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Un Wto formato Usa e Cina? La possibile convergenza sui nuovi equilibri commerciali

Dai colloqui di questi giorni a Parigi tra le delegazioni americana e cinese, sarebbe emersa la volontà di superare le tensioni commerciali mediante un organismo bilaterale che regoli i flussi commerciali tra le due potenze. Chi resterebbe nel mezzo sarebbe, ancora una volta, l’Europa

L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping previsto per fine mese è stato rimandato. Ma si sta lavorando su una possibile convergenza di Cina e Stati Uniti sui nuovi equilibri commerciali, ancora condizionati fortemente dalla stagione dei dazi inaugurata, un anno fa, dallo stesso Trump. Almeno per i prossimi anni il Dragone continuerà a fare dell’export forsennato la sua principale leva per la crescita: con la domanda interna al palo e i consumi depressi, tutto quello che non verrà assorbito dal mercato domestico, se ne andrà all’estero. Ne faranno le spese l’Europa, certo, ma anche gli stessi Stati Uniti, seppur protetti dalla gabbia doganale costruita dalla Casa Bianca.

Per Washington però, si può fare di meglio e provare a risolvere il problema a monte. Come? Secondo Bloomberg, nell’ambito dei negoziati in corso a Parigi tra le delegazioni americana e cinese, sarebbe emersa la volontà di dare vita a un nuovo meccanismo che potrebbe potenzialmente supervisionare i legami economici tra le due potenze e gestire le problematiche bilaterali.

Nella sostanza si tratterebbe di una sorta di Wto formato Usa e Cina, un board of trade come è stato ribattezzato. “Abbiamo discusso della possibilità di istituire un meccanismo tra Stati Uniti e Cina, che potremmo definire un Consiglio commerciale sino-americano”, ha dichiarato a Parigi il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer. Spiegando che il board servirebbe a formalizzare le tipologie di prodotti che gli Stati Uniti dovrebbero importare ed esportare in Cina.

Un’idea condivisa anche sulla sponda cinese. Li Chenggang, viceministro del commercio, ha ammesso come le due delegazioni abbiano discusso l’idea di istituire un gruppo di lavoro che esamini i meccanismi per promuovere la cooperazione nel commercio e negli investimenti bilaterali. Per il momento è solo un embrione, ma l’idea c’è. In mezzo rimarrebbe l’Europa, che proprio dalla concorrenza cinese ha più da perdere.

Tutto questo mentre, per stessa ammissione del segretario americano al Tesoro, Scott Bessent, i colloqui che si sono tenuti in questi giorni a Parigi con i rappresentanti cinesi sono stati “costruttivi” e “dimostrano la stabilità del rapporto” tra Pechino e Washington. Ora non resta che attendere l’effettiva costituzione del board per il commercio.


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