Un’ondata senza precedenti di attacchi iraniani ha infranto la sicurezza del Golfo, esponendo hub economici e rotte energetiche globali a rischi diretti e ridefinendo gli equilibri regionali. Secondo Cinzia Bianco (Ecfr), le monarchie avevano cercato di evitare il conflitto, ma ora rischiano di essere trascinate tra escalation iraniana e pressione nel sostenere apertamente le operazioni Usa
Emanuele Rossi
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Meloni convoca riunione di governo, base in Kuwait colpita da un missile iraniano
L’Italia ha reagito all’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani con una linea improntata alla prudenza operativa, alla protezione dei connazionali e a un’attività diplomatica orientata alla de-escalation. La risposta di Roma si è articolata su tre livelli: coordinamento politico interno, misure di sicurezza e attivazione della rete diplomatica
Iran, Trump e Netanyahu colpiscono la minaccia esistenziale. Cosa aspettarsi secondo Dentice
Trump e Netanyahu rivendicano l’operazione contro l’Iran come necessaria per neutralizzare una minaccia esistenziale e impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare, rivolgendosi anche direttamente alla popolazione iraniana. Secondo l’analista Giuseppe Dentice, l’attacco apre però scenari incerti sul “dopo”, tra rischi di escalation regionale, strumentalizzazioni politiche interne e dubbi sulla reale possibilità di indebolire un regime ancora solido
Iran sotto i colpi di Usa e Israele. Ecco cosa sta succedendo
Israele ha lanciato un attacco su larga scala contro obiettivi strategici in Iran, inclusa l’area legata alla Guida Suprema, in un’operazione che segnerebbe un’escalation senza precedenti e vedrebbe anche il coinvolgimento degli Stati Uniti. L’azione riflette il fallimento della pressione diplomatica sul nucleare iraniano e apre una fase altamente instabile, con il rischio di una risposta di Teheran e di un conflitto diretto tra Stati nella regione
Diplomazia o guerra. La partita decisiva tra Washington e Teheran
Mentre emissari e diplomatici si muovono in un ultimo tentativo di scongiurare il conflitto tra Washington e Teheran, portaerei, avvisi di evacuazione e briefing militari suggeriscono che il Medio Oriente si sta già preparando alla guerra, considerata un passaggio potenziale se i tentavi di dialogo in corso dovessero fallire
Italia-India. La difesa come leva della cooperazione
Roma e Nuova Delhi hanno compiuto un passo avanti nel rafforzamento della cooperazione industriale nel settore della difesa, con focus su domini ad alta tecnologia, sicurezza delle catene di approvvigionamento e protezione delle infrastrutture critiche. Il sottosegretario Perego ha definito il partenariato “uno dei pilastri fondamentali della partnership strategica” in un contesto segnato da crescenti tensioni geopolitiche e minacce ibride
Focus sul Mediterraneo. Così Roma riunisce tutte le operazioni navali europee
I comandanti delle tre operazioni navali attivate dall’Unione Europea si sono riuniti mercoledì in una base militare a Roma per il loro primo incontro congiunto, mentre le forze europee si trovano ad affrontare un contesto marittimo sempre più volatile che si estende dal Mediterraneo centrale all’Oceano Indiano – uno spazio strategico sempre più interconnesso talvolta descritto come “Indo-Mediterraneo”
Iran, meglio il negoziato della guerra. Trump minaccia la forza ma punta sulla diplomazia
Trump mantiene una postura di massima pressione militare sull’Iran, ma continua a privilegiare il negoziato, convinto che la forza serva soprattutto a ottenere concessioni senza arrivare alla guerra. Tra rischi di escalation regionale, limiti dell’opzione militare e fragilità interna di Teheran, la Casa Bianca punta a un accordo sul nucleare come via più realistica per trasformare la coercizione in successo diplomatico
Lavorare insieme sui minerali critici. Il G7 trova un punto di contatto
Il G7 avvia sotto la presidenza francese un’agenda commerciale segnata da sicurezza economica, dazi Usa e competizione sistemica con la Cina, con focus su catene di approvvigionamento e minerali critici. L’obiettivo è preservare la coesione transatlantica e definire nuove regole in una fase di post‑globalizzazione e crescente protezionismo
Stabilità artica, risorse e ruolo delle medie potenze. Conversazione con il prof. Heininen
Il professor Lassi Heininen sottolinea come l’Artico resti un’eccezione alla conflittualità globale, caratterizzato da stabilità geopolitica e cooperazione nonostante le tensioni tra grandi potenze. Il professor Heininen sarà tra i protagonisti del pre-evento “Greenland and Scenarios for Arctic Security” (per partecipare, seguire il link), organizzato dal Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University il 2 marzo alle ore 18:00, con la media partnership di Formiche e Decode39. L’incontro alla John Cabot apre il programma dell’Arctic Circle Rome Forum, iniziativa che si concentra sugli scenari di sicurezza, sui domini strategici e sul crescente interesse delle potenze extra-artiche per la regione
















