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Vestita per governare. Cosa dicono gli abiti e le pettinature della figlia di Kim

Il regime nordcoreano potrebbe stare preparando un’apertura verso l’Occidente e il modo di comunicarlo (in anticipo) è con gli abiti e le acconciature della piccola figlia del loro leader, prescelta per prendere la guida del Paese. O forse è soltanto una strategia di differenziazione. L’analisi della Bbc

Sono sempre più ricorrenti le immagini e i video di Kim Ju Ae, figlia del leader del regime nordcoreano, Kim Jong Un, diffuse dalle emittenti ufficiali. In molte si riprende la giovane indossando marchi occidentali che sono vietati in Corea del Nord perché considerati antisocialisti.

Giacche di pelle, camicie in trasparenza, pettinature alte… La scelta comunicativa non è quella di mostrare una adolescente ribelle, ma di trasmettere la nuova linea di politica internazionale che si prepara per il futuro.

La teoria di cosa c’è dietro all’estetica di Kim Ju Ae e il tono politico delle sue scelte in materia di moda è spiegata in un lungo reportage dell’emittente britannica Bbc. Nata nel 2013, la bambina è apparsa pubblicamente quando aveva nove anni, a novembre del 2022, dalla mano del padre. Insieme guardavano sorridenti un enorme missile intercontinentale. Aveva i capelli raccolti in una coda, pantaloni neri e una giacca bianca. Da quel momento si è sempre fatta vedere elegante e raffinata.

Nel 2020, in Corea del Nord è entrata in vigore la Legge di Rifiuto dell’Ideologia e la Cultura Reazionaria, che di fatto cerca di fare la guerra a tutto quello che viene considerato “cultura straniera”. Nonostante questo, nel 2023, l’agenzia statale di notizie pubblicò un video della figlia di Kim indossando una giacca bianca del marchio francese Christian Dior. Il valore: 1900 dollari. L’anno dopo, un’altra cerimonia, Kim Ju Ae aveva una camicia trasparente e recentemente è stata vista con giacche di pelle.

In passato, i pochi articoli di lusso che c’erano in Corea del Nord arrivavano dal Giappone ed erano introdotti dagli zainichi (coreani che negli anni ‘60 e ‘70 erano emigrati sotto false promesse durante la colonizzazione giapponese). Ora invece il contrabbando include molti marchi occidentali. Cheong Seong-chang, vicedirettore del King Sejong Institute al servizio coreano della Bbc, ha spiegato che usando vestiti di disegno occidentale, Kim Ju Ae e la madre, Ri Sol Ju, impongono una strategia di differenziarsi per dimostrare la loro posizione sociale, diversa dai cittadini comuni. Ugualmente, Kim Jong Un, indossando i jeans (vietati in Corea del Nord) lascia in chiaro che non c’è nulla che lui non possa fare.


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