L'ammiraglio americano in visita alle truppe ricorda l'importanza della base siciliana per il controllo di un quadrante critico, il Mediterraneo, la sua sponda meridionale, il Nordafrica, e quella orientale, il Medio Oriente

Giovedì alla Naval Air Station (NAS) di Sigonella c’era l’ammiraglio Robert Burke, nuovo comandante della U.S. Naval Forces Europe-Africa: una visita con cui l’ufficiale americano ha salutato le sue truppe e quelle alleate. “Volevo venire qui per presentarmi, saperne di più sulle missioni critiche che la NAS facilita e incontrare gli uomini e le donne che portano avanti la nostra giornata di missione”.

Il discorso, accolto da applausi e seguito da incontri vis a vis, ha sottolineato la presenza americana in un quadrante – il Mediterraneo – che è sempre di più il cuore della più incombente sfida geopolitica che riguarda l’Europa: gestire i rapporti con il Nordafrica e il Medio Oriente (e, in seconda battuta, i Balcani).

“Sigonella è un hub fondamentale a sostegno delle operazioni e degli impegni militari statunitensi in Europa, Africa e Medio Oriente”, ha affermato Burke. “Quello che tutti voi fate qui è fondamentale per quasi tutto ciò che la US Navy, l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, il Corpo dei Marines degli Stati Uniti e la NATO stanno facendo nella nostra area di operazioni”.

La presenza dell’alto ufficiale americano ha un valore decisivo anche per gli interessi italiani. Attraverso rapporti politico-diplomatici nel quadro della Difesa, l’Italia mantiene costanti le relazioni con gli alleati Nato e con gli Usa (anche alla luce della rimodulazione della presenza europea e dei comandi collegati).

Sigonella è in effetti un hub centrale per il controllo di quel quadrante strategico per Roma – che Washington inquadra all’interno dell’area MENA, o Grande Medio Oriente comprendente il Nordafrica. Le unità di Sigonella sono per esempio quelle che monitorano con costanza il quadro libico – hanno tracciato gli spostamenti militari russi dalla Siria al fronte ribelle della Cirenaica. O ancora: i pattugliatori aerei marittimi perlustrano costantemente il delicatissimo settore orientale del bacino, segnato da instabilità interne e interessamenti competitivi di rivali con russi e cinesi. Da Sigonella decollano anche gli aerei che seguono, più a Est, il Levante: Siria e Libano, due elementi di instabilità lungo le coste orientali del Mare Nostrum. A questo si lega l’estrema attenzione che gli Stati Uniti stanno mettendo sulla sicurezza della Sicilia, che oltre a Sigonella ospita il Muos di Niscemi e diversi snodi di cavi sottomarini.

(Foto: Twitter, @USNavyEurope)

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