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Perché Bloomberg loda Meloni, l’anti Starmer

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A Palazzo Chigi in quattro anni c’è stata stabilità mentre la Francia ha avuto cinque primi ministri, la Gran Bretagna tre e la Germania ha avuto due cancellieri. “Inoltre l’idea di guerrieri culturali di destra che marciano compatti dietro Trump in un conflitto di civiltà è pura utopia. Le Pen ha già adottato l’approccio più moderato di Meloni su tutto, da Bruxelles alla Nato”, scrive Adrian Wooldbridge

Stabilità contro confusione politica e amministrativa: l’Italia è mosca bianca in Europa, dal momento che in quattro anni il governo targato Fratelli d’Italia ha portato una sostanziale rottura rispetto all’immagina italica del passato. “Ha trasformato gli attacchi al presidente americano in una vera e propria arte. Ecco la nuova Giorgia Meloni: migliore e, se possibile, più combattiva della vecchia”. L’analisi su come si sta indirizzando l’ultimo anno di legislatura del governo Meloni è apparsa su Bloomberg: partendo dal post-referendum sulla giustizia, quando la materia in oggetto era stata trasformata in strumento nelle mani delle opposizioni, l’editoriale di Adrian Wooldbridge punta a raccontare come in un mese la premier ha reagito.

Referendum, ormai il ricordo è svanito

“Oggi rinasce come la più aspra critica europea degli uomini forti”, mettendo nuovamente l’accento sul respiro europeista della prima donna premier italiana. Viene citata, in proposito, la doppia mossa sul fronte iraniano: Meloni ha trasformato gli attacchi al presidente americano in una vera e propria arte e ha condannato le politiche bellicose di Benjamin Netanyahu nei confronti di Israele. Il governo italiano ha anche rimproverato l’ambasciatore russo a Roma dopo che un presentatore televisivo moscovita aveva definito Meloni una “bestia selvaggia” e una “creatura fascista”. E aggiunge che del referendum, ormai il ricordo è svanito.

Ma non è tutto, perché si mette a raffronto l’azione politica del laburista Keir Starmer (ha preso un sistema politico così disperatamente bisognoso di stabilità da avergli garantito un’enorme maggioranza, e ha poi creato inutili turbolenze e frammentazioni) e quella di Meloni (ha preso un sistema notoriamente instabile e lo ha tenuto insieme. Durante i suoi tre anni al potere, la Francia ha avuto cinque primi ministri e la Gran Bretagna tre. La Germania ha avuto due cancellieri).

Conservatrice ma non trumpiana

Inoltre, prosegue Wooldbridge, Meloni è anche molto diversa dall’acerrimo nemico di Starmer, Nigel Farage. “Lui è l’archetipo del populista irresponsabile che ha guidato una serie di movimenti di protesta, ma non ha mai diretto un ministero e, come leader di partito, ha litigato con la maggior parte delle persone con cui ha lavorato. Meloni ha ottenuto il suo primo incarico di governo nel 2008, quando Berlusconi, sotto pressione per assumere donne, la nominò ministro della gioventù, rendendola la più giovane ministra nella storia italiana”.

Meloni imitata in Ue

Inoltre i passi compiuti da Meloni sono stati, per così dire, imitati anche altrove. “L’idea di guerrieri culturali di destra che marciano compatti dietro Trump in un conflitto di civiltà è pura utopia. I populisti europei rischiano l’estinzione se si lasciano distrarre da simili sciocchezze invece di imparare a gestire le cose in modo responsabile. La francese Marine Le Pen ha già adottato l’approccio più moderato di Meloni su tutto, da Bruxelles alla Nato. Con il crollo del modello di Trump, di pari passo con i suoi sondaggi, è lecito aspettarsi che altri seguano il suo esempio”. L’influenza meloniana, si legge, rappresenta un modello per una nuova generazione di populisti “puliti”, molto diversi dai precedenti.


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