Se ne va un altro pezzo di quella destra tutta territorio, passione, identità e giornali che riuscì ad emanciparsi e a farsi, da opposizione, forza di governo. E’ morto a 69 anni Salvatore Tatarella, figura di primo piano del Msi e di Alleanza Nazionale, fratello di quel Giuseppe (per tutti Pinuccio) già vicepremier e ministro delle Telecomunicazioni nel governo Berlusconi. Salvatore è stato consigliere regionale, sindaco, deputato, europarlamentare, non solo da iscritto al Movimento Sociale Italiano, ma in seguito da espressione di quell’idea di evoluzione “oltre il Polo” teorizzata da suo fratello Pinuccio.

LA CARRIERA

Riservato e dai tratti caratteriali meno accesi rispetto a suo fratello, Salvatore dal 1993 al 1999 è stato sindaco della rossa Cerignola, “casa” del sindacalista Giuseppe Di Vittorio a dimostrazione di un territorio capace di andare incontro alle grandi evoluzioni sociali e politiche, come fu la trasformazione della destra, avviata proprio nel laboratorio pugliese. E’ quello il momento in cui inizia a tessere una tela che, all’improvvisa scomparsa di Pinuccio nel 1999, lo vede succedergli nel suo seggio elettorale prima alla Camera e poi per tre volte (nel 1994 con 150mila preferenze, nel 2004 con 52mila e nel 2009 con 90mila) al Parlamento europeo.

L’EUROPA

A Bruxelles si iscrive al gruppo parlamentare Unione per l’Europa delle Nazioni, con un occhio vigile su due ambiti significativi e ancora oggi strategici, come i Balcani e il Mediterraneo. Il primo impegno lo assolve tramite la partecipazione alla Delegazione della commissione parlamentare mista UE-Romania, il secondo alla Delegazione all’Assemblea parlamentare Euromediterranea. Il Mediterraneo è un punto ricorrente sia nei suoi editoriali che nei programmi che stendeva personalmente e senza ghost writer: all’inizio degli anni 2000 propone che la Bei, la Banca Europea degli Investimenti, avesse sede a Bari proprio perché convinto della peculiare posizione del capoluogo pugliese, molo naturale piazzato lì nel mare nostrum. Aderisce con determinazione alla nascita del Pdl nel 2009, convinto che l’evoluzione della destra italiana dovesse seguire le orme di quelle europee, nel solco del Ppe. E’ la ragione per cui Gianfranco Fini lo designa nella Direzione nazionale tra i 90 componenti del nuovo partito.

IL TERRITORIO

Non solo un oggettivo bacino elettorale che dalla Puglia lo porta a rapportarsi a tutta la circoscrizione meridionale (Campania, Calabria, Basilicata, Molise). Dopo l’esperienza cerignolana, Salvatore è vicepresidente dell’ANCI-Puglia, e vice sindaco di Bari, impegni che riesce a portare avanti anche grazie allo stimolo di quel serbatoio di idee e di giovani che è stata la rivista Puglia d’Oggi: fondata negli anni sessanta dal fratello Pinuccio, e fucina di firme e tesi, sovente giunte sino ai massimi organi del Msi, di An e poi del Pdl. E’ quello il momento dell’elaborazione, come l’approccio ragionato e mai urlato ai temi dell’immigrazione, del fine vita, della nuova Europa, dell’allargamento a est e dell’interlocuzione con Israele.

Sono anni di forti contrasti, anche interni, non solo a destra ma in tutto il centrodestra. Ma Salvatore, pur avendo seguito Gianfranco Fini nella rottura con Silvio Berlusconi, e quindi avendo condiviso l’esperienza di Futuro e Libertà, conserva un profilo diplomatico, come i buoni rapporti con le intellighenzie di altri partiti, alleati o meno. E’ il caso tra gli altri, di Luciano Violante, Roberto Maroni, Pierferdinando Casini, Antonio Bassolino, Marco Follini.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dall’impegno sul territorio con le borse di studio della Fondazione “Giuseppe Tatarella”, ospitata nella storica sede del Msi di Bari e per le celebrazioni per il ventennale della scomparsa di Giorgio Almirante. Con Salvatore Tatarella scompare uno degli ultimi interpreti del binomio destra-cultura di governo, forgiato nella consapevolezza che “l’obiettivo finale deve essere più importante di quello iniziale” come ripeteva. Dopo la camera ardente al Comune di Bari, i funerali saranno nella nativa Cerignola.

twitter@FDepalo

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