In questa intervista, Mohammed Soliman riflette sui grandi assi di trasformazione che stanno ridefinendo l’ordine geopolitico tra Stati Uniti, West Asia ed Europa. Lo studioso del Mei presenta le tesi centrali del suo nuovo libro West Asia: A New American Grand Strategy in the Middle East, proponendo il superamento del concetto di “Medio Oriente” a favore di una lettura sistemica dell’Asia Occidentale. Dalla geopolitica dell’AI ai corridoi strategici, Soliman delinea una nuova architettura di ordine regionale fondata su potenze medie, connettività e competizione tecnologica
Emanuele Rossi
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Iran, Israele, Golfo. Il Medio Oriente intrecciato secondo Dentice
Dalla fragile dialettica Usa-Iran alla crisi di Gaza, passando per Siria e rivalità intra-Golfo, il Medio Oriente entra in una fase di instabilità sistemica. Secondo Giuseppe Dentice (OsMed), più che soluzioni definitive, oggi prevale una gestione del rischio per contenere escalation e frammentazioni
Buon viso (per ora) a cattivo gioco. Una lettura dei colloqui Iran–Usa in Oman
I colloqui mediati dall’Oman tra Iran e Stati Uniti hanno riaperto il canale diplomatico senza produrre una svolta, confermando profonde divergenze sull’agenda e sui contenuti del negoziato. Il processo resta in piedi, ma si muove sotto una forte pressione militare americana e in un contesto regionale e interno iraniano altamente instabile
Minerali critici, sicurezza, geoeconomia. L’Italia prepara il vertice sull’Africa (pensando anche a Usa e Cina)
L’Italia sta riposizionando l’Africa al centro della sua politica estera ed economica, collegando sicurezza, risorse critiche e infrastrutture attraverso il Piano Mattei. Con l’intensificarsi della concorrenza globale, Roma sta testando se un approccio più politico alla geoeconomia può fornire una leva strategica al di là della retorica
Washington prova a costruire un fronte comune sulle filiere strategiche dei minerali critici
Il Critical Minerals Summit di Washington segna un passaggio chiave nella strategia occidentale sulle filiere dei minerali critici, tra sicurezza economica, politica industriale e cooperazione tra alleati. Sullo sfondo, la dipendenza dalla Cina e il tentativo statunitense di costruire strumenti comuni su prezzi, investimenti e approvvigionamenti
Leonardo–Adani, anche con gli elicotteri si eleva la partnership Italia-India
L’accordo tra il gruppo italiano e Adani Defence va oltre la cooperazione industriale: inserito nella strategia di autosufficienza di New Delhi e nel quadro del partenariato Italia-India, punta a trasformare la domanda militare in capacità produttiva locale e posizionare l’India come hub globale nel settore elicotteristico
Per guardare a Sud la Germania usa la lente italiana. L’analisi di Bagger
L’intervento dell’ambasciatore tedesco Thomas Bagger a Roma mette in luce il Mediterraneo come nuovo asse strategico della cooperazione tra Germania e Italia, con Imec e i porti italiani al centro della proiezione europea verso India e Medio Oriente. In un contesto globale sempre più instabile, Berlino e Roma emergono come partner chiave per rafforzare l’autonomia strategica e la capacità di iniziativa dell’Unione europea
Minerali critici e AI, ecco il cuore delle nuove relazioni transatlantiche
Mentre i ministri degli Esteri e gli alti funzionari si riuniscono a Washington questa settimana per il primo Critical Minerals Summit, gli Stati Uniti stanno rendendo esplicito ciò che è stato a lungo implicito: la corsa per l’intelligenza artificiale sarà decisa tanto da miniere, raffinerie e catene di approvvigionamento quanto dal codice, non solo dalle scoperte software. E sarà questa questa condivisione di priorità e consapevolezze uno dei collanti anche nelle relazioni transatlantiche
Ora Trump negozia con l’Iran. Colpo di scena (o forse no)
Dopo settimane di escalation verbale e militare, Washington e Teheran confermano l’esistenza di canali di comunicazione attivi per evitare uno scontro diretto. L’apertura negoziale arriva però in un contesto ambiguo: mentre gli Stati Uniti mantengono una postura coercitiva nel Golfo, l’Iran segnala disponibilità al dialogo con Washington, ma irrigidisce il confronto politico con l’Unione Europea. Più che un colpo di scena, il quadro restituisce una dinamica già vista: pressione militare, diplomazia indiretta e messaggi differenziati a interlocutori diversi
Iran sull’orlo della guerra. Segnali, riposizionamenti e spazio sempre più stretto per la diplomazia
La finestra diplomatica sul dossier iraniano si sta rapidamente chiudendo, mentre a Washington e Gerusalemme prende forma uno scenario in cui l’opzione militare appare sempre più concreta, seppur con un timing ancora incerto. Tra segnali di regime change, riposizionamenti sauditi e tensioni nello Stretto di Hormuz, il rischio di escalation sembra avanzare più per inerzia strategica che per una scelta esplicitamente dichiarata
















