Che cosa hanno detto i vertici della società di Piazza Affari in Parlamento

Alla Borsa piace il Fintech. Piazza Affari sembra accogliere la rivoluzione tecnologica, che sta pian piano ridisegnando il perimetro della finanza. Dopo i timori di Intesa Sanpaolo (qui il focus di Formiche.net), ieri i vertici di Borsa Italiana rappresentati dal presidente Andrea Sironi (a destra nella foto con Jerusalmi), hanno detto la loro in commissione Finanze alla Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Fintech, promossa dal deputato dem Sebastiano Barbanti. Che cosa pensano le quotate del Fintech?

COSI’ PIAZZA AFFARI DICE SI’ AL FINTECH

La diffusione del Fintech “porta significativi vantaggi nel processo di facilitazione e di scambio di flussi internazionali attraverso canali di finanziamento alternativi e digitali”, si legge nella relazione depositata in commissione. Inoltre, “la nascita di nuove piattaforme offre la possibilità di digitalizzare i tradizionali meccanismi di incontro tra domanda e offerta di capitali”. In pratica, è il pensiero di Borsa, col Fintech si guadagna in velocità di raccolta delle risorse da parte delle imprese.

UNA LEVA PER L’ECONOMIA

Un vantaggio per l’intera economia italiana: “L’ingresso di nuovi operatori nel settore dei mercati finanziari (le società Fintech, ndr) richiede un rinnovamento delle modalità tradizionali di interlocuzione con gli attori consueti in chiave innovativa e collaborativa al fine di irrobustire e favorire lo sviluppo dell’ecosistema italiano”.

IL NODO DELLE REGOLE

L’altra faccia della medaglia però è una regolamentazione ancora lacunosa. E qui Borsa sposa in pieno i timori di Intesa sull’assenza di una disciplina ad hoc. Benvenute a Piazza Affari le Fintech, ma prima regole certe e uguali per tutti, dice la società guidata dall’ad Raffaele Jerusalmi. Di qui un invito alle istituzioni affinchè “il contesto normativo deve essere adeguato alle nuove (ed ancora non del tutto note) esigenze di mercato, richiedendo un dialogo intenso e fattivo con Governo ed autorità di vigilanza ed industria, valorizzando l’innovazione pur mantenendo alti i livelli di protezione del sistema nel suo complesso”.

 

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