“Stiamo provando a seminare in vari ambiti”, dice a Formiche.net Maicon Pizzicotti Busilacchi, segretario internazionale di Gioventù Nazionale. E lo dimostra la varietà dei panel andati in scena all’Eur: ci sono stati i padri della svolta di Fiuggi, come Gianfranco Fini, c’è il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto per riflettere sulla nuova Ue, si parla dei 150 anni dalla nascita di Marinetti e di AI, passando per il nucleare, lo strapotere antidemocratico della Cina, le mafie, gli 800 anni di San Francesco, in attesa della chiusura di Giorgia Meloni domenica
Non solo una festa di partito (con i giovani protagonisti), ma il tentativo di usare il verbo meloniano per costruire la classe politica di domani e di dopodomani, al di là di leaders e dirigenti. Fenix, la kermesse di Gioventù Nazionale in svolgimento al laghetto dell’Eur, è proprio questo laboratorio, che quest’anno prende il titolo da un impegno, che è anche un proclama: il tempo del coraggio. Quel coraggio che la stessa Giorgia Meloni ha più volte richiamato nella sua prima esperienza alla guida del governo italiano e non solo per le note problematiche sullo scacchiere internazionale: serve infatti molto coraggio nei tempi moderni per programmare lo sviluppo industriale di una nazione, per avviare un percorso di studi per gli studenti, per la costruzione di una famiglia, per garantire un sistema di welfare agli anziani, per mettere il made in Italy nelle condizioni di esprimere tutto il proprio potenziale, per prevenire le crisi e non subirle. Insomma, non è sufficiente avere la propria madrina lassù a Palazzo Chigi e vivere quindi di rendita, ma i giovani di Fratelli d’Italia provano a utilizzare quel bagaglio come propellente per il futuro.
La semina dei meloniani
“Stiamo provando a seminare in vari ambiti”, dice a Formiche.net Maicon Pizzicotti Busilacchi Consigliere di Presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani e Segretario Internazionale di Gioventù Nazionale. E lo dimostra la varietà dei panel andati in scena all’Eur: ci sono stati i padri della svolta di Fiuggi, come Gianfranco Fini intervenuto in apertura di kermesse, oggi c’è il vicepresidente della commissione europea Raffaele Fitto per riflettere sulla nuova Ue, si parla dei 150 anni dalla nascita di Marinetti e di AI con Giordano Bruno Guerri, Bovalino e Federico Mollicone, passando per il nucleare, lo strapotere antidemocratico della Cina, le mafie, gli 800 anni di San Francesco, in attesa della chiusura di Giorgia Meloni domenica prossima. “Il nostro obiettivo è, sulla scorta di un partito novecentesco come FdI, stimolare i giovani a offrire le risposte giuste, pragmatiche e fattibili alle nuove esigenze delle società. Ma prima serve la conoscenza e quindi lo studio, l’approfondimento, il confronto. Abbiamo invitato moltissime voci che non la pensano come noi proprio per sfatare il tabù del mondo chiuso e della destra che parla solo con se stessa”.
La destra al tempo dell’IA
“Per il Futurismo la macchina era la sintesi dei maggiori sforzi cerebrali dell’umanità, il nuovo corpo vivo quasi umano che moltiplica il nostro” – spiega a Formiche.net il sociologo della Comunicazione Guerino Nuccio Bovalino – È l’idea che il progresso tecnologico rappresenti una protesi, come intuì successivamente il sociologo canadese Marshall McLuhan, con cui si può amplificare l’umano sentire, moltiplicarlo, e non il mezzo con cui sacrificare la fragile e fallace dimensione umana in nome di una società del controllo e della perfezione asettica. E alcuni aspetti di questa missione futurista li ritroviamo oggi nella ricerca di Neuralink, progetto con cui Musk prova a curare delle disabilità attraverso dei microchip inseriti nel cervello, o nella promessa di Elon di portare l’uomo alla conquista di Marte e dello spazio, così come futuriste sono la fiducia nella potenza messianica dell’IA che crediamo possa trovare nuove cure per le nostre ataviche malattie o gli androidi che si moltiplicano e iniziano ormai ad abitare la realtà e non solo i film di fantascienza. Oggi questo è un neofuturismo dalle venature mistiche e carnali. Un futurismo spirituale”.
Valori e futuro stanno assieme?
L’assunto ‘Dio, Patria e Famiglia’ messo in seconda fila, allora? La risposta, aggiunge Pizzicotti Busilacchi, è duplice: “Noi partiamo dalle nostre idee, ma sappiamo bene di dover guardare un mondo in rapida evoluzione, quindi serve anche molto pragmatismo oltre che i nostri valori, imprescindibili per sanare tutte le ferite che la sinistra ha provocato alla società. Nessun movimento giovanile può avere un punto di arrivo perché è sempre uno slancio verso il domani, verso quella storia infinita che è parte integrante della nostra cultura. Il nostro mondo si propone di creare un sistema di vera e propria sussidiarietà politica per quei giovani che credono nella Patria, nella Libertà (economica e di pensiero), nella religione cristiana, nelle risposte concrete ai problemi di domani. Problemi che hanno come matrice comune il nichilismo, la strada corta e facile, il sussidio. Tutto questo lo stiamo facendo anche a livello internazionale attraverso il lavoro congiunto con il Partito Europeo dei Conservatori assieme al quale stiamo ricostruendo una comunità di giovani conservatori in tutta Europa ed oltre”.
Destra e risposte
Ma perché i giovani dovrebbero guardare a destra? “La risposta ai problemi dovrà arrivare da destra – risponde Busilacchi – perché la destra è l’unica a porsi il problema: nessuno può considerare l’IA come il male assoluto, ma la destra si sta ponendo il tema di che fine faranno i lavori che verranno completamente sostituiti da essa; la socialità non partirà mai da un partito politico, ma la destra è l’unica che non ha mai rinunciato a parlare di comunità umana prima ancora che politica tra i suoi ragazzi; la scuola e l’università sono ambienti dove si è parlato molto ma in cui i risultati più importanti sono arrivati dalla destra con Azione Universitaria e Azione Studentesca, dando un argine concreto a un rischio sensibile di ostracismo di studenti non allineati; sulla geopolitica è molto facile sparare addosso all’Occidente, solo la Destra – italiana in particolare – sta tentando di costruire un sistema di relazioni che tuteli al contempo l’interesse nazionale, il rafforzamento delle istituzioni europee e la stabilità dell’Occidente. Ecco perché – conclude – è importante affrontare questi temi con i nostri giovani: avere una generazione consapevole di rischi e opportunità vuol dire non incontrare difficoltà più grandi nelle sfide al futuro di domani”.
















