Libia, chi critica e perché Angelo Tofalo (M5S) del Copasir

Libia, chi critica e perché Angelo Tofalo (M5S) del Copasir

Bufera politica sul deputato pentastellato Angelo Tofalo, membro del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui Servizi segreti. Perché? Il parlamentare del Movimento Cinque Stelle ha avuto contatti con Annamaria Fontana, la quale ha facilitato un incontro tra il parlamentare italiano e l’ex autoproclamato premier libico Khalifa Ghwell, avvenuto nell’autunno scorso in Turchia (l’incontro è “avvenuto al fine di realizzare quest’intervista”, spiega Fanpage, il sito in cui fu pubblicata un’intervista a Ghwell il 1 dicembre 2016). “La notizia apparsa sulla stampa secondo cui il deputato del M5S Angelo Tofalo, membro del Copasir, abbia finanziato il viaggio in Turchia di Anna Maria Fontana per incontrare un leader oppositore del governo libico è sconcertante”, critica Andrea Romano, deputato del Pd.

IL VIAGGIO

Tofalo è accusato non solo dal democrat Romano di aver pagato personalmente un viaggio in Turchia con Fontana: viaggio che avrebbe permesso al deputato di incontrare il leader politico/militare libico Ghwell. Fontana non è un’ambasciatrice o un componente istituzionale dello staff diplomatico italiano, però ha contatti con i libici. Contatti che Tofalo ha sfruttato per veicolare l’incontro. Il punto su cui calcano i critici di Tofalo è che del viaggio non era stata avvisata l’Autorità delegata per i Servizi di Sicurezza, carica a quel tempo ricoperta dall’attuale ministro degli Interni, Marco Minniti: un aspetto ancora da chiarire. Tofalo è un membro del Copasir, acronimo del Comitato Parlamentare di Controllo per i Servizi di Informazione e Sicurezza e per il Segreto di Stato, istituzione che coordina le attività dei servizi segreti: i membri possono approfondire questioni delicate attraverso spostamenti all’estero, ma devono ricevere un’autorizzazione ufficiale. Il deputato pentastellato ha detto di aver operato “nell’esercizio delle mie funzioni parlamentari e nell’esclusivo interesse della Nazione, per facilitare dialoghi internazionali per la pace”.

I PERSONAGGI

Fontana, insieme al marito e altri due complici, è stata arrestata alla fine di gennaio dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della Dda di Napoli, con l’accusa di traffico internazionale di armi: tra i clienti anche un non meglio specificato “governo provvisorio libico”, almeno secondo gli atti dell’inchiesta (che comunque contenevano qualche imprecisione, come approfondito da Formiche.net). Khalifa Ghwell è il capo del governo tripolino che è stato appoggiato dalle principali milizie islamiste (con il sostegno esterno di Turchia e Qatar) e che è decaduto, e privo di ogni legittimazione, da quando le Nazioni Unite hanno forzato l’insediamento a Tripoli di Fayez Serraj, l’uomo incaricato dall’Onu di guidare il processo di rappacificazione nazionale in Libia; Ghwell è una delle opposizioni a questo processo, per due volte ha tentato un colpo di stato (l’ultima poco più di un mese fa) e ultimamente è molto attivo nelle minacce all’attività diplomatica italiana a sostegno della pace in Libia. L’ultimo personaggio è appunto Tofalo: parlamentare salernitano eletto con il M5S.

LA POSIZIONE DI TOFALO

Quanto successo è stato in parte raccontato dallo stesso Tofalo in un’intervista uscita il 14 febbraio su Fanpage in cui, sottolineando che l’inchiesta è “secretata” e dunque pochi particolari possono essere rivelati, il parlamentare ha raccontato di aver conosciuto Fontana “l’estate scorsa”. Alla domanda “sapeva che era un’informatrice dei servizi segreti?”. Tofalo risponde di non poter riferire quello che aveva appresa al momento (per ragioni di segretezza) ma di aver “consultato immediatamente gli organi preposti ai fini di tutelare la sicurezza nazionale”. Poi chiarisce la sua posizione sulla vicenda della vendita di armi: “Non ne ero al corrente [del traffico d’armi verso la Libia]. Se avessi avuto notizie di reato, come già accaduto in passato, le avrei comunicate tempestivamente alla Procura. Non a caso, non appena appresa la notizia dai media, mi sono recato spontaneamente dai giudici per riferire loro tutte le informazioni di cui ero in possesso”.

