Come sostenere la difesa europea, anche alla luce del ruolo italiano? Quest’anno l’Italia si presenta a Varsavia con un messaggio chiaro: la difesa europea ha bisogno di parternariati industriali più solidi, basati sull’innovazione nelle tecnologie a duplice uso. Di cui Roma ha il giusto know how
Italia e Polonia: non solo interscambio e spazio, ma la precisa volontà di costruire uno sviluppo, costante e duraturo, delle capacità di difesa, sia alla luce della guerra in Ucraina sia come “doppio uso” del concetto stesso di difesa, ovvero industria e geopolitica. Queste le intenzioni emerse dal sesto forum italo-polacco sulla difesa, da poche ore conclusosi a Varsavia. Un’occasione preziosa sia per metabolizzare i passi già compiuti dai due Paesi in questa particolare strada strategica, sia per raccontare come proseguire un rapporto che, da relazione diplomatica, si è fatto nel corso degli ultimi anni, solida partnership.
Roma e Varsavia, patto di ferro
La cooperazione industriale tra Polonia e Italia celebrata a Varsavia ha visto la presenza di rappresentanti di istituzioni, forze armate e industrie di entrambi i paesi, che hanno animato quello che fino a ieri era denominato Forum italo-polacco aerospaziale, che da semplice vetrina ha ampliato il suo raggio d’azione oltre il settore aerospaziale per includere tecnologie terrestri, marittime e subacquee, nonché soluzioni a duplice uso. Gli organizzatori sono stati l’ambasciata d’Italia a Varsavia, l’Agenzia Ice di Varsavia e la Camera di Commercio e Industria italiana in Polonia (CCIIP). Il partner strategico del Forum è stato il Gruppo Leonardo. La cooperazione italo-polacca come gancio per la sicurezza europea: è questa un’altra traccia programmatica molto interessante per il futuro dei due Paesi, elemento messo in risalto stato da Luca Franchetti Pardo, ambasciatore d’Italia in Polonia, secondo cui proprio l’ampliamento dei temi del Forum, che ora include tecnologie per la difesa e a duplice uso, oltre al settore aerospaziale, riflette la crescente interdipendenza tra sicurezza militare e resilienza civile.
“L’aggressione russa contro l’Ucraina continua a trasformare il nostro modo di pensare alla difesa, di organizzarla e di prepararci alle crisi. Ciò richiede un allineamento tra pensiero strategico e capacità industriali e operative. Italia e Polonia condividono la necessità di proteggere i confini e le infrastrutture chiave, dai porti ai cavi e agli oleodotti nel Mediterraneo e nel Mar Baltico”, ha osservato. In questo senso, dunque, le opportunità di cooperazione coprono una vasta gamma di settori, come la consapevolezza della situazione marittima e sottomarina, la sicurezza informatica e l’innovazione nei sistemi terrestri, aerei e spaziali. “Combinando le competenze di grandi gruppi e piccole e medie imprese specializzate – ha aggiunto il diplomatico – possiamo sviluppare tecnologie, produrre congiuntamente e rafforzare le filiere industriali in entrambi i Paesi. Il Forum promuove il dialogo strategico tra istituzioni, forze armate e industria per tradurre l’analisi delle minacce e le esigenze operative in progetti comuni, contribuendo a costruire una deterrenza credibile e a rafforzare la sicurezza dell’Europa”.
Un sostegno a Bruxelles
Ma come sostenere la difesa europea, anche alla luce del know how italiano? Secondo Roberto Cafiero, direttore dell’ufficio di Varsavia dell’Agenzia Ice numerose sono le opportunità di cooperazione tra aziende polacche e italiane, infatti quest’anno l’Italia si presenta a Varsavia con un messaggio chiaro: la difesa europea ha bisogno di parternariati industriali più solidi, basati sull’innovazione nelle tecnologie a duplice uso. “Gli ambiziosi piani della Polonia per la modernizzazione della difesa – ha spiegato – offrono significative opportunità di cooperazione. L’Italia vanta un settore industriale solido e altamente specializzato, che unisce grandi imprese, piccole e medie imprese innovative e capacità di ricerca, nonché tecnologie con applicazioni sia nel settore civile che in quello della difesa. La partecipazione di 35 aziende e organizzazioni italiane, che rappresentano competenze in settori che spaziano dai processi produttivi avanzati e dall’elettronica ai sistemi autonomi, alle tecnologie marittime e alla protezione delle infrastrutture critiche, riflette sia la diversità delle competenze del nostro settore sia il crescente interesse per il mercato polacco. All’Ice, il nostro obiettivo è molto specifico: trasformare questo interesse in partenariati industriali duraturi. L’ampiezza del Forum crea opportunità di scambio diretto, aiutando le aziende a identificare competenze complementari ed esplorare progetti congiunti”.
Baltico e Mediterraneo
Alla manifestazione hanno partecipato 35 imprese e organizzazioni italiane. Nel 2025 l’interscambio commerciale bilaterale ha superato i 36 miliardi di euro, mentre quello aerospaziale ha raggiunto 677 milioni. Le esportazioni aerospaziali italiane verso la Polonia sono passate da 58 milioni nel 2021 a 364 milioni nel 2025. Per questa ragione, come ha osservato nel suo intervento al VI Italian-Polish Defence & Dual Use Forum di Varsavia, dal deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Loperfido, la sicurezza europea dipende sempre più dalla solidità della nostra industria, dalla capacità tecnologica e dalla cooperazione tra Paesi alleati. “Italia e Polonia hanno le condizioni per rafforzare ulteriormente questo percorso”. Loperfido ha richiamato anche la complementarità strategica dei due Paesi: “Polonia e Italia sono due porte strategiche dell’Europa, affacciate rispettivamente sul Baltico e sul Mediterraneo. Abbiamo responsabilità comuni nella sicurezza del continente e interessi condivisi nello sviluppo delle grandi infrastrutture europee, anche attraverso l’Iniziativa dei Tre Mari”.
















