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Dentro la macchina di influenza di Mosca. Il leak che svela il ruolo di “The Company”

Un leak di documenti interni – oltre 1.400 pagine – offre uno sguardo senza precedenti su una rete globale di influenza che, da Mosca, intreccia narrativa, destabilizzazione politica e interessi industriali per ridefinire gli equilibri del cosiddetto Global South. L’inchiesta di Forbidden Stories

Un’inchiesta internazionale basata su documenti interni russi di un’organizzazione nota come “The Company” svela l’esistenza di una rete strutturata capace di intrecciare propaganda, pressione politica e interessi industriali per ridefinire gli equilibri nel Sud globale. Uno schema di interferenza che mira a ridurre la presenza occidentale e a costruire una nuova architettura delle alleanze favorevole a Mosca.

Il laboratorio

Il nome dice poco ed è volutamente neutro, è il materiale raccolto e analizzato da Forbidden Stories che inquadra “The Company” come un attore operativo composto da circa 90 operatori tra politologi, consulenti mediatici e specialisti social, che avrebbe coordinato campagne di influenza in oltre 30 Paesi tra il 2023 e il 2024, con un budget di circa 7,3 milioni di dollari in soli dieci mesi.

I materiali interni descrivono operazioni che combinano manipolazione dell’informazione, penetrazione delle élite locali e pressione economica, il tutto con l’obiettivo, esplicito, di indebolire l’immagine dell’Occidente come partner politico e militare affidabile.

Qui, la Repubblica Centrafricana emerge come il primo terreno di sperimentazione. Nei documenti analizzati, è infatti definita come una piattaforma “strategica e ideologica”, nonché come modello esportabile nel resto del continente.

Dalla narrazione alla destabilizzazione

Le tecniche descritte all’interno dei documenti analizzati seguono uno schema ricorrente. La mappatura del contesto locale, il coinvolgimento dei media e degli opinion leader (o agenti di influenza), il tutto per la costruzione di narrative antioccidentali secondo l’attivazione e la conduzione di campagne mirate. In Namibia, ad esempio, operatori russi avrebbero diffuso una falsa lettera attribuita al Regno Unito, accusato di finanziare l’opposizione in cambio di concessioni petrolifere. L’impatto, secondo le stesse fonti interne, avrebbe raggiunto 1,7 milioni di utenti sui social, contribuendo a rafforzare il governo percepito come vicino a Mosca.

In Sudafrica, l’obiettivo sarebbe stato screditare l’opposizione sfruttando tensioni razziali latenti; mentre in Senegal, i documenti arrivano a delineare “uno scenario per una presa del potere militare”.

La “Confederazione dell’Indipendenza”

Il cuore politico della strategia emerge poi in un progetto interno denominato “Confederation of Independence”. Alla sua base, l’idea di “riformattare lo spazio africano”, costruendo una cintura di regimi “amici” in Africa capace di ridurre l’influenza occidentale, ostacolare la logistica militare americana (AfriCom) e trasformare il passato coloniale in leva geopolitica contemporanea. In questo quadro, l’Alleanza degli Stati del Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger), nata nel 2023 dopo una serie di colpi di Stato, viene descritta come una possibile architrave di una futura coalizione antioccidentale.

L’economia come leva strategica

Propaganda e lobbying convergono. Il raggio operativo di “The Company” non si esaurirebbe solamente nella sfera dell’influenza, secondo i documenti analizzati da Forbidden Stories, la compagnia avrebbe svolto ruoli di primo piano nella revisione del codice minerario del Mali, nelle pressioni mediatiche contro la francese Orano in Niger e nelle campagne contro il corridoio ferroviario di Lobito in Angola. Delineando una singola strategia che, tramite un approccio multivettoriale e graduale, consentirebbe la delegittimazione degli attori occidentali aprendo, al contempo, spazi per imprese russe nei settori estrattivi.

Dopo Prigozhin

Nonostante l’ombra di Evgenij Prigozhin resti evidente, i documenti analizzati indicano una trasformazione strutturale dell’apparato proxy russo dopo la sua morte nell’agosto 2023, con la supervisione della rete para-statale passata progressivamente nelle mani del Servizio di intelligence estero russo (Svr), segnando il passaggio da strumento para-statale a componente integrata della politica estera russa.

Una guerra narrativa globale?

La portata del leak non dimostra automaticamente l’efficacia di ogni operazione, ma può aiutare nello studio di quella che ormai è un’infrastruttura permanente di influenza che integra strumenti informativi, paramilitari, economici e politici in un canale di contro-diplomazia e il cui teatro principale resta il Sud globale, con l’obiettivo di ridefinire i suoi equilibri sfruttando fratture storiche, sociali, economiche, insieme a rivalità contemporanee.


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