Sito web del Parlamento europeo irraggiungibile e un avvertimento dai mercenari del fedelissimo di Putin. Sembra proprio che la Russia voglia dimostrare la fondatezza della risoluzione approvata ieri a Strasburgo (astenuti i pentastellati, contrari tre Pd e l’ex leghista Donato)

Prima l’attacco hacker contro il sito web del Parlamento europeo rivendicato da Killnet e Anonymous Russian, gruppi legati alla Russia di Vladimir Putin. Poi la minaccia di Yevgeny Prigozhin, fedelissimo del Cremlino e fondatore del gruppo di mercenari Wagner, che ha inscenato la consegna da parte di un uomo (poi identificato in Igor Yeliseyev, avvocato della Wagner) a un funzionario del Parlamento europeo di una mazza in una custodia di violino con inciso il logo Wagner e tracce di sangue sul manico.

Un “messaggio informativo”, l’ha definito lo studio Concord. Messaggio che tra l’altro evoca la triste fine toccata a Evgeny Nuzhin, disertore e traditore della Wagner vittima per questo, una volta scoperto e catturato, di un’esecuzione sommaria organizzata dai commilitoni: ucciso con un colpo di mazza che gli ha spaccato il cranio. Stando al video macabro circolato, la mazza sembra essere esattamente identica a quella spedita in regalo al Parlamento europeo.

Sembra proprio che, più che criticarla, la Russia di Putin voglia dimostrare la fondatezza della risoluzione approvata ieri dal Parlamento europeo che l’ha definita uno Stato che sponsorizza il terrorismo e usa metodi terroristici.

Chissà se la reazione di Mosca farà pentire i quattro europarlamentari italiani che hanno votato contro la risoluzioni (l’ex leghista no vax Francesca Donato e i dem Pietro Bartolo, Andrea Cozzolino e Massimiliano Smeriglio) e la delegazione del Movimento 5 Stelle che ha scelto l’astensione.

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