L’armatore che ha costruito nel 1992 la nave da carico diventata unità da battaglia iraniana ha stretti rapporti con il Dragone e i suoi cantieri. A cominciare da Avic, colosso cinese finito nella lista nera di Trump. E comunque nel 2019 la Altina è stata ceduta per due milioni. Ma a chi?

Dal Polesine all’Iran con una suggestione cinese. C’è un pezzo di Dragone nel gruppo Visentini, società armatrice venata, costruttore nel 1992 della nave cargo ex-italiana, la ex-Altina misteriosamente diventata unità da battaglia in forza alla marina iraniana. Le connessioni, almeno industriali, tra la società armatrice veneta fondata a Porto Viro (Rovigo) nel 1964 da Francesco Visentini (scomparso nel 2019) e la Cina, non mancano.

PASSIONI CINESI

E forse vale la pena partire proprio dalla connection cinese del gruppo Visentini. Da diversi anni, infatti, il gruppo acquista grosse unità cargo dalla Cina, in particolare dal cantiere cinese Avic Weihai, colosso asiatico una volta parte del gruppo Avic International Holding Corporation, società dell’aviazione (partner industriale di Leonardo dal 2004) finita nella black list americana ai tempi di Donald Trump e per questo sotto sanzioni.

Due anni fa, Avic ha siglato un accordo con la Cmoei, società integralmente controllata da China Merchants Group, per cederle la sua intera partecipazione azionaria proprio di Avic Weihai Shipyard, che è pari al 69,77% per un totale di 620 milioni di yuan (62 milioni di dollari). Il restante 30,23% del capitale del cantiere navale Weihai Shipyard è detenuto dall’azienda pubblica Weihai State-owned Capital Operation. Ma, nonostante i passaggi di proprietà, sempre di Cina si parla.

DAL VENETO AL DRAGONE

Ora, fatta questa premessa, nel 2017 l’armatore veneto (oggi la società, la Giovanni Visentini Trasporti Fluomarittimi, con sede a Porto Tolle) è guidata dal figlio Giovanni) faceva sua un’altra nave da carico di tipo handymax della portata di 38 mila  tonnellate, realizzata per il gruppo italiano proprio da Avic. All’epoca, si trattò della terza delle quattro imbarcazioni previste, dopo la consegna delle V Uno e V Due che il cantiere cinese aveva per l’appunto costruito per l’armatore italiano.

Non è tutto, la flotta era destinata ad allargarsi e sempre con navi cinesi. Negli stessi giorni, sempre per l’armatore veneto iniziava la costruzione da parte del cantiere cinese di una nave Ro-Ro (motore Wartsila, eco design, scrubber Alfa Level), poi consegnata nell’aprile 2018 e per la quale fu sottoscritto un contratto di noleggio della durata di cinque anni con il gruppo Grendi.

I MISTERI DELL’ALTINA

Ora, chiariti i legami dell’armatore veneto con la Cina, resta da capire come e perché la Altina sia diventata una nave da guerra iraniana. L’unità in questione non era più di proprietà italiana da oltre un anno, visto che nella prima metà del 2019, Visentini cedette proprio la Altina per due milioni di dollari. A chi? Non si sa. Di certo c’è che l’Altinia è una vecchia conoscenza di molte compagnie di navigazione italiane e ha quasi sempre navigato da e per scali del nostro Paese. Subito dopo l’uscita dal cantiere il suo primo impiego a noleggio è stato per Tirrenia sulla linea Napoli – Palermo e a seguire ha operato per 14 anni per conto del Gruppo Grimaldi fra
Italia, Egitto e Libano.

A fine anni ’90 passa in charter ai turchi della Ege Ro-Ro che la utilizzano per l’apertura del collegamento marittimo fra Trieste e Tekirdag, mentre successivamente torna al Gruppo Grimaldi. Nei primi anni Duemila, poi, la nave scala regolarmente il porto di Genova essendo impiegata dal Gruppo Grendi sulla linea regolare con il porto di Cagliari. Poi, la cessione.

L’OPERAZIONE IN QATAR

Ancora una nave del gruppo guidato da Giovanni Visentini (il cui cugino, Carlo, armatore della Visemar, figura tra gli imputati del disastro del traghetto Norman Atlantic, nel 2014) è stata impiegata per il trasporto di uomini e mezzi militari italiani nel 2018, da Piombino al Qatar. In quell’occasione fu usata la Excel­lent, una ro-ro container carrier da 6.200 t di stazza lorda e 125 m di lunghezza, che batte bandiera maltese ma è di proprietà della compagnia Visentini. Ed è su questa nave che si sono imbarcati i mezzi. Si tratta di un’unità “storicamente” al servizio del ministero della Difesa.

In passato la Excellent è stata impegnata a sostegno di tutte le proiezioni internazionali delle FF.AA. italiane, a cominciare dall’Afghanistan e in precedenza Somali, Kosovo, Libano ecc.. Del resto Visentini ha costruito il suo successo armatoriale proprio nella logistica militare, comincian­do nel lontano 1991 con la Maior, una ro-ro costruita nel cantiere di famiglia di Porto Viro, dotata di un appetibile garage di 6 metri di altezza e recentemente venduta dopo 26 anni di servi­zio per aver superato i limiti d’età imposti dalla Difesa. In seguito si sono aggiunte la Excellent (costruita nel 1995, e gestita appunto dalla Visentini Giovanni) e la Capucine (2011 gestita prima da Cobelfret e poi da Stena Line per il solo cabotaggio nazionale, soprattutto per servire i poligo­ni di tiro sardi).

Condividi tramite