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Infrastrutture e disciplina, dietro i conti record di Acea

La multiutility capitolina chiude il 2025 con utili a 481 milioni, in crescita del 45% e ricavi per 3 miliardi. Merito dell’ottimo rendimento dei business regolati e del progressivo aumento del peso specifico nelle infrastrutture

Non c’è nessun segreto dietro i conti record di Acea. Semmai il sempre più robusto e massiccio posizionamento sui business regolati, che valgono il grosso della redditività della multiutility di Piazzale Ostiense. Il tutto sulla spinta di una profonda trasformazione avviata dal ceo Fabrizio Palermo, al suo terzo bilancio in Acea. L’azienda partecipata (51%) dal Comune di Roma si è appena gettata alle spalle un 2025 chiuso con risultati ai massimi storici, sostenuti proprio da quel percorso di trasformazione operativa avviato negli ultimi anni e rivendicato dallo stesso Palermo. Il 2025 si chiude quindi con un quadro di forte crescita per la multiutility romana, che consolida la propria posizione nei settori dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente.

Il dato più rilevante riguarda l’utile netto consolidato, salito a 481 milioni di euro, con un incremento del 45% rispetto al 2024, mentre quello ricorrente si è attestato invece a 376 milioni, in aumento del 15% su base annua. A contribuire al risultato complessivo è stata anche la plusvalenza da oltre 111 milioni di euro derivante dalla cessione della rete elettrica in Alta Tensione a Terna. In crescita anche il margine operativo lordo. L’ebitda pro-forma, infatti, ha raggiunto 1,42 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto ai 1,33 miliardi del 2024, mentre l’ebitda ricorrente si è attestato a 1,4 miliardi con una crescita dell’8%.

Ancora, i ricavi consolidati pro-forma hanno toccato quota 3 miliardi di euro, con un incremento del 3% su base annua, trainati soprattutto dalle attività regolamentate che rappresentano l’88% del totale. Sul fronte degli investimenti, il gruppo ha destinato 1,53 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 6% rispetto ai 1,44 miliardi del 2024. La quota principale degli investimenti è stata indirizzata ai business regolati, in particolare alle reti idriche, alla distribuzione elettrica e agli impianti ambientali, che rappresentano circa l’89% dei capex complessivi.

Guardando alle singole aree di business regolate il settore Acqua Italia resta il principale contributore ai risultati del gruppo con un margine operativo di 820 milioni di euro, in aumento del 6,8% e pari al 58% del totale. Seguono Reti e illuminazione pubblica con 448,5 milioni di euro (+3%), il comparto ambiente con 87,2 milioni (+7,9%) e la produzione energetica con 51,7 milioni, in forte crescita del 33,6% grazie all’aumento dei prezzi dell’energia e dei volumi prodotti. Anche la produzione energetica ha mostrato un’espansione significativa. La produzione totale di energia elettrica è salita a 757 GWh, con un aumento del 18% rispetto al 2024, sostenuta in particolare dalla crescita dell’idroelettrico (+14%) e del fotovoltaico (+42%).

“Il 2025”, ha spiegato Palermo sottolineando l’importanza del rinnovamento di Acea, sempre più coinvolta nelle grandi infrastrutture, “è per l’azienda un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali. Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno e realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale”.

E ancora, parlando con il Corriere della sera, “ho sempre creduto che le aziende siano più efficaci se si concentrano sulle attività distintive. Acea ha seguito un percorso di trasformazione focalizzandosi su tre settori: acqua, reti e ambiente. Per rafforzare il posizionamento nel settore idrico con lo sviluppo di nuove concessioni e attraverso acquisizioni, come Aquanexa, abbiamo realizzato operazioni mirate con un percorso di progressiva cessione di alcuni asset, come la rete elettrica di alta tensione e l’accordo per la vendita di Acea Energia a Eni Plenitude”.


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