Le infrastrutture “nascoste” come nuova leva diplomatica, tra Mediterraneo e Balcani. Il cavo tra Italia e Montenegro, il cavo sottomarino tra Libia e Grecia per avere più potenza internet e l’Interconnettore Euro Africa sull’asse Cairo-Nicosia-Atene. Prossimo step le reti idriche

Alcune infrastrutture “nascoste”, come reti, cavi e gasdotti stanno esponenzialmente acquisendo uno status significativo nella geopolitica del mare nostrum. Una sorta di nuova leva diplomatica che può essere azionata tra Mediterraneo e Balcani: il cavo tra Italia e Montenegro, il cavo sottomarino tra Libia e Grecia per avere più potenza internet e l’Interconnettore Euro Africa sull’asse Cairo-Nicosia-Atene sono tre esempi che lo dimostrano ampiamente e che fanno da apripista anche per progetti futuri, come le reti idriche. In sostanza rappresentano la spia di una nuova consapevolezza strategica: la network diplomacy è la chiave per nuove alleanze (anche dell’Italia).

ITALIA-MONTENEGRO

In un momento storico caratterizzato dall’esigenza di avviare un ponte sul comparto Tech fra Europa e Usa, ecco che l’Italia si è portata avanti. Tra le due sponde dell’Adriatico (dove la Cina preme non poco) esiste un’interconnessione sottomarina e interrata lunga 445 chilometri realizzata da Terna, tra le stazioni elettriche di Cepagatti, in provincia di Pescara e Lastva, nel comune di Kotor, in Montenegro.

Si tratta del primo “ponte elettrico” tra Italia e Balcani, ovvero un’occasione unica per l’Italia di rafforzare il proprio ruolo di pivot nel costone balcanico esportando tecnologia e innovazione, lì dove Roma può, meglio di altri players, parlare direttamente con tutti i paesi in questione, in virtù della propria capacità di relazionarsi senza innescare veti di natura storica, liguistica o religiosa. Di fatto questa capacità tutta italiana (come accaduto con la missione in Kosovo) rappresenta un plus per lo Stivale.

Inoltre Terna è altresì impegnata nell’Adriatic Link, il nuovo elettrodotto sottomarino che unirà Abruzzo e Marche, inserito nel Piano di Sviluppo della rete elettrica nazionale, per un investimento complessivo da 1 miliardo di euro.

LIBIA-GRECIA

L’esigenza di una normalizzazione politico-istituzionale in Libia si traduce, tra le altre cose, anche con la messa al passo del paese quanto a tecnologie e strumenti per imprese e famiglie (fermo restando il gravissimo problema dell’assenza di elettricità in numerose aree della Libia). Al fine di aumentare la capacità di internet, la Libyan International Telecoms Company (LITC), sussidiaria della Libyan Post Telecommunications e Information Technology Company (LPTIC) ha completato il progetto del cavo sottomarino Silphium che collega la Libia con la Grecia.

Nello specifico il cavo permetterà alla Libia di aggiungere una capacità di 70 gigabyte, permettendole di raggiungere i 370 gigabyte totali. Un passo importante verso la trasformazione digitale del paese. Per questa ragione il cavo sottomarino Silphium, di proprietà dello Stato libico al 100%, è il primo passo concreto verso la ristrutturazione del settore delle telecomunicazioni libiche ed essendo un progetto internazionale conferma la vocazione esterna della Libia nel suo anno zero dopo la crisi istituzionale dell’ultimo decennio.

Tripoli e Atene, inoltre, sono protagoniste di nuovi equilibri euromediterranei alla voce energia, all’indomani dell’accordo siglato tra Libia e Turchia per la Zee che non poche proteste ha suscitato nell’Egeo. Ciononostante i due paesi hanno ricominciato a tessere un dialogo anche alla luce delle dinamiche legate agli accordi per la Zee. Che sia stata una mossa significativa, lo dimostra il fatto che la Germania ha dato il via libera alla partecipazione della Grecia come paese osservatore alla Conferenza ministeriale sulla Libia.

EUROPA & AFRICA

Il nord Africa, i Balcani e il Medio Oriente rappresentano per l’Italia tre scenari naturali per quanto riguarda la politica delle reti. Grazie al know-how di Cesi (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) parlerà anche italiano l’Interconnettore Euro Africa sull’asse Cairo-Nicosia-Atene (di cui abbiamo dato conto su queste colonne). Il progetto prevede il collegamento tra i sistemi di Cipro, Egitto e Grecia, passando per l’isola di Creta, in virtù di 1.707 km per trasportare 2.000 MW di energia elettrica con la tecnologia High Voltage Direct Current. Coinvolto anche l’Egitto che verrà in questo modo collegato alle reti elettriche europee, assumendo un ruolo fondamentale non solo per l’Africa.

Inoltre l’Italia prevede di investire 7 miliardi in 5 progetti altamente signficativi come Tyrrhenian Link, Adriatic Link, Sacoi 3, interconnessioni Italia-Grecia e Italia-Tunisia. Tutti targati Terna.

RETI IDRICHE

Forti della consapevolezza maturata nella valorizzazione delle reti (che siano cavi elettrici o gasdotti) ecco che il prossimo step sarà rappresentato dalle reti idriche, di cui si occupa Wareg, l’Associazione dei Regolatori Europei nel settore dell’acqua potabile e delle acque reflue di cui fa parte anche l’italiana Arera, con l’obiettivo di mettere l’accento sui vantaggi della regolamentazione economica a livello nazionale e regionale.

Sul punto si avvicina un appuntamento significativo: la seconda edizione del Forum europeo sulla regolamentazione dei Water Services (EFRWS), in programma il prossimo 1 dicembre, dopo l’edizione 2019 svoltasi a Roma. Al centro dell’EFRWS ci sarà la transizione verde e le azioni intraprese dalle istituzioni europee e dai regolatori nazionali per migliorare le attività basate sull’economia circolare nel settore idrico.

@FDepalo

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