Ecomondo, il governo cambia marcia. Ecco gli obiettivi del piano Green New Deal

Ecomondo, il governo cambia marcia. Ecco gli obiettivi del piano Green New Deal
Un piano decennale in otto punti, dalla circular economy alla carbon tax, dai trasporti green all’eco-innovazione, è quanto proposto dagli “Stati Generali della Green Economy 2019”, l’evento di apertura della manifestazione di Rimini: in pochi anni potrebbe portare nel nostro Paese 200 miliardi di nuovi investimenti e oltre 800mila posti di lavoro

Perché sia un vero Green New Deal occorre cambiare marcia, in Italia e nel mondo. È questo il messaggio che arriva oggi da Rimini, dove il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha inaugurato Ecomondo, la manifestazione internazionale di Italian Exibition Group dedicata alla circular economy e Key energy, il salone delle energie rinnovabili.

“C’è la disponibilità di questo governo a predisporre misure concrete per iniziare un percorso che porti alla realizzazione del Green New Deal – ha dichiarato il ministro Costa – a iniziare dalla legge di Bilancio, dal decreto Clima, dalla norma sull’end of waste e dal collegato ambientale, che sarà presentato a gennaio come norma legata alla manovra di bilancio”. Da questo punto di vista “abbiamo il sostegno della nuova Commissione Europea che ha fatto della green economy un pilastro fondamentale del suo programma”. E domani, in Consiglio dei ministri, “presenterò un decreto per la riorganizzazione del ministero con il quale verrà istituita una direzione generale dedicata all’Economia circolare, dove tutti gli attori coinvolti potranno trovare una adeguata interlocuzione”.

“L’aspetto più innovativo della legge di Bilancio – ha sottolineato il sottosegretario all’Economia Antonio Misiani – è il piano per il Green New Deal che è fatto di tante misure, la prima delle quali è il più grande programma di investimenti pubblici della storia di questo Paese: 55 miliardi di euro nei prossimi anni, 32 miliardi dei quali assegnati alle amministrazioni territoriali, risorse finalizzate allo sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, al risparmio e all’efficienza energetica, alla rigenerazione urbana, all’efficientamento del patrimonio edilizio del nostro Paese e al programma imprese 4.0”.

Un piano decennale in otto punti, dalla circular economy alla carbon tax, dai trasporti green all’eco-innovazione, è quanto proposto dagli “Stati Generali della Green Economy 2019”, l’evento di apertura della manifestazione: in pochi anni potrebbe portare nel nostro Paese 200 miliardi di nuovi investimenti e oltre 800mila posti di lavoro, per affrontare la crisi climatica e raggiungere così gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015, riducendo le emissioni di gas serra a circa 260 milioni di tonnellate entro il 2030.

“Il Green New Deal è una svolta storica – ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile – che richiede la definizione di obiettivi strategici, un dibattito partecipato e un programma decennale al 2030 necessario sia per affrontare la crisi climatica sia per rilanciare la green economy e farla diventare la forza trainante del rilancio dell’Italia. La legge di Bilancio 2020 contiene alcune novità positive, ma per realizzarlo non basta certo una sola legge, ma una strategia a lungo termine”.

Gli otto obiettivi strategici del “Piano decennale per il Green New Deal” riguardano:
– Obiettivi climatici ambiziosi, aumentando l’impegno di riduzione dei gas serra del Piano Energia e Clima dal 37% al 50%;
– Transizione ad una energia efficiente e rinnovabile, arrivando al 65% nel 2030;
– Transizione a un’economia circolare, con recepimento rapido ed efficace delle Direttive europee e incentivando il riciclo e il mercato dei riprodotti;
– Rigenerazione urbana secondo il modello delle green city;
– Decarbonizzazione dei trasporti, investendo nel servizio pubblico nelle città e incrementando la sharing mobility;
– Maggiore impegno per la formazione, la ricerca e l’innovazione,
– Riforma fiscale, spostando il prelievo dal lavoro ai gas serra.

D’altra parte lo stato di salute dell’Italia green sta registrando alcune criticità: le emissioni di gas serra non calano da cinque anni; i consumi di energia sono tornati a crescere; l’aumento delle rinnovabili si è quasi fermato; l’eco-innovazione non decolla; il parco auto resta il più “denso” d’Europa (644 auto ogni 1000 abitanti); le emissioni delle nuove auto aumentano dal 2018 e peggiora il tasso di circolarità. È questa la fotografia che emerge dalla “Relazione sullo Stato della Green Economy” presentata oggi al convegno di apertura “Green New Deal e sfida climatica: obiettivi e percorso al 2030”.

Sono nove le tematiche individuate per valutare l’andamento della green economy nel nostro Paese: emissioni di gas serra; risparmio ed efficienza energetica; fonti rinnovabili; economia circolare ed uso efficiente delle ricorse; eco-innovazione; agricoltura; territorio e capitale naturale; mobilità sostenibile; green city.

Portando il saluto di Italian Exibition Group, il presidente Lorenzo Cagnoni ha spiegato come “qui i temi oggi di attualità, li abbiamo preparati e consolidati in anteprima. È il ruolo della fiera leader in Europa come Ecomondo”.

ultima modifica: 2019-11-05T09:00:43+00:00 da Saturno Illomei

 

 

 

 

 

 

 

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