“Il Pnrr non è un punto d’arrivo ma un’accelerazione verso una reale competitività strutturale europea e nazionale, dove l’energia e le filiere circolari sono fattori di stabilità economica e geopolitica”, ricorda Fabrizio Penna, capo dipartimento Pnrr del Mase, intervenendo alla seconda tappa di avvicinamento alle Giornate dell’Energia e dell’economia circolare di Trevi, organizzate da Globe Italia e da WEC Italia
Con l’approvazione in Consiglio dei ministri, lo scorso 29 gennaio, del decreto “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza”, il governo ha inteso favorire l’attuazione, senza affanni o ritardi, dei progetti e degli obiettivi del Pnrr così come modificati con la decisione del Consiglio Ue del 27 novembre 2025.
Le modifiche, si legge in una nota, hanno riguardato 173 misure, tra investimenti e riforme, e “gran parte dei traguardi/obiettivi relativi agli ultimi tre semestri del Piano”, per un importo di 13 miliardi e mezzo di euro. Ha, inoltre, introdotto “interventi a sostegno di imprese, agricoltura e filiera agroalimentare, connettività digitale, infrastrutture idriche ed economia circolare, rafforzando il sostegno alle politiche attive per lo sviluppo e l’occupazione”.
Il 4 giugno 2025 la Commissione Europea aveva pubblicato la Comunicazione “Next Generation EU-La strada verso il 2026”, con la quale forniva agli Stati membri alcuni orientamenti per aggiornare e semplificare i propri Piani in vista della scadenza del 31 agosto 2026 “per il conseguimento degli obiettivi previsti”. Va ricordato che, ad oggi, la Commissione Europea ha erogato all’Italia circa 153,2 miliardi di euro, ossia le prime otto rate.
Il governo italiano, il 30 dicembre, ha inoltrato alla Commissione la richiesta di pagamento della nona e penultima rata di 12,8 miliardi di euro. Ha inoltre trasmesso al Parlamento la “Settima Relazione” sull’attuazione del Piano, nella quale, oltre ad illustrare il lavoro svolto nel 2025 per raggiungere gli obiettivi programmati, si dà conto della revisione approvata a novembre. Nel frattempo anche la Corte dei Conti ha trasmesso al Parlamento la sua Relazione semestrale sullo stato di attuazione del Pnrr, con l’aggiornamento al primo semestre 2025.
La revisione delle misure di competenza del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si legge nella relazione, ha riguardato “sia semplificazioni, sia modifiche di natura sostanziale”, in linea con la Comunicazione della Commissione Ue del giugno 2025.
I progetti del Mase riguardano soprattutto la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, articolata in quattro componenti: agricoltura sostenibile ed economia circolare; energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile; efficienza energetica; tutela del territorio e della risorsa idrica. Alcuni di questi progetti sono stati oggetto di modifiche “meramente semplificative”, come quelli relativi al programma nazionale sulla gestione dei rifiuti, le isole verdi, la produzione di idrogeno in aree industriali dismesse, la tutela e la valorizzazione del verde urbano, la digitalizzazione dei parchi nazionali, tanto per fare qualche esempio.
Diverso il discorso per quei progetti che hanno subito revisioni più di sostanza, come le due misure dedicate alla creazione e all’ammodernamento di impianti di gestione di rifiuti e ai “Progetti faro” nel settore dell’economia circolare che sono state accorpate in un unico investimento. “al fine di semplificare la rendicontazione ed accelerare il processo di assessment, rivedendone contestualmente anche la dotazione finanziaria”. O quella relativa a cultura e consapevolezza delle sfide ambientali, il cui target finale è stato raggiunto con un anno di anticipo.
Le tre misure relative allo sviluppo dei sistemi agrovoltaici, alla creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e alla produzione di biometano sono state trasformate in strumenti finanziari ed hanno subito delle modifiche negli investimenti. Così pure l’”installazione di infrastrutture di ricarica elettrica” dove sono stati modificati il numero totale dei punti di ricarica che la dotazione finanziaria. Il Programma di rinnovo del parco veicoli privati e commerciali leggeri con veicoli elettrici ha subito modifiche nell’obiettivo finale e nell’importo finanziario che è stato potenziato attraverso il RePowerEU della Missione 7.
A proposito della Missione 7, l’intero capitolo di competenza del Mase è frutto della revisione 2025, come le riforme relative alla semplificazione delle procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili; le riduzioni delle sovvenzioni dannose per l’ambiente e la riduzione dei costi di connessione degli impianti per la produzione di biometano. E gli investimenti per le reti intelligenti (smart grid), le materie prime critiche, la Tyrrhenian Link, la Linea Adriatica (Sulmona-Sestino Minerbio), la produzione di idrogeno nelle aree industriali dismesse, solo per fare qualche esempio.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta la più grande operazione di modernizzazione in chiave ambientale del Paese negli ultimi decenni. L’energia e la circolarità della materia costituiscono i pilastri di un modello di sviluppo resiliente e innovativo. La crisi energetica del 2022, a causa della guerra in Ucraina, ha fatto emergere alcune debolezze e lacune derivanti dalla dipendenza delle importazioni, soprattutto dal gas russo, e l’urgenza di diversificare le fonti di approvvigionamento e di accelerare sulle fonti rinnovabili: la sicurezza energetica condizione essenziale per una crescita economica sostenibile.
I 70 miliardi del Pnrr per rendere fattibile e duraturo il futuro energetico e ambientale del Paese attraverso l’efficienza energetica, l’aumento delle rinnovabili, l’economia circolare e la tutela del territorio costituiscono l’architrave per una transizione ecologica e strutturale e un’unica strategia industriale e rafforzano l’autonomia strategica con la convergenza tra energia e recupero. La transizione diventa così una leva di sviluppo e coesione sociale, richiede competenze tecniche, digitali e amministrative adeguate, rafforza la capacità di intervento della pubblica amministrazione attraverso le semplificazioni e la riduzione degli adempimenti burocratici.
E allora, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, come ha ricordato Fabrizio Penna, capo dipartimento Pnrr del Mase, intervenendo alla seconda tappa di avvicinamento alle Giornate dell’Energia e dell’Economia Circolare di Trevi, organizzate da Globe Italia e da WEC Italia, che quest’anno toccano il traguardo della decima edizione e si terranno a metà settembre, “il Pnrr non è un punto d’arrivo ma un’accelerazione verso una reale competitività strutturale europea e nazionale, dove l’energia e le filiere circolari sono fattori di stabilità economica e geopolitica. La sfida rimane quella di trasformare un investimento straordinario in capacità produttiva e industriale permanente”.
La transizione verso un’economia circolare ed energicamente sostenibile non è solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità economica. Se “una delle principali sfide è ridurre le emissioni di CO2, senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, ha aggiunto Matteo Favero, presidente di Globe Italia, occorre investire in fonti rinnovabili, infrastrutture moderne e sistemi di accumulo per garantire continuità nelle forniture. L’Italia, con i suoi player nazionali dell’economia circolare ed energia è pronta per affrontare questa transizione”.
“Il PNRR , ha concluso Fabrizio Penna, ha segnato un punto di svolta, così come le nuove determinazioni del Ministero che, non a caso, coniugano ambiente e sicurezza energetica. Il momento che stiamo vivendo ci pone di fronte a un bivio che vede da una parte le difficoltà di portare avanti il percorso eco-energetico intrapreso, dall’altra la consapevole volontà di continuare su questo percorso. Qualità e neutralità tecnologica devono essere le parole d’ordine per continuare ad andare avanti. E il PNRR rimane lo strumento principe per affrontare questa sfida”.
















