Per ora, i segnali restano contraddittori. Il Pentagono pianifica, la Casa Bianca smentisce, la diplomazia si muove e Teheran si prepara a resistere. In questo contesto, la possibilità di un’operazione di terra americana in Iran resta aperta ma indeterminata — sospesa tra necessità strategica, rischio di escalation e limiti politici interni. Molto dipenderà dall’evoluzione delle prossime settimane e dalle decisioni di un presidente la cui imprevedibilità resta uno dei fattori centrali di questa crisi
Emanuele Rossi
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L’India tra crisi del West Asia e Trump. L’analisi di Pulipaka
La telefonata Trump-Modi sulla crisi iraniana conferma una convergenza pragmatica tra Stati Uniti e India su energia e stabilità regionale, mentre la presenza inattesa di Elon Musk segnala l’evoluzione ibrida della geopolitica contemporanea. Tra realismo strategico e autonomia indiana, il quadro delineato da Colby trova un contrappunto nell’analisi di Pulipaka, che evidenzia limiti e potenzialità di una partnership sempre più centrale ma non priva di tensioni
Iran, negoziati incerti mentre cresce il rischio di escalation regionale
Tra segnali contraddittori e pressione militare crescente, Stati Uniti e Iran restano formalmente in contatto ma divergono su obiettivi e narrativa. Intanto il rischio di escalation regionale, dal Golfo al Mar Rosso, e le pressioni interne su Washington rendono sempre più urgente una via d’uscita
Così la guerra all’Iran può espandersi a Nordafrica e Sahel
Secondo Alia Brahimi, Emadeddine Badi e Karim Mezran, la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran rischia di produrre effetti indiretti ma profondi su Nord Africa e Sahel: pressione economica immediata nei Paesi importatori di energia, ma soprattutto una progressiva estensione delle dinamiche securitarie tra Sudan, Mar Rosso e Africa occidentale, con il possibile coinvolgimento di attori come Russia e reti filo-iraniane
La tecnologia Usa in mani fidate. Cosa c’è dentro il Pax Silica Fund
Washington lancia il Pax Silica Fund per coordinare investimenti globali nelle supply chain dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di mobilitare capitali su larga scala e rafforzare filiere “trusted”. Il fondo segna il passaggio da strategia a implementazione, trasformando Pax Silica in un’architettura geoeconomica concreta che intreccia finanza, sicurezza ed energia
Iran, negoziati in corso. Trump prova a rimodellare la crisi di Hormuz
Il rinvio degli attacchi da parte di Trump apre una finestra negoziale che sposta la crisi di Hormuz dalla logica militare a quella diplomatica. Nei prossimi giorni si gioca l’equilibrio tra de-escalation e ritorno alla pressione militare, mentre l’Iran consolida la sua leva sul traffico energetico globale
Usa-Giappone, i minerali critici allentano la pressione su Hormuz
Trump e Takaichi rilanciano l’alleanza Usa‑Giappone tra investimenti, tecnologia e sicurezza, ma il nodo Hormuz rivela i limiti del burden‑sharing. Tokyo evita l’impegno militare diretto nel Golfo e punta su economia e Indo‑Pacifico per restare un partner chiave in un’alleanza sempre più negoziata
Sudan, Libia e rotte informali dell'IndoMed. Controllare i corridoi oltre le mappe
Tra Sudan e Libia emergono circuiti logistici informali che sostengono guerra, migrazione e traffici, rivelando una dimensione geosecuritaria dei corridoi. Accanto a quelli statuali, reti adattive e ibride già operative richiedano una governance specifica, pena la coesistenza con flussi che gli Stati non controllano
Trump rinvia l’incontro con Xi. Cambiano le priorità? Risponde Skylar Mastro
Il rinvio dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping riflette una fase in cui Washington è assorbita da crisi globali, a partire dal Medio Oriente. Secondo Oriana Skylar Mastro, “gli Stati Uniti stanno cercando una sorta di distensione con la Cina” per ridurre tensioni e potersi concentrare su altre priorità strategiche
Imec, nuove rotte da Trieste. L'accelerazione necessaria secondo Tajani
Dal forum Imec ospitato a Trieste emerge la volontà di accelerare sul corridoio indo‑mediterraneo e rafforzare il ruolo della città come hub strategico tra Europa, Medio Oriente e Asia
















