Le mani americane sui porti di Alexandrupolis, Kavala, Volos come parte di un ampio progetto di influenze e partnerhip: obiettivo vigilare sui gasdotti ed evitare il rischio “Crimea”

Porti, geopolitica e green-economy: così si rafforzano i legami tra Stati Uniti e Grecia. La punta dell’iceberg è stato l’accordo recentemente siglato dal Segretario di Stato Mike Pompeo e il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis per le quattro basi in terra greca. Ma oltre alla logisitica militare ecco snodarsi una serie di progetti legati ai cantieri navali e alla tecnologia made in Usa, che contribuiscono a fare di Atene il nuovo hub a stelle e strisce nel Mediterraneo.

CANTIERI NAVALI

È ufficiale: i cantieri navali di Onex SA passano dall’uomo d’affari greco-americano Panos Xenokosteis ad un nuovo player americano. Si apre così una nuova era dell’industria navale ellenica, dopo i disastri della crisi finanziaria, ma anche l’inizio di una collaborazione galoppante tra Usa e Grecia in un settore che toccherà anche altre realtà strategiche come i cantieri di Eleusi.

La riapertura del cantiere navale Neorion sull’isola di Syros porterà a creare quasi 600 posti di lavoro e rappresenterà il primo di una serie di investimenti americani nel settore marittimo greco. Ad oggi Onex ha investito 18 milioni di euro in Neorion, compresi gli oltre 8 milioni di euro per gli arretrati (dipendenti e crediti dei fornitori locali). Onex prevede di investire altri 12 milioni di euro per potenziare il cantiere entro la fine del 2021.

L’affare si interseca in un momento di intensissime relazioni tra Washingotn e Atene con gli investitori statunitensi che stanno prendendo in considerazione una serie di piani di privatizzazione ad Alexandroupolis, Kavala e Volos. Tre porti strategici. Come osservato più volte dall’ambasciatore degli Stati Uniti in Grecia Jeoffrey Pyatt, gli Usa traggono grande beneficio dalla nuova cooperazione con la Grecia per una serie di ragioni di ordine tattico e geopolitico.

SALONICCO-KAVALA

Il porto di Salonicco è al momento un vulnus, perché nei piani americani è visto come la mossa di Mosca che, tramite l’oligarca ellino-russo Ivan Savvides, esprime una influenza sull’area, per cui gli Usa pare vogliano inviare un messaggio preciso agli uomini di affari russi che vorrebbero trasformare la Grecia del Nord in una sorta di nuova “Crimea”.

Su Alexandrupolis e Volos invece la strada è già segnata: passeranno sotto l’influenza americana, con l’aggiunta anche del porto di Kavala che è un hub strategico dal momento che si trova sulla linea ideale accanto ai siti di stoccaggio sotterraneo di gas. Lo stoccaggio sotterraneo nel Golfo di Kavala infatti consentirà alla Grecia di negoziare in modo sicuro con i suoi fornitori e di dare un contributo significativo alla stabilizzazione dei prezzi del gas. Il deposito sotterraneo è vicino al tratto di passaggio dei gasdotti Tap e Tanap, oltre che essere nei pressi del terminal Gnl di Alexandroupolis.

ECONOMIA VERDE

La green-economy è un altro punto strategico dei nuovi rapporti tra Usa e Grecia. È stato inaugurato il primo impianto di produzione di macchine per il riciclaggio ad alta tecnologia americana in Grecia, alla presenza del premier Kyriakos Mitsotakis e dello stesso ambasciatore Pyatt, per un investimento di quasi 10 milioni di euro, capace di creare da subito 60 posti di lavoro che diventeranno 230 entro cinque anni. Si tratta in assoluto del primo impianto che fa della Grecia hub centrale per tutta l’Europa. Prima del discorso del primo ministro, è stato trasmesso un video con un messaggio inviato del giocatore di basket greco Yannis Antetkoumbo, campione della Nba e ambasciatore greco del green nel mondo.

È il primo impianto Envipco ad essere installato al di fuori degli Stati Uniti. L’obiettivo è riciclare, posizionarsi nei mercati europei e rendere la Grecia un hub per tutta l’Europa sud-orientale, con la possibilità di espandere tale tecnologia nei Balcani.

twitter@FDepalo

 

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