La Germania attribuisce alla Russia il drone esplosivo trovato a Lipsia e parla di attacco ibrido. Per Berlino è l’ultimo tassello di una strategia di sabotaggio nella “zona grigia” contro la Nato. Un caso che riguarda anche l’Italia, tra cyberattacchi, spionaggio e minacce alle infrastrutture critiche. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Alberto Pagani
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Crimine e terrore, la saldatura pericolosa che ridisegna le minacce alla sicurezza globale
La sicurezza non si misura solo con i reati visibili. Dietro degrado, spaccio e microcriminalità agisce una rete globale che lega mafie, narcotraffico, tratta di esseri umani, finanza opaca e terrorismo. Una minaccia ibrida che impone strategie integrate oltre i confini tradizionali. L’analisi di Alberto Pagani
Il petrolio di Caracas e la cocaina di Maduro. La vera storia dietro l’accordo di Trump
Dopo la cattura di Maduro e il cambio di regime sostenuto da Washington, gli Usa si assicurano l’accesso alle immense riserve petrolifere venezuelane. Tra accuse di narcotraffico, rapporti con Hezbollah e rivalità con la Cina, la vicenda intreccia energia, sicurezza e geopolitica. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di intelligence e guerra cognitiva
Il lobbying verde di Pechino e la lezione (ancora attuale) del rapporto Draghi
Alberto Pagani partendo da alcuni fatti recenti fotografa un problema strutturale che l’Europa continua a rinviare: la scelta, tutt’altro che tecnica, tra il prezzo più basso oggi e la capacità industriale di domani
Come Mosca sta recitando in Italia un copione vecchio di settant'anni
Osservati in sequenza, Vagli, Formello, Irini e Colleferro non sono quattro fatti scollegati: sono quattro note della stessa partitura, eseguite da strumenti diversi ma scritte secondo uno spartito che l’intelligence sovietica ha collaudato per decenni e che oggi viene semplicemente ricalibrato sui linguaggi, i canali e le sensibilità della provincia e della politica italiane. La riflessione di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di intelligence e guerra cognitiva
Il Patto della Mecca e l'invito fantasma. Anatomia di una campagna di disinformazione
Distinguere i fatti verificabili dalla loro strumentalizzazione narrativa non è un esercizio accademico, ma la condizione minima per non trasformarsi, come parte della stampa internazionale ha fatto in questo caso, in cassa di risonanza involontaria di un’operazione di comunicazione strategica. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
La sicurezza nazionale diventa motore industriale. Cosa chiedono gli Usa all'Europa (e all'Italia)
La nuova strategia tecnologica Usa trasforma la sicurezza nazionale in politica industriale e chiede agli alleati di allineare filiere, ricerca e difesa. Per Europa e Italia si aprono opportunità nei settori strategici, ma anche costi, vincoli e un nodo politico: la fiducia reciproca tra Washington e Bruxelles. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Da Palermo a Messina, la lezione dei furti d'arte. E non è (solo) un problema di soldi
I recenti episodi di cronaca riportano al centro una questione cruciale: proteggere opere irripetibili significa costruire una vera cultura della sicurezza. L’analisi di Alberto Pagani è docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia all’Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva, Carlotta Predosin è Art Security Manager e storica dell’arte, con un percorso professionale che unisce tutela del patrimonio culturale, gestione del rischio e sicurezza museale
Il killer di Bra e il cittadino di Varsavia. Vi racconto cent'anni di "misure attive" russe all'estero
Il tentato omicidio sventato in Polonia nell’agosto 2026 riporta alla luce una storia lunga un secolo. Dal “killer di Bra” del caso Markov a Litvinenko e Skripal, come si è evoluta la dottrina delle eliminazioni all’estero attribuite a Mosca. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Perché i fili di Teheran, Mosca, Pyongyang e dell'Asia centrale finiscono tutti nelle mani di Pechino
Per anni l’Iran ha proiettato la propria influenza attraverso una rete di alleati e milizie diffuse in tutto il Medio Oriente. Oggi, indebolita dalla guerra e dalla perdita di gran parte di questo sistema, Teheran appare sempre più come un tassello di una più ampia rete di regimi e interessi che, da Pyongyang all’Asia centrale, gravitano attorno alla sfera d’influenza cinese. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva
















