Il risultato auspicato è rafforzare la difesa multidominio e la deterrenza sul Fianco Sud della Nato, area sempre più centrale per la sicurezza dell’Alleanza. Per questa ragione la decisione di affidare all’Italia la guida della TFX è eccezionale
Non solo una semplice seppur fondamentare sperimentazione, ma la certificazione di un ruolo di primo piano all’interno delle nuove dinamiche che investono l’Alleanza atlantica. Per la prima volta la Nato ha affida a una singola Nazione, l’Italia, la guida della Task Force X Central Mediterranean. Si tratta della risposta concreta alle nuove sfide della sicurezza e segna un passaggio di grande rilevanza per la Difesa italiana e per l’Alleanza stessa, attesa da una stagione riformatrice a 360 gradi.
La prima fase della TFX CentMed è sviluppata dal Nato Allied Command Transformation (ACT) ed è guidata dallo Stato Maggiore della Difesa: in sostanza si porta in Italia uno dei più avanzati programmi di sperimentazione operativa dell’Alleanza, al fine di testare, integrare e adottare nuove tecnologie e capacità. Simultanee capacità nei cinque domini (terrestre, marittimo, aereo, cyber e spaziale): questa la peculiarità della TFX CentMed, con l’ulteriore integrazione di dati provenienti dall’ambiente underwater e dallo spettro elettromagnetico.
L’iniziativa vede il coinvolgimento di realtà industriali del settore della difesa nell’ambito delle attività di sperimentazione operativa, favorendo occasioni di confronto, collaborazione e sviluppo. Se l’Italia guida, ecco altri soggetti operanti come personale e assetti di Croazia, Lettonia, Slovenia e Stati Uniti, questi ultimi già presenti nel Mediterraneo. In questo modo sarà possibile validare un sistema di sistemi capace di integrare, interconnettere e rendere interoperabili piattaforme, sensori, sistemi pilotati e non pilotati, mantenendo sempre il pieno controllo umano sulle decisioni e sull’impiego operativo.
Il risultato auspicato dalla TFX CentMed è rafforzare la difesa multidominio e la deterrenza sul Fianco Sud della Nato, area sempre più centrale per la sicurezza dell’Alleanza. Lo ha ben spiegato l’Ammiraglio Pierre Vandier, Supreme Allied Commander Transformation, secondo cui con questa mossa la Nato “apprende e si adatta”, testando tecnologie emergenti in condizioni operative realistiche, integrando sistemi con equipaggio e senza equipaggio, e “trasformando ciò che funziona in capacità che gli Alleati possono adottare e scalare rapidamente”.
Per il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’Italia guida la Task Force X CentMed per contribuire concretamente all’innovazione e allo sviluppo tecnologico dell’Alleanza, promuovendo il processo di integrazione tra Forze Armate operanti in domini differenti e tra Paesi alleati, per aumentare complementarietà, ridondanza e resilienza della Nato, rafforzandone l’efficacia operativa.
“Questa sperimentazione – ha spiegato visitando il centro salentino di Venneri il ministro Guido Crosetto – rappresenta una risposta concreta alle nuove sfide della sicurezza e segna un passaggio di grande rilevanza per la Difesa italiana e per l’Alleanza atlantica. Per la prima volta, infatti, la Nato affida a una singola Nazione, l’Italia, la guida della Task Force X Central Mediterranean, confermando il ruolo di riferimento che il nostro Paese ha assunto nel processo di trasformazione e innovazione dell’Alleanza. Ma il vero obiettivo è trasformare questa sperimentazione in una struttura continua: un luogo fisico in cui le Forze Armate, insieme ad altre componenti dello Stato e dell’Alleanza, possano confrontarsi con il mondo dell’industria, della ricerca e dell’innovazione. Oggi abbiamo avuto conferma del ruolo centrale dell’Italia in un contesto in cui Forze Armate, industria, Nato e Paesi alleati lavorano insieme testando sul campo nuove tecnologie, condividendo le lezioni apprese e accelerando l’adattamento a minacce in continua evoluzione. Minacce dinanzi alle quali serve una nuova mentalità e la capacità di continuare a innovare. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso: dietro ogni risultato ci sono donne e uomini che lavorano ogni giorno per garantire la sicurezza del Paese”.















