Il punto di Simona Sotgiu sul disegno di legge che inizierà ad essere votato al Senato da mercoledì 10 febbraio

Il testo del disegno di legge sulle unioni civili, il ddl Cirinnà, non verrà modificato. Lo ha dichiarato la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani a Repubblica, rispondendo alla richiesta di Angelino Alfano di stralciare dal provvedimento la parte relativa alla stepchild adoption. Ed è proprio la parte relativa all’adozione del figliastro a spaccare non solo la maggioranza di governo, ma anche i partiti di opposizione, come il Movimento 5 stelle. Al Senato si vota da mercoledì 10 febbraio sul disegno di legge.

LA POSIZIONE DEI DEMOCRATICI

Alfano chiede di stralciare la stepchild adoption dalla legge? Assolutamente no. Non è nelle intenzioni del Pd“. Lo ribadisce più volte dalle pagine di Repubblica Debora Serracchiani, la stepchild adoption non verrà separata dal ddl Cirinnà: “È una cosa che in questo momento non è assolutamente nelle corde del Pd“, ha spiegato la vicesegretaria del Pd.

Anche Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, ha confermato la decisione di non modificare il testo del ddl parlando con il Messaggero: “Miglioramenti in aula sono possibili, però niente stravolgimenti o stralci“. Da parte del Pd c’è la volontà di costruire un consenso più ampio possibile attorno al testo, ma senza snaturarlo nella sua essenza. Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, ha spiegato al Corriere della Sera la linea dem sulle adozioni: “Riteniamo che la stepchild adoption, che è altra cosa rispetto alle adozioni, possa essere lasciata, per l’incapacità della politica di decidere, alla libera valutazione di ogni singolo magistrato. C’è bisogno di una legge che ispiri principi e tutele per i minori. E la stiamo facendo“.

LIBERTÀ DI COSCIENZA PER IL M5S

In via del tutto straordinaria, a fronte di un tema etico che chiama in gioco anche i diritti di bambini, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in qualità di Garanti del Movimento, si sono assunti la responsabilità di rinunciare a un’ulteriore votazione sul blog e di lasciare ai portavoce la libertà di decidere sulla stepchild adoption secondo coscienza, sulla base di principi personali“. E’ quanto si legge sul blog di Beppe Grillo. Libertà di coscienza per i Senatori 5 stelle, dunque: l’ha chiarito Beppe Grillo con un post sul suo blog, spiegando che il Movimento 5 stelle si era pronunciato a favore delle unioni civili attraverso una votazione sul sito datata 28 ottobre 2014, che non prevedeva però la stepchild adoption, come notato dall’ex guru grillino, Paolo Becchi. Per questo, si legge sul blog di Grillo, i parlamentari avranno libertà di coscienza sul ddl Cirinnà.

Ma non tutti i pentastellati sono d’accordo con la linea di Grillo e Casaleggio: “Non è corretto lasciare libertà di voto sui diritti“, ha dichiarato Silvia Giordano, deputata M5S, in una intervista a Repubblica, che ha proseguito manifestando delusione proprio perché “il Movimento 5 stelle aveva una linea chiara, grazie a uno straordinario lavoro fatto da Airola e da un gruppetto del quale anch’io, che sono in commissione Affari sociali alla Camera, faccio parte. Mi dispiace. Ho visto tanti nostri elettori arrabbiati e delusi“, ha dichiarato Giordano. “Lasciare libertà di voto sui diritti – ha concluso Giordano – non è corretto. Proprio per questo andava indicata la linea consultando ancora la rete. La libertà di coscienza ovviamente c’è sempre. Ma proprio noi che abbiamo puntato a introdurre il vincolo di mandato, non dovevamo dare libertà di voto su un diritto. Abbiamo fatto un errore e spero ci serva da lezione“.

LE RICHIESTE DEL NUOVO CENTRODESTRA

Alle parole di Grillo sulla libertà di coscienza concessa ai parlamentari 5 stelle sul ddl Cirinnà Angelino Alfano, segretario di Ncd, ha reagito con gioia ieri: “Su #Cirinnà Grillo non assicura più i voti M5S. Si riapre la partita. Potrebbe saltare l’intera legge. Bene, scenario molto interessante“, ha scritto su Twitter il ministro dell’Interno. Anche ministro di Area Popolare Beatrice Lorenzin ha elogiato la decisione di Grillo: “Ho applaudito a questo fatto: siamo di fronte a dei temi dove non potevo vedere la blindatura di un testo. Se tutti sanno di cosa si sta parlando poi ognuno prenderà delle decisioni in scienza e coscienza, ma bisognava portare il dibattito a un livello più alto“, ma ha poi assicurato che “il voto sulle unioni civili non avrà ripercussioni sul governo, perché questo è un ddl parlamentare e ha un suo percorso parlamentare. Il governo non ci ha messo bocca, anche se ognuno di noi è libero di dire la sua. Il Parlamento è comunque sovrano sulle sue decisioni” ha spiegato Lorenzin, ospite di SkyTg24.

L’APPOGGIO DELL’ALA DI VERDINI

A soccorrere la maggioranza, in bilico senza i voti di Ncd, potrebbe arrivare l’appoggio dei senatori di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala) di Denis Verdini, tra cui Sandro Bondi e Manuela Repetti. Le parole di Repetti in Senato, infatti, erano state chiaramente a favore del provvedimento: “Colleghi, approviamo la legge Cirinnà. Tutti, anche i più convinti cattolici, contribuendo ad approvarla, potranno giustamente andarne orgogliosi nella propria vita personale e politica“.

LA POSIZIONE DEGLI AZZURRI

Questa legge la stanno usando solo per produrre consenso, non per raggiungere il risultato: che peccato“, e ancora: “Stanno giocando una partita con un solo scopo: produrre consenso, spostare il baricentro tutto a sinistra. Spero sappiano che, così facendo, la legge rischia di schiantarsi e lasciare tutte le coppie di fatto senza diritti e l’Italia indietro. Sarebbe un peccato“. A parlare è Mara Carfagna, già ministro per le Pari Opportunità e ora portavoce del gruppo del Popolo delle libertà alla Camera, che dietro il ddl Cirinnà vede un gioco di potere per spostare il consenso, si legge su Libero.

Anche per l’ex ministro Renato Brunetta Renzi e il Pd stanno facendo un gioco di potere: “Sulle unioni civili penso che chi troppo vuole alla fine si ritrova Renzi, chi troppo vuole non avendo né la maggioranza né il consenso democratico si ritrova il caos. Non è giusto trattare questo tema come ha fatto Renzi, come un passaggio di potere“.

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