Kyiv prepara elezioni presidenziali e referendum sull’accordo di pace in piena guerra, modificando in tempi record il quadro giuridico. Ma la mossa, che punta a dimostrare disponibilità negoziale verso Washington, solleva forti dubbi sulla sicurezza del voto e sulla sua legittimità
Elezioni presidenziali a maggio combinate con un referendum su un eventuale accordo di pace con la Federazione Russa. Secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Times, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si starebbe preparando ad annunciare ufficialmente questo doppio appuntamento elettorale il prossimo 24 febbraio, quarto anniversario dall’inizio dell’invasione su larga scala del Paese da parte delle forze di Mosca. Al momento, la costituzione ucraina impedisce di svolgere consultazioni elettorali mentre il Paese si trova in uno stato di guerra. Per questo il parlamento ucraino dovrebbe trascorrere i mesi marzo e aprile lavorando alle modifiche legislative necessarie per consentire il voto nonostante il conflitto sia ancora in corso.
Difficoltà che evidenziano ancora di più come la mossa di Zelensky sia volta a mostrare la compiacenza di Kyiv rispetto alle posizioni di Donald Trump, che ora sembra intenzionato ad arrivare ad un accordo di pace tra le due parti in conflitto entro il giugno di quest’anno (così da chiudere il dossier ucraino diversi mesi prima delle elezioni di midterm statunitensi), se necessario utilizzando strumenti di pressione politici ed economici per mettere a tacere un’ eventuale recalcitranza da parte di una o di entrambe le fazioni. In modo non troppo dissimile a quanto fatto con Kyiv rispetto alle garanzie di sicurezza, recentemente utilizzate dall’amministrazione americana come leverage nelle discussioni in corso con Kyiv nonostante fossero state date come assodate poche settimane prima.
“Sei mesi di preparazione alle elezioni non sono il massimo, ma anzi sono il minimo”, è la dichiarazione raccolta da Ft di Olha Aivazovska, presidente del consiglio di amministrazione di Opora, think thank di Kyiv che fornisce consulenza alle autorità in materia di governance democratica, legislazione elettorale e riforma parlamentare. Svolgere le elezioni mentre centinaia di migliaia di soldati sono schierati in prima linea e milioni di ucraini sono sfollati potrebbe in qualche modo compromettere la loro legittimità del voto. Ma anche la rapidità nell’organizzare questa consultazione ha un valore politico: in questo modo, Zelensky vuole far capire alla Casa Bianca che la proposta non è campata ina ria, ma è anzi estremamente concreta.
Purché ci siano le giuste condizioni. Poco dopo la pubblicazione dell’articolo di Ft, l’ufficio presidenziale ucraino ha fatto sapere in modo molto conciso che “finché non ci sarà sicurezza, non ci saranno annunci”. Probabilmente intendendo che l’effettivo svolgimento della tornata elettorale sarà possibile solo se, sia per via diplomatiche che per strade alternative, Washington potrà garantire l’incolumità dei cittadini ucraini rispetto ad attacchi russi.
















