Energia, Ucraina, rapporti bilaterali e lotta all’antisemitismo sono le priorità della missione del presidente del Consiglio. L’EastMed non è l’unica ipotesi sul tavolo. La più praticabile coinvolge l’Egitto

La guerra russa contro l’Ucraina e le sue conseguenze, a partire dalla necessità per l’Italia di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, la cooperazione bilaterale e la lotta all’antisemitismo. Questa l’agenda della missione di due giorni in Israele di Mario Draghi. Il presidente del Consiglio incontrerà il presidente Isaac Herzog, il primo ministro Naftali Bennett e Yair Lapid, ministro degli Esteri, figura molto in sintonia con l’amministrazione statunitense guidata da Joe Biden e che, se saranno rispettati gli accordi di rotazione nella coalizione di governo (il quale però non può dormire sonni sereni alla Knesset), sarà premier nell’estate del 2023. Al centro degli incontri ci saranno il rafforzamento delle relazioni bilaterali, la situazione in Ucraina e la sicurezza alimentare con la necessità di scongiurare la crisi in atto, i temi energetici, il processo di pace israelo-palestinese e la lotta contro l’antisemitismo.

La missione di Draghi, come già sottolineato su Formiche.net, arriva dopo il viaggio negli Stati Uniti con l’incontro alla Casa Bianca con il presidente Joe Biden e prima di un tour de force diplomatico: inizierà giovedì con la visita di Kiev assieme al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Olaf Scholz; proseguirà con il G7, che si terrà dal 26 al 28 giugno sulle Alpi bavaresi; continuerà con il summit Nato, in programma a Madrid nei due giorni successivi in cui l’Alleanza presenterà il suo nuovo Concetto strategico; si concluderà con l’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che dovrebbe tenersi ad Ankara il 5 luglio quando ormai l’Alleanza atlantica dovrebbe aver raggiunto un accordo in merito alle richieste di adesione di Finlandia e Svezia su cui la Turchia esprime oggi alcune preoccupazioni. In Israele, da lunedì a mercoledì, c’è anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, attesa poi in Egitto e Giordania. Inoltre, è atteso il presidente Biden a metà luglio, prima atteso in Israele prima di recarsi in Arabia Saudita.

La visita in Israele nasce dopo un incontro, alcune settimane fa, tra il presidente del Consiglio e Dror Eydar, l’ambasciatore israeliano a Roma, intenzionato a offrire all’Italia una soluzione per continuare l’opera di diversificazione dalla fonti russe di approvvigionamento energetico. In un recente incontro con la stampa, Draghi ha ricordato gli studi di fattibilità finanziati dall’Unione europea per il progetto del gasdotto Eastmed, che sono in via di conclusione. Italia e Israele, ricorda una nota diffusa da Palazzo Chigi, sono membri fondatori dell’East Mediterranean Gas Forum, nel quale continuano a collaborare per l’utilizzo comune delle risorse di gas del Mediterraneo orientale, nonché per lo sviluppo di energie rinnovabili, come l’idrogeno, e la loro commercializzazione. Del gasdotto – oltre 1.900 chilometri per trasportare energia dal Mediterraneo orientale fino all’Europa passando dalla Puglia tramite il ramo Poseidon – aveva discusso con le controparti israeliane anche Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, in occasione della sua visita a fine aprile. Sul progetto targato Edison-Depa c’è anche un rinnovato interesse degli Stati Uniti anche se i tempi non sono immediati: “è realizzabile in circa quattro anni”, ha dichiarato Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, in una recente intervista rilasciata a Formiche.net.