LE RICOSTRUZIONI

Secondo Repubblica il parlamentare sarebbe stato convocato anche nel pomeriggio del 23 febbraio dal pubblico ministero della Dda di Napoli Catello Maresca, titolare dell’inchiesta sul traffico di armi con la Libia; e con l’Iran (nota: il reato è aggravato perché sono entrambi paesi sottoposti a embargo dalla Comunità europea). Ai magistrati avrebbe fornito la sua testimonianza come persona informata sui fatti; per il momento non risulta indagato. In un articolo uscito il 25 febbraio, il Fatto Quotidiano riporta alcune delle dichiarazioni che Tofalo ha rilasciato ai pm: “Le diedi 1.500 euro, e poi altri 700, ho sempre avuto il dubbio se li avesse utilizzati per lo scopo richiesto. Lo scopo è coperto da un omissis” Sempre secondo il Fatto Quotidiano il 2 febbraio quando il deputato si è recato spontaneamente in Dda per spiegare la sua conoscenza con Fontana: “Il pm Maresca non ne sapeva nulla. La Dama in Nero (Fontana, ndr) ha parlato di Tofalo solo in un interrogatorio successivo” scrive FQ. La visita in Turchia avrebbe avuto scopi legati alla sicurezza nazionale ed era finalizzata anche all’ organizzazione, in territorio italiano, di un possibile evento di pace e cooperazione a cui invitare tutti gli attori libici, ha spiegato Tofalo. Secondo la Stampa sarebbe stato il parlamentare grillino a pagare il viaggio per incontrare Ghwell. “Non si esclude infatti che il parlamentare pentastellato possa essere indagato con l’accusa di atti ostili verso uno Stato Estero, articolo 244 del codice penale”, spiega il Mattino.

LE REAZIONI POLITICHE

“La notizia apparsa sulla stampa secondo cui il deputato del M5S Angelo Tofalo, membro del Copasir, abbia finanziato il viaggio in Turchia di Anna Maria Fontana per incontrare un leader oppositore del governo libico è sconcertante. Interrogato dal magistrato Tofalo ha ammesso di aver dato del denaro a Lady Fontana, accusata di commercio di armi con Libia e Siria. Tutto ciò non solo è grave da un punto di vista etico, ma è totalmente incompatibile con il ruolo di Tofalo all’interno del Copasir. Tofalo si dimetta immediatamente”, ha dichiarato ad Askanews Andrea Romano, deputato Pd, membro della commissione Esteri di Montecitorio. Mentre il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha aggiunto: “Sollecito i presidenti di Senato e Camera perché prendano provvedimenti immediati e allontanino il deputato 5Stelle, Tofalo, dal Copasir. È intollerabile, oltre che estremamente pericoloso per la sicurezza nazionale, che Tofalo continui a sedere in un organismo parlamentare che ha accesso a informazioni riservate e coperte da segreto”. “Stupisce che ad oggi Tofalo non abbia ancora annunciato le sue doverose dimissioni dal Copasir – ha detto il deputato Emanuele Fiano, componente della commissione Difesa per il Pd – essere coinvolti, per sua stessa ammissione, in una vicenda tanto inquietante e non sentire l’urgenza di chiarire e lasciare un posto così delicato è estremamente grave. Far finta di nulla non è la soluzione, visto che stiamo parlando di traffico di armi e di terrorismo internazionale”.

ultima modifica: 2017-02-27T11:02:12+00:00 da Emanuele Rossi

 

 

 

 

 

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