Ospite d’onore alla 39a sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Africana ad Addis Abeba, la premier traccia una visione complessiva delle relazioni con l’Africa da cui emerge un elemento: il piano Mattei e la nuova stagione di relazioni è un grande successo non solo per Meloni ma per l’Italia. Di fatto Roma è entrata nella storia dell’Africa
Destini incrociati. Sono quelli di Italia, Europa e Africa, passaggio centrale nell’intervento di Giorgia Meloni alla 39a sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Africana ad Addis Abeba (accompagnata dal viceministro degli esteri Edmondo Cirielli e dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio), di cui è ospite d’onore. La premier ha assicurato che l’Italia continuerà a fare la sua parte, “poiché il futuro dell’Italia e dell’Europa dipende da un’Africa sicura, prospera e pacifica”. La traccia valoriale è chiara: offrire al continente nero ciò che, per stessa ammissione dei paesi africani, è mancato negli ultimi 30 anni almeno, ovvero un dialogo franco e diretto tra Ue e Africa. E l’Italia, alla luce del Piano Mattei che ha compiuto due anni e che è stato celebrato poche ore fa in occasione del secondo Vertice Italia-Africa, è la candidata naturale.
Il continente, ha detto Meloni, è fondamentale per l’evoluzione dell’ordine globale e “la storia ha ricominciato a scorrere e sta scorrendo anche qui in Africa, l’Africa non è un capitolo marginale in questa storia, tutt’altro”. Il messaggio, anche di matrice geopolitica, è ampio e rivolto a tutti i partner internazionali che stanno guardando con attenzione il Piano Mattei: chi non comprenderà questo nuovo scenario che in Africa si è già materializzato resterà indietro e verrà lasciato indietro. Invece “coloro che lo comprendono vedono la realtà”. La cornice è l’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana, forum strategico per mettere in risalto le scelte politiche da attuare e l’orientamento programmatico del continente, e la presenza di Meloni riveste una importanza particolare dal momento che “è un riconoscimento che non può che rendere orgogliosa l’Italia e che l’Italia accoglierà con rispetto e senso di responsabilità, è una dimostrazione di fiducia che non deluderemo”.
La chiave per il futuro si ritrova nel concetto di cooperazione, che Meloni cita a più riprese con un cenno sulle sue origini: deriva dal latino co-operare, lavorare con. “La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, ma esiste solo in una relazione tra pari, una relazione in cui le specificità di ciascuno sono indispensabili per il raggiungimento di un obiettivo comune”. Riferendosi al partenariato Italia-Africa e al Piano Mattei, la premier ha ribadito che si tratta di una strategia costruita insieme: “Questa è una strategia che abbiamo costruito insieme, perché non concepiamo il piano Mattei come un piano italiano per l’Africa, ma come il contributo dell’Italia alla vostra agenda, con un focus particolare quest’anno sui progetti legati all’acqua”.
I temi del Piano Mattei coincidono, inoltre con tutti gli obiettivi che l’Unione Africana ha definito nell’Agenda 2063, ovvero know-how, tecnologie, infrastrutture, formazione e investimenti. Tutti ambiti che si intrecciano con i destini italiani (ed europei), altrimenti non ci sarebbe stato il forte interesse dell’Ue tramite il Global Gateway. È il circolo virtuoso di esigenze, progetti, dinamiche e alleanze che potrà portare ad un risultato, come dimostrato anche dai passi in avanti ulteriori che i governo italiano intende fare.
Lo dice apertamente la premier quando a proposito di riduzione del debito e di cooperazione finanziaria annuncia che l’Italia ha deciso di avviare un vasto programma di conversione del debito delle nazioni africane, che prevede, tra i suoi punti principali, la completa trasformazione del debito dei paesi più fragili e vulnerabili in investimenti e il rafforzamento del contributo ai fondi AIDA della Banca Mondiale. O quando a proposito di migrazione evidenzia che creare opportunità in Africa è l’unica strada da seguire: “Vogliamo farlo per raggiungere un altro obiettivo che tutti consideriamo fondamentale: garantire agli uomini e alle donne di questo continente una libertà che spesso è stata loro negata. La libertà di scegliere di rimanere nel proprio Paese, di contribuire alla sua crescita senza essere costretti ad abbandonarlo, spesso pagando trafficanti senza scrupoli per rischiare la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo”.
In Etiopia la premier traccia una visione complessiva delle relazioni con l’Africa da cui emerge un elemento: il piano Mattei e la nuova stagione di relazioni è un grande successo non solo per Meloni ma per l’Italia. Di fatto Roma è entrata nella storia dell’Africa.
(Foto: Governo.it)
