Ma non è l’unica soluzione per portare gas israeliano all’Italia, anche se è quella che porterebbe più vantaggi a Roma che gestirebbe il flusso senza intermediazioni. Una seconda sfrutta lo snodo della Turchia per arrivare nel nostro Paese attraverso il Tap. Su questa, però, gravano le difficili relazioni tra Israele e Turchia nonostante i recenti sforzi diplomatici, a partire dal viaggio del presidente Herzog a marzo per incontrare l’omologo Recep Tayyip Erdogan. Una terza, la più veloce, prevede di utilizzare il flusso di gas che da Israele giunge fino in Egitto per poi essere rese liquido, spedito in Italia via nave e dunque rigassificato: è il “gasdotto della pace” alimentato dal mega giacimento off-shore Leviathan. Appare quest’ultima, che non prevede la realizzazione di una nuova infrastruttura, la soluzione più concreta, vista la volontà italiana, condivisa con Israele, di “accelerare la trasformazione dei sistemi energetici” puntando anche sulle rinnovabili, come spiega la nota di Palazzo Chigi.

Con Bennett, Draghi affronterà anche la questione Ucraina. Il premier israeliano è tra i pochi ad aver incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Era il 5 marzo scorso, meno di due settimane dopo l’inizio dell’invasione. Nel frattempo tra i due Paesi non sono mancate tensioni, come le parole di Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, sulle presunte origine ebraiche di Adolf Hitler, pronunciate per attaccare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e per giustificare anche una volta la cosiddetta operazione speciale per la denazificazione dell’Ucraina. Draghi è interessato ad ascoltare il quadro da Israele, Paese che mantiene buone e storiche relazioni con la Russia. Da parte sua, Bennett insisterà sulla minaccia nucleare iraniana pur sapendo bene che l’Italia non è all’ingresso dell’E3, il formato di dialogo europeo sull’accordo Jcpoa che coinvolge Regno Unito, Francia e Germania.

Sul piano della cooperazione economica, Italia e Israele hanno un solido partenariato commerciale, in particolare nel comparto dell’innovazione e dell’Ict, che entrambe le parti puntano a rilanciare per sfruttarlo nell’attuazione del Pnrr italiano. Appare percorribile la strada che conduce a un summit bilaterale tra esecutive in Israele da lanciare a ottobre.

Nel 2021 si è registrata una positiva e sostenuta ripresa dell’interscambio tra i due Paesi, ben oltre i livelli pre Covid-19, che si è attestato a 4 miliardi di euro (+25,6% rispetto al 2020), con esportazioni italiane pari a 3,1 miliardi (+25,9%) e importazioni pari a 910 milioni (+24,6%). Oltre ai tradizionali settori di presenza delle imprese italiane nel Paese (innovazione e start-up, energia, infrastrutture e telecomunicazioni), ulteriori opportunità per il rafforzamento delle relazioni economico-commerciali sono offerte, spiega Palazzo Chigi, dai comparti dei trasporti, della mobilità sostenibile, della biomedicina, dell’aerospazio e della sicurezza cibernetica. In quest’ultimo settore va ricordato l’invito lanciato all’Italia a gennaio da Yigal Unna, allora direttore generale dell’Israel National Cyber Directorate. Intervistato da Formiche.net, aveva aperto all’ingresso dell’Italia nel Global Cyber Cabinet, un club guidato da Israele con i vertici delle agenzie di sicurezza cibernetica. Nell’ambito della cooperazione e ricerca in campo sanitario, è forte l’interesse da entrambe le parti a collaborare nell’ambito della salute digitale, del molecular health, della medicina di precisione, del Med Tech e della farmaceutica.

Inoltre, al centro della missione, c’è lotta all’antisemitismo con visite allo Yad Vashem e al Museo dell’Olocausto. L’Italia è impegnata sul piano nazionale e internazionale e spera coinvolgere Israele nelle celebrazioni del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, come già fa la Germania.

Prima di tornare in Italia, il presidente del Consiglio sarà a Ramallah per un colloquio con il premier palestinese Mohammad Shtayyeh e per la firma di cinque intese bilaterali tra Italia e Palestina. In quella sede, Draghi ribadirà la classica posizione italiana, a favore di un negoziato per arrivare a una soluzione con due Stati.

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