Pinault, Arnault e non solo. Chi si sbraccia per la ricostruzione di Notre Dame

Pinault, Arnault e non solo. Chi si sbraccia per la ricostruzione di Notre Dame
Nel giorno in cui la campagna elettorale si sospende “fino a nuovo ordine”, come ha annunciato su Twitter Nathalie Loiseau, capolista macroniana de La Republique en Marche, non c’è spazio che per la solidarietà. Solidarietà che risponde ai nomi delle più ricche famiglie di Francia

Se il tempo politico è rimasto sospeso per oltre tre lunghe ore, prima che si trovassero le parole adeguate per tradurre la tragedia della capitale colpita al cuore, la geografia della solidarietà ha cominciato a prendere forma e ad allargarsi da subito, a partire dall’epicentro parigino. Nel giorno in cui la campagna elettorale si sospende “fino a nuovo ordine”, come ha annunciato su Twitter Nathalie Loiseau, capolista macroniana de La Republique en Marche, non c’è spazio che per la solidarietà. Solidarietà che risponde ai nomi delle più ricche famiglie di Francia, ma anche alle migliaia di comuni cittadini che in queste ore manifestano il desiderio di contribuire alla ricostruzione a partire da pochi euro.

Cento milioni di euro dal magnate François-Henri Pinault. Sposato all’attrice Salma Hayek, presidente e ceo di Kering, cui fanno capo i brand Gucci, Saint Laurent e Balenciaga, ha annunciato che la sua famiglia contribuirà in modo diretto alla ricostruzione e che il contributo arriverà dalla società di investimenti della famiglia Artemis. La notizia è arrivata poco dopo la mezzanotte. È il primo eclatante gesto in ordine di tempo, ma non rimarrà isolato, perché rilancia al raddoppio l’altro magnate del lusso francese, Bernard Arnault, a capo del gruppo Lvmh. Proprio in queste ore si apprende che saranno 200 i milioni di euro messi sul tavolo per aiutare a riparare la Cattedrale. Intanto oggi alle ore 12 verrà lanciata una colletta nazionale per la ricostruzione. È l’iniziativa della Fondation du Patrimoine, organizzazione privata che opera per la salvaguardia del patrimonio francese. Una sorta di imperativo categorico con cui rispondere all’onda emotiva che domandava di “soddisfare le molteplici richieste” della popolazione francese sotto choc. Traumatizzato “dalla visione di una ferita infuocata, ogni amante del patrimonio, ogni francese, ogni fedele, ogni cittadino del mondo è in lutto per la perdita del tesoro inestimabile distrutto dalle fiamme il 15 aprile 2019. Simbolo di tolleranza e legame, Notre Dame è un luogo di civiltà che ha attraversato i secoli e i pericoli politici della storia”, si legge in un comunicato che accompagna l’appello al dono. E la gratitudine dello stato sarà massima: il ministro delle finanze Franck Ristier annuncia che la defiscalizzazione raggiungerà il tetto record dell’80%.

Bastano 10 euro per sostenere “Notre-Dame de Paris, Je t’aime!” È questa la raccolta fondi spontanea apparsa sul sito Dartagnans. La piattaforma di crowdfunding, che si ispira al celebre personaggio di cappa e spada creato da Alexandre Dumas, è dedicata alla promozione e alla conservazione del patrimonio, dell’arte e della cultura in Francia. Invitiamo “tutti gli amanti del patrimonio artistico, gli operatori del settore e, naturalmente, donne e uomini di tutte le culture, da tutti i paesi ad unirsi”. Ma la macchina della solidarietà si è messa immediatamente in azione anche oltreoceano, da dove sono arrivati immediati i messaggi di cordoglio e solidarietà, a partire dalle massime autorità, da Donald Trump fino all’ex presidente Obama. La French Heritage Society, un gruppo americano senza scopo di lucro dedicato alla conservazione dei tesori architettonici e culturali francesi, ha lanciato una pagina web per raccogliere fondi per il restauro della cattedrale. “Notre-Dame è ovviamente una meraviglia architettonica e sicuramente un monumento che dovrebbe essere restaurato”, ha detto dichiarato Jennifer Herlein, il direttore esecutivo della società. E secondo l’agenzia Reuters, sul sito GoFundMe, sarebbero più di 50 campagne lanciate a livello globale lunedì: “Nelle prossime ore lavoreremo con le autorità per trovare il modo migliore per assicurarsi che i fondi arrivino nel luogo in cui faranno il massimo”.

Certo è che l’impatto emotivo è debordante. L’immagine dell’immenso braciere che riproduce la croce latina della pianta, ripreso dal drone nella notte parigina, ha fatto il giro del web: “I francesi sono già entrati nel martirio del Venerdì Santo, hanno commentato in Tv i vertici religiosi francesi. La regione Ile de France ha predisposto 10 milioni, ha dichiarato la presidente Valérie Pécresse “ma ogni singolo euro ha un valore immenso”. Cinquanta milioni di euro, invece, arriveranno dal comune di Parigi, fa sapere il sindaco Anne Hidalgo, apparsa ieri sera alle spalle del presidente Macron, al momento delle dichiarazioni ufficiali, fortemente scossa ed emozionata.

Proprio in queste ore, forse anche per dare un ordine alle tante iniziative spontanee, la sindaca socialista, ai microfoni di France Inter, ha auspicato l’organizzazione di una “grande conferenza internazionale dei donatori”, con “mecenati del mondo intero”.

ultima modifica: 2019-04-16T11:41:29+00:00 da Guendalina Dainelli

 

 

 

 

 

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