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Perché i fili di Teheran, Mosca, Pyongyang e dell'Asia centrale finiscono tutti nelle mani di Pechino

Per anni l’Iran ha proiettato la propria influenza attraverso una rete di alleati e milizie diffuse in tutto il Medio Oriente. Oggi, indebolita dalla guerra e dalla perdita di gran parte di questo sistema, Teheran appare sempre più come un tassello di una più ampia rete di regimi e interessi che, da Pyongyang all’Asia centrale, gravitano attorno alla sfera d’influenza cinese. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

La Germania rifà i servizi segreti come con la Difesa. Ecco perché

Come Berlino sta trasformando il Bnd e il BfV da apparati conoscitivi a strumenti operativi, replicando nell’intelligence la stessa rottura storica già compiuta con il riarmo della Bundeswehr. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

Guerra cognitiva, tutti gli errori da non ripetere. L'analisi di Pagani

Qualunque architettura italiana di difesa dalla guerra cognitiva deve fare i conti con il fatto che le stesse forze chiamate, da maggioranza o da opposizione, a legiferare sulla materia hanno in tempi recenti coltivato canali di prossimità politica, dichiarazioni pubbliche o linee narrative sovrapponibili a quelle degli attori esteri che quella normativa dovrebbe contrastare. È un problema che nessun’altra grande democrazia europea affronta nella stessa misura. L’analisi di Alberto Pagani,
docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

Ceuta, quando l'esodo dei migranti diventa strategia di Stato. L'analisi di Pagani

L’ondata di Ceuta dell’agosto 2026, con decine di migliaia di attraversamenti in pochi giorni, riporta al centro il tema della migrazione ingegnerizzata come arma della guerra ibrida. Dalla deportazione coloniale al Mariel Boatlift fino ai casi di Marocco, Bielorussia e Russia, gli Stati hanno imparato a trasformare i flussi umani in leve di pressione geopolitica

Guerra cognitiva. Così la Difesa italiana cambia passo e si allinea agli alleati

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri un disegno di legge per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale, e che il Parlamento potrebbe convertire in legge entro la fine della legislatura. Il provvedimento segna una transizione strutturale della Difesa italiana verso il dominio cibernetico e il contrasto alle minacce ibride, intervenendo su governance operativa, capitale umano specialistico e strumenti di finanziamento industriale. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Il paradosso della Cina pacifica. Fuori dai fronti, ma dentro le guerre del XXI secolo

La Cina coltiva l’immagine di potenza pacifica, ma nelle principali crisi degli ultimi anni ha esercitato influenza attraverso tecnologia, componenti dual use, sostegno economico e alleati. Un ruolo meno visibile del coinvolgimento diretto, ma centrale negli equilibri strategici globali. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Il teatro dell'orrore di Teheran e il silenzio che lo copre. Il commento di Pagani

Non possiamo impedire a Teheran di issare un’altra forca. Possiamo, però, smettere di voltarci dall’altra parte mentre lo fa. È la differenza minima, ma non trascurabile, tra essere spettatori inconsapevoli di un teatro dell’orrore e diventarne, senza volerlo, il pubblico complice di cui quel teatro ha bisogno per funzionare. Il commento di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Baby gang, imputabilità e due tifoserie. Perché guardare alle best practice internazionali

Il punto non è scegliere tra pugno duro e permissivismo, ma riconoscere che nei contesti che hanno ottenuto risultati concreti la sanzione penale è uno strumento tra altri, non l’unico né il primo, ed è affiancata sistematicamente da investimenti in prevenzione, comunità e giustizia riparativa. È esattamente la sintesi che manca al dibattito italiano, bloccato tra chi propone solo l’inasprimento normativo e chi si limita a denunciarne la cornice comunicativa. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Vi racconto la cattura delle élite occidentali nella strategia tecnologica cinese

Il recente dibattito sulla partecipazione del direttore generale dell’AgID Mario Nobile alla World Artificial Intelligence Conference di Shanghai va letto in una cornice più ampia. Il punto non è se la partecipazione fosse, in sé, illegittima. È che episodi come questo sono i nodi iniziali di reti relazionali che si consolidano nel tempo attraverso canali che restano, individualmente, sempre difendibili come ordinaria cooperazione professionale. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Sicurezza è libertà, la lezione di Albright e la tentazione autoritaria. L'analisi di Pagani

Se alla politica sta davvero a cuore la democrazia, le garanzie costituzionali e la libertà, il suo compito non è inseguire le scorciatoie più comode, ma proteggere i cittadini anche dalla tentazione di seguirle: dai pifferai magici del populismo che seducono le persone più fragili e spaventate promettendo soluzioni semplici e sbrigative a un problema che, per sua natura, semplice non è. Perché la sicurezza che tradisce la libertà, alla fine, tradisce anche sé stessa. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

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