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Rubio l’italo americano, quanti incroci (indissolubili) tra Usa e Italia

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Ha scherzato il segretario di Stato mentre gli veniva consegnata la storia della parte italiana della sua famiglia. Il documento da un lato riporta date, nomi, luoghi. Dall’altro è quel pezzetto sociale che si aggiunge a incarichi, progetti, direttrici di marcia (imprezosendoli) e rappresenta il valore aggiunto italiano, dal momento che l’Italia è parte integrante degli Stati Uniti praticamente da sempre

Marco l’italiano, Rubio il diplomatico che – assicura – “la prossima volta parlerò in italiano, lo capisco perfettamente”. Non solo le origini: è il tratto conciliante a spiccare e a rappresentare, in questa come in tutte le altre occasioni, il valore aggiunto del segretario di Stato americano.

Le tappe in Vaticano, alla Farnesina e a Palazzo Chigi riportano in auge anche l’elemento umano, oltre a quello politico, che è fiche da giocare in prospettiva dal momento che il rapporto tra Rubio e il nostro Paese è vero.

Vero come la sua protogeneia. Spontaneo come l’albero genealogico che ricostruisce le sue origini piemontesi. Affettuoso perché c’è del feeling naturale e non costruito.

Ha scherzato il segretario di stato mentre gli veniva consegnato da Antonio Tajani “la storia della parte italiana della tua famiglia”.

“Il Piemonte è la sua casa”, si è sentito dire dal governatore Cirio dopo la consegna dell’albero genealogico piemontese, nato da una ricerca negli archivi municipali e nella chiesa di Casale Monferrato, che certificano la storia della sua famiglia.

Il documento da un lato riporta date, nomi, luoghi. Dall’altro è quel pezzetto sociale che si aggiunge a incarichi, progetti, direttrici di marcia (impreziosendoli oltremodo) e rappresenta davvero il valore aggiunto italiano, dal momento che l’Italia è parte integrante degli Stati Uniti praticamente da sempre e mai quel filo niente affatto sottile potrà essere sfilacciato.

Un rapporto tra Rubio e la nostra lingua che è costante. Si è mostrato a suo agio e felice anche quando ha raccontato un aneddoto sul suo abbonamento al programma di traduzione Babel: “Non l’ho rinnovato, quindi devo rinnovarlo” parlando in inglese e in spagnolo. Per poi assicurare di capire perfettamente l’italiano, “vi dirò che quando andiamo alle riunioni a cui partecipiamo insieme, non uso nemmeno gli auricolari”.

Giunge quindi il momento di una promessa. “Devo imparare una terza lingua e questa è di gran lunga la più facile. Quindi la prossima volta che tornerò e sarò nella regione (Piemonte, ndr), terrò un discorso in italiano”.

Già, il prossimo viaggio: sarà presto, come lo stesso Rubio assicura quando definisce “speciale” il momento in cui riceve tutte queste informazioni, “è un’esperienza incredibile e un motivo in più per tornare presto, visitare la Regione, conoscerla e connetterci al passato, sperando che serva anche da ispirazione su come possiamo lavorare insieme in futuro”.

Altra parole chiave il futuro, cerchiata in rosso. Da tutti.


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