Secondo Alessio Patalano (King’s College), Italia e Giappone occupano una posizione “complementare” nelle rispettive aree strategiche e condividono una leadership politica capace di incidere sui dossier di sicurezza in Europa e Indo-Pacifico. La visita di Giorgia Meloni a Tokyo si inserisce così in una fase favorevole per rafforzare cooperazione strategica, difesa e coordinamento economico
Emanuele Rossi
Leggi tutti gli articoli di Emanuele Rossi
Iran, dopo una notte di tensioni le rassicurazioni di Trump (per ora)
Trump abbassa i toni sull’Iran mentre Washington mantiene aperta l’opzione militare e la regione si muove per evitare un’escalation incontrollata. In questo equilibrio fragile, Israele osserva una finestra strategica favorevole, consapevole che le decisioni finali spettano agli Stati Uniti
Cosa c’è da sapere sulla missione asiatica di Giorgia Meloni
La missione asiatica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni mira a rafforzare il ruolo globale dell’Italia attraverso partnership strategiche in Medio Oriente e nell’Indo-Pacifico, in linea con l’approccio occidentale alla regione. Dall’Oman alla Corea del Sud, il viaggio combina diplomazia politica, cooperazione industriale e attenzione a tecnologie avanzate e sicurezza
La ricomposizione delle relazioni India-Trump passa dalla Pax Silica
Washington intende allentare le tensioni commerciali con l’India affiancando al dialogo sui dazi un’offerta strategica: l’ingresso di New Delhi in Pax Silica. La mossa rafforza l’integrazione dell’India nelle filiere tecnologiche critiche e la colloca al centro della competizione globale per il controllo delle tecnologie avanzate
Cinezuela. L’effetto su Pechino della mossa di Trump contro il regime di Caracas
L’operazione americana in Venezuela potrebbe non aver cambiato la strategia cinese su Taiwan, ma porta alla luce le vulnerabilità profonde di Pechino su energia, finanza e catene di approvvigionamento. Perché Caracas è diventata un tassello chiave della competizione strategica globale?
Ue–Mercosur, un accordo economico e geopolitico. Demarais spiega perché
Secondo Demarais (Ecfr), l’accordo Ue–Mercosur rafforza in modo significativo il peso geopolitico ed economico dell’Europa, offrendo una risposta strategica a protezionismo, dazi Usa e competizione con la Cina. L’intesa segna anche un passo chiave nella diversificazione dei mercati di export europei e nell’accesso a materie prime critiche essenziali per la transizione verde
Dall’aggiustamento di regime in Venezuela passa un messaggio per l’Europa. Parla Minniti
In questa intervista a Formiche.net, Marco Minniti analizza la profonda fase di transizione del sistema internazionale, segnata da unilateralismo, competizione tra grandi potenze e fine dei vecchi equilibri. Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca al caso del Venezuela, il presidente della Med-Or Italian Foundation legge gli eventi come parti di un unico cambiamento epocale. Al centro, le sfide strategiche per l’Europa e la necessità di una risposta politica unitaria nel nuovo disordine globale
In Medio Oriente l’instabilità è istituzionalizzata. Dentice spiega perché
Dall’Iran al Golfo, da Gaza alla Cisgiordania, il Medio Oriente resta intrappolato in un sistema di crisi simultanee e non convergenti. Secondo Giuseppe Dentice l’assenza di soluzioni politiche credibili istituzionalizza l’instabilità e restringe gli spazi per una de-escalation duratura
In che modo l’Iran in crisi identitaria si lega al Venezuela. Risponde Terzi
Le proteste che attraversano l’Iran non sono una crisi congiunturale, ma il segnale di un possibile punto di non ritorno per il regime dei mullah. Dalla repressione violenta alla dimensione internazionale della minaccia iraniana, fino alle responsabilità dell’Occidente e ai collegamenti con altri regimi autoritari, nella conversazione con il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione per le Politiche uropee del Senato
Proteggere l’emisfero occidentale dai rivali strategici. La mossa di Trump secondo Irdi
Per Beniamino Irdi (Atlantic Council), l’azione statunitense in Venezuela va letta come una prima applicazione del “corollario Trump” della dottrina Monroe, coerente con la nuova National Security Strategy. Il fattore petrolifero conta, ma non è decisivo: la mossa risponde soprattutto a una logica di sicurezza e di contenimento della presenza russa e cinese nell’emisfero occidentale, con implicazioni anche per l’Europa, in un ordine internazionale sempre più fondato sui rapporti di forza
















