Cosa ha detto oggi Giorgia Meloni nel suo intervento al panel “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis” in Armenia in occasione dell’8° Vertice della Comunità Politica Europea (CPE). Tutti i dettagli
Che cosa possono fare, assieme, tutti i Paesi europei e il Canada per allargare l’area di influenza dell’Ue? Alcune risposte sono giunte, anche per merito dell’Italia, in occasione dell’8° Vertice della Comunità Politica Europea (CPE) ospitato a Yerevan, in Armenia, dove Giorgia Meloni ha proposto di creare con i Paesi del Mediterraneo allargato un forum sul modello della Comunità Politica Europea. Un passo verso uno schema di lavoro diverso, più coeso e soprattutto senza diritti di veto.
Molte crisi, tutte interconnesse e che si alimentano a vicenda. Parte dal concetto di “policrisi” Giorgia Meloni nel suo intervento al panel “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis” in Armenia in occasione dell’8° Vertice della Comunità Politica Europea (CPE). L’obiettivo è capire che non ci si può limitare a gestire uno o due aspetti di questa crisi, ma serve analizzarli tutti. L’esempio rappresentato dal dossier migranti è, secondo il premier, calzante.
Non solo, spiega, i flussi migratori incontrollati mettono a dura prova la sicurezza dei cittadini e la stabilità degli Stati, ma gravano anche sulle risorse pubbliche e impattando sul mercato del lavoro. Ciò indebolisce la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali. “Hanno anche legami con l’energia, perché dobbiamo considerare che molti flussi provengono da regioni instabili, fondamentali per il nostro approvvigionamento energetico”.
In definitiva, tutto ciò incide sulla qualità delle democrazie, perché quando i cittadini percepiscono che le sfide importanti non vengono affrontate adeguatamente, perdono fiducia nelle istituzioni. “E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, compreso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi, non si tratta solo di migrazione: si tratta di migrazione, economia, democrazia, competitività, energia, sicurezza. E se prendo in considerazione uno qualsiasi degli altri temi, posso collegarli tutti allo stesso modo”.
Il passo successivo secondo Meloni si ritrova nella cooperazione che in questo ambito è sempre più una condizione preliminare. L’Ue ha certamente compiuto grossi passi in avanti, anche grazie al nuovo Patto sull’asilo, ad una nuova definizione di “terzo Paese sicuro” e, a breve, anche grazie ad una nuova normativa sui rimpatri. Nel Consiglio d’Europa, sottolinea, l’obiettivo è avere un’interpretazione più moderna delle convenzioni esistenti, ma scritte molti anni fa.
Per cui Meloni certifica che, nonostante le crisi, le difficoltà, le norme, l’Ue ha già dato prova di capacità gestionale nel rispondere alle emergenze, come accaduto sotto la pandemia o dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Adesso, propone, serve alzare il livello. “Ciò significa passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare. Significa che dobbiamo concentrarci molto di più sulla nostra strategia a lungo termine. E questo tipo di discussioni sono molto utili a tal fine”. Il punto di caduta è nella inevitabile cooperazione non solo con quei Paesi che condividono gli stessi valori ma anche sul vicinato geografico.
(Foto: Governo.it)
















