La tregua tra Stati Uniti e Iran non ha riaperto davvero lo Stretto di Hormuz: il traffico resta ridotto e il passaggio è subordinato a condizioni imposte da Teheran. Tra rischi legali, incertezza assicurativa e nuove ipotesi politiche, emerge un cambio di paradigma: da chokepoint logistico a leva di controllo strategico
Emanuele Rossi
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A Roma il nuovo approccio americano alla sicurezza in Africa
Il summit di Roma segna la trasformazione della strategia americana in Africa, sempre più orientata a integrare sicurezza, tecnologia e capitale privato in una logica di “trade, not aid”. La scelta dell’Italia come sede riflette il suo ruolo crescente di ponte euro-africano, in linea con un modello di cooperazione più paritario promosso dal Piano Mattei
Iran, così Vance e la Cina hanno fermato Trump
Il cessate il fuoco con l’Iran appare meno come il risultato di una strategia coerente e più come l’esito contingente di un equilibrio precario tra pressioni divergenti. Più che fermare una guerra, il vicepresidente Vance e Pechino – con l’aiuto diplomatico del Pakistan – hanno contribuito a evitare che una crisi già fuori controllo superasse un punto di non ritorno. Resta da vedere se questo equilibrio potrà essere mantenuto, o se si tratta solo di una pausa prima di una nuova escalation
L’ultimatum di Trump all'Iran e il rischio di uno shock energetico globale. Gli scenari di Dentice
L’escalation tra Stati Uniti e Iran spinge il rischio energetico globale verso una soglia critica, con possibili effetti diretti anche sull’Italia. Secondo Giuseppe Dentice (OsMed), lo scenario più plausibile è una gestione prolungata della crisi, tra negoziati informali e rischio costante di escalation. I prossimi mesi saranno segnati da “grande volatilità e incertezza”, con un Medio Oriente destinato a non tornare allo status quo precedente
Gehrke (Ecfr) svela le carte europee contro la coercizione cinese
Un nuovo policy brief dello European Council on Foreign Relations (Ecfr) sostiene che l’Europa sta entrando in una fase di competizione economica più dura con la Cina senza una strategia coerente. Il report propone di superare il semplice de-risking e adottare una vera dottrina di deterrenza economica, sottolineando che i costi dell’inazione sono già visibili nella base industriale europea
Ecco come l’asse Italia-Turchia può sfruttare le tensioni Nato-Trump
La pressione degli Stati Uniti sulla Nato riflette un cambiamento strategico più ampio, ormai condiviso anche da parte dell’establishment repubblicano. In questo contesto, il baricentro si sposta a sud e l’Italia può giocare un ruolo chiave, tra Turchia, Golfo e iniziativa multilaterale
La guerra cognitiva è il nuovo cuore del confronto globale. Come difendersi secondo Blatny
Con l’evoluzione tecnologica, la manipolazione cognitiva emerge come una sfida centrale per la sicurezza. Janet Martha Blatny, special advisor to Nato’s chief scientist, research director at the Norwegian Defence Research Establishment e visiting professor at Imperial College London, spiega perché fiducia, resilienza e adattamento strategico saranno decisivi nella competizione futura
Quale effetto ha la guerra all’Iran sul mondo islamico. Risponde il prof. Tottoli
Tra resilienza interna, ridefinizione dello spazio islamico regionale e limitate ricadute sull’Asia, l’analisi del professore Tottoli offre una chiave di lettura multilivello del confronto tra Stati Uniti, Israele e Iran
Opzioni di terra e limiti politici. Il dilemma americano sull’Iran
Per ora, i segnali restano contraddittori. Il Pentagono pianifica, la Casa Bianca smentisce, la diplomazia si muove e Teheran si prepara a resistere. In questo contesto, la possibilità di un’operazione di terra americana in Iran resta aperta ma indeterminata — sospesa tra necessità strategica, rischio di escalation e limiti politici interni. Molto dipenderà dall’evoluzione delle prossime settimane e dalle decisioni di un presidente la cui imprevedibilità resta uno dei fattori centrali di questa crisi
L’India tra crisi del West Asia e Trump. L’analisi di Pulipaka
La telefonata Trump-Modi sulla crisi iraniana conferma una convergenza pragmatica tra Stati Uniti e India su energia e stabilità regionale, mentre la presenza inattesa di Elon Musk segnala l’evoluzione ibrida della geopolitica contemporanea. Tra realismo strategico e autonomia indiana, il quadro delineato da Colby trova un contrappunto nell’analisi di Pulipaka, che evidenzia limiti e potenzialità di una partnership sempre più centrale ma non priva di tensioni
















