Roberto Fico in settimana ha presentato il piano energia del Movimento Cinquestelle (PEM5S), il primo punto del programma del partito che si candida a governare il Paese alle elezioni politiche che si terranno in meno di un anno.

La prima cosa che si nota è che è datato 15 giugno 2016. Si vede che anche per un movimento online il percorso democratico è così farraginoso da richiedere quasi un anno tra la stesura e l’approvazione definitiva. Curioso anche che questa sia solo la “versione 1.4”, quindi – se vale la consuetudine – da quando è stato proposto sono state apportate solo quattro modifiche secondarie. Meno male che non lo ha elaborato il Pd: se no a quest’ora sarebbe stata già la versione un milione e spiccioli ma non divaghiamo. Salta all’occhio la “tabella 9”. E’ la seconda tabella nel documento, mancano quelle numerate da 1 a 7. Mi chiedo se fra un passaggio democratico e l’altro qualcuno si sia dato la pena di rileggerlo. La tabella 9, dicevamo, delinea i tre passaggi fondamentali del PEM5S.

Punto 1: “2015-2017 il M5S propone il PEM5S”. Bene. Conseguenza? “Nessuno o marginali effetti sul sistema energetico, che segue il trend fondato sulle attuali politiche energetiche” In pratica dicono già loro che non se lo fila nessuno. Andiamo avanti.

Punto 2: “2018-2020 elezioni – legislatura a maggioranza M5S – Viene approvato il nuovo piano energetico nazionale”. Qui si mettono subito in chiaro due cose: Il M5S vince le prossime elezioni e non solo conquista la maggioranza relativa ma, con buona pace dell’attuale pasticcio di legge elettorale, conquista la maggioranza in entrambe le camere e approva il nuovo piano. Non sono possibili altre eventualità. Sempre al punto 2: “Primi effetti sul sistema energetico, che in parte prosegue gli effetti tendenziali delle politiche implementate dai governi precedenti” Insomma, per quanto riguarda la prossima legislatura, la rivoluzione può attendere.

Punto 3: “2021-2050, il piano energetico nazionale e i suoi aggiornamenti sono in vigore le azioni previste dal piano energetico nazionale hanno effetto sul sistema energetico”. Beh, che in trent’anni qualsiasi decisione sul futuro dell’energia italiana produca qualche effetto lo darei abbastanza per scontato; ma meglio metterlo nero su bianco. E’ sottointeso che M5S dovrà restare al governo per almeno 33 anni.

Lasciamo stare i dettagli e andiamo al sodo: M5S ha deciso che l’Italia entro il 2050 userà esclusivamente energie rinnovabili. Abolite tutte le forme di energia fossile ma, soprattutto, abolite anche tutte le importazioni di energia: a metà del secolo l’energia consumata nello stivale sarà tutta made in Italy.

Vediamo cosa significa incrociando gli ultimi dati di Eni, International Energy Agency e IHS Global Insight.

Per quanto riguarda il petrolio, le riserve di greggio presenti sul territorio e in mare entro la zona economica esclusiva italiana sono stimate in 595 milioni di barili. Produciamo 109.000 barili al giorno ma – sempre nell’arco delle 24 ore – ne consumiamo 1.298.000. Tutto il petrolio che manca lo importiamo per due terzi da quattro Paesi: Russia, Azerbaijan, Arabia Saudita e Libia in parti sostanzialmente uguali. Il terzo restante lo importiamo da altri, fra questi la quota maggiore arriva dall’Iran.

(Prima parte)

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