Il ministro Kwarteng ha bloccato l’acquisizione di un’azienda specializzata nella progettazione di circuiti elettronici da parte di una società con sede a Hong Kong per ragioni di sicurezza nazionale. Le tensioni Londra-Pechino non cesseranno dopo l’uscita di scena di Boris Johnson

Il governo britannico ha deciso di bloccare l’acquisizione di Pulsic, azienda specializzata nella progettazione di circuiti elettronici, da parte di Super Orange HK, una società con sede a Hong Kong. Sarebbe “un rischio per la sicurezza nazionale”, ha spiegato Kwasi Kwarteng, ministro al Business, spiegando la decisione ai sensi del National Security and Investment Act, strumento introdotto a inizio anno di fronte alle crescenti preoccupazioni nel Regno Unito per gli investimenti cinesi in asset strategici.

CHE COS’È PULSIC

Fondata nel 2000 e con sede a Bristol, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, Pulsic è presente nel Regno Unito ma anche negli Stati Uniti e in Giappone e progetta software per l’industria dei semiconduttori. L’azienda contribuisce alla “costruzione di circuiti integrati all’avanguardia che potrebbero essere utilizzati sia per scopi civili sia militari”, si legge nella decisione del ministero che ritiene che questi strumenti potrebbero essere utilizzati per introdurre funzionalità nei circuiti, potenzialmente all’insaputa dell’utente.

LE TENSIONI LONDRA-PECHINO

Le relazioni tra Londra e Pechino si sono inasprite negli ultimi anni, dopo la cosiddetta golden era sotto David Cameron, per questioni legate ai diritti umani (le repressioni del popolo uiguro nello Xinjiang) e al coinvolgimento del Partito comunista cinese in settori come la difesa e la sicurezza. Il governo Johnson ha deciso nel 2020 di rimuovere entro il 2027 l’azienda cinese Huawei dal 5G nazionale. A inizio agosto, il parlamento britannico ha chiuso il suo account TikTok appena creato dopo che i parlamentari del Partito conservatore sanzioni dal governo cinese hanno sollevato dubbi sulla sicurezza dei dati della piattaforma social. Il mese scorso, un gruppo bipartisan di membri della Camera dei Comuni e di quella dei Lord ha chiesto al governo di vietare la vendita di prodotti per la sorveglianza “made in China” (Hikvision e Dahua) in nome dei diritti umani. Pochi giorni prima si era chiusa con il ritiro dell’acquirente legato al governo cinese la vicenda di Perpetuus Group, piccolo produttore gallese del grafene, il cosiddetto “materiale delle meraviglie”, 200 volte più resistente dell’acciaio ma sei volte più leggero considerato fondamentale per le nuove tecnologie in settori quali la crittografia e l’aerospazio. Inoltre, il governo sta cercando un modo per escludere i colossi cinesi dal nucleare.

UN FUTURO NON DIVERSO

L’atteggiamento di Londra difficilmente cambierà con l’uscita di scena di Boris Johnson. I due candidati alla leadership tory, Liz Truss e Rishi Sunak, si sono scontrati nei dibattiti sull’opportunità di assumere una posizione più dura nei confronti della Cina.

L’ALTRO DOSSIER APERTO

La decisione di Kwarteng, fedele sostenitore di Truss, di bloccare l’acquisizione di Pulsic arriva subito dopo un’altra sua mossa: quella di chiedere più tempo per esaminare l’acquisizione del produttore di semiconduttori Newport Wafer Fab da parte di Nexperia, un’azienda olandese interamente controllata dalla cinese Wingtech. A luglio il ministro ha dichiarato che avrebbe preso altri 45 giorni lavorativi per esaminare il controverso affare da 63 milioni di sterline, particolarmente delicato perché Newport Wafer Fab ha diversi contratti con il governo britannico, tra cui progetti legati alla difesa.

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