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Emanuele Rossi About Emanuele Rossi

Marito, padre e figlio; umbro, spesso connesso, lettore entropico. Scrivo storie e qualche analisi su questioni del mondo. Abbastanza innamorato dell'America e di Londra, del cibo, della birra, del Milan e dei New York Knicks. Sono anche un giornalista e un geologo. Twitter: @de_f_t

Taiwan, così la presidente Tsai chiede nuove competenze anche all’Italia. L’incontro con Formentini

A colloquio con Paolo Formentini, l’ex presidente taiwanese Tsai Ing-wen sottolinea la necessità di nuove competenze e di partnership tra democrazie avanzate. Un messaggio che trova riscontro nel rafforzamento dei rapporti economici tra Taiwan e la Lombardia, racconta a Formiche.net il vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

La nuova dottrina tecnologica Usa passa dagli alleati (come l’Italia)

Un intervento pubblico del sottosegretario di Stato americano Jacob Helberg contro il modello di “digital sovereignty” promosso dalle Nazioni Unite va oltre il dibattito sull’intelligenza artificiale. Delinea una visione della competizione tecnologica fondata su ecosistemi di partner fidati, con implicazioni dirette anche per il dialogo strategico tra Italia e Stati Uniti

Droni-medusa. Cosa racconta la storia del caccia Usa abbattuto in Iran

Il racconto di un pilota americano abbattuto sopra l’Iran ha aperto un dibattito nell’intelligence statunitense sulle reali capacità dei droni di Teheran. Al di là della verifica dei fatti, l’episodio richiama una trasformazione più ampia: il passaggio da una guerra fondata sulle singole piattaforme a una guerra di reti, sistemi e autonomia distribuita

Usa-Iran, i cargo alle prese con la scelta della rotta di Hormuz

La disputa sulle rotte nello Stretto di Hormuz racconta molto più di un problema di navigazione. Dopo la crisi del 2026, armatori, assicuratori e governi si confrontano con una nuova realtà strategica, mentre la pressione sui mercati energetici diventa uno strumento di competizione geopolitica

Pax Silica, il dossier che può riavvicinare Roma e Washington

L’Italia potrebbe aderire a breve a Pax Silica, l’iniziativa americana che punta a mettere in sicurezza le filiere dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie strategiche. Il dossier è stato rallentato dalle recenti tensioni tra Giorgia Meloni e Donald Trump, ma il suo valore va ben oltre le polemiche tra leader

Le dispute passano, gli interessi restano. Tre voci da Washington sul caso Meloni-Trump

La polemica tra Meloni e Trump rischia di distrarre dalle questioni strategiche che uniscono Roma e Washington. Il vero banco di prova per le relazioni bilaterali resta la capacità di affrontare insieme le sfide geostrategiche comuni, il futuro della Nato e della sicurezza in Europa. I commenti di Carla Sands, Elisa Catalano Ewers e Alexander Gray

Mosca e Pechino saranno felici. Katulis legge la polemica Trump-Meloni

Per Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute ed esperto di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, “è probabile che i vertici di Mosca e Pechino accolgano con favore questa disputa tra i leader di due importanti democrazie, lieti di vedere due Paesi divisi e distratti”. Ecco il vulnus strategico dello scontro pubblico Trump-Meloni

Lo sharp power di Cina e Russia è la sfida al futuro delle democrazie. Parla Walker (Cepa)

Cina e Russia utilizzano strumenti di sharp power, influenza economica e pressione indiretta per condizionare le democrazie occidentali. Il rischio maggiore è l’autocensura: società libere che finiscono per limitare autonomamente le proprie scelte e il proprio dibattito pubblico. Per Walker (Cepa) “attraverso questa forma di manipolazione, la società presa di mira finisce per svolgere da sola il lavoro della censura o dell’acquiescenza”

Minerali critici, il G7 accelera sulla resilienza delle filiere

Al vertice di Evian, i leader del G7 hanno approvato una nuova dichiarazione sui minerali critici che fissa obiettivi di diversificazione delle catene del valore, rafforza il coordinamento industriale e apre alla creazione di nuovi strumenti di mercato. Sullo sfondo resta la preoccupazione per la concentrazione delle forniture globali e per l’uso delle materie prime come leva geopolitica

Cina-Ue, il Consiglio europeo mette alla prova Bruxelles. Small spiega perché

Il Consiglio europeo è un test per capire fino a che punto l’Unione europea sia pronta a tradurre in azione il consenso maturato sulla Cina come sfida sistemica. Secondo Andrew Small (Ecfr), il nodo non riguarda più la diagnosi del problema, ma la disponibilità dei governi europei ad affrontarne i costi politici, economici e strategici

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