri Antonio Tajani sarà audito oggi davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e in Aula alla Camera

Il Patto di Monaco, così Washington spinge l’Europa verso le riforme necessarie (oltre la difesa)

La Conferenza di Monaco evidenzia una nuova fase nei rapporti euro‑atlantici: Washington sollecita l’Europa ad accelerare riforme strutturali che vadano oltre la difesa, mentre Bruxelles riafferma l’esigenza di un approccio comune per affrontare le sfide del nuovo ordine globale

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