Skip to main content

Emanuele Rossi About Emanuele Rossi

Marito, padre e figlio; umbro, spesso connesso, lettore entropico. Scrivo storie e qualche analisi su questioni del mondo. Abbastanza innamorato dell'America e di Londra, del cibo, della birra, del Milan e dei New York Knicks. Sono anche un giornalista e un geologo. Twitter: @de_f_t

La scienza è la nuova sicurezza nazionale. Uricchio spiega cosa significa per l’Italia

I monopoli tecnologici hanno vita breve, e la sicurezza non si costruisce sul vantaggio del momento ma sulla capacità di generarne di nuovi, il che richiede istituzioni scientifiche libere, adeguatamente finanziate e collegate fra loro. Il professor Uricchio analizza la strategia su scienza e tecnologia degli Usa, usando anche la lente italiana

Così la Cina fa lobbying in Italia per il dominio nel green tech

L’interesse nazionale italiano è in gioco mentre cresce la pressione per riaprire gli incentivi di Transizione 5.0 alla green tech cinese, più economica. La scelta va oltre il prezzo: riguarda la difesa della base industriale Made in Italy e la tenuta di una strategia di de-risking pensata per ridurre le dipendenze strategiche dalla Cina

Così Washington (con gli alleati) vuole plasmare la competizione scientifica e tecnologica

La nuova strategia americana per scienza e tecnologia lega esplicitamente innovazione, sicurezza nazionale e competizione internazionale. Washington punta a scegliere i terreni dello scontro tecnologico e a costruire attorno al proprio vantaggio un ecosistema di alleati, capitali, standard e supply chain

Così la Russia manipola anche San Francesco

Ecco l’irrispettoso “vertice di pace” alle porte di Roma: un raduno che mescola simbolismo religioso e messaggi geopolitici provenienti da Russia, Iran, Cuba e Venezuela. Condanneranno la guerra di Putin?

Usa o Cina, Washington vuole scelte nette sull’AI. Messaggio anche per Roma

Una bozza americana rivela che Washington si prepara a rendere sempre più incompatibile la partecipazione a framework rivali sull’intelligenza artificiale guidati da Stati Uniti e Cina. Per l’Italia, entrata in Pax Silica il 30 luglio, la scelta strategica è già stata fatta. Il prossimo test sarà assicurare che il resto dello Stato agisca di conseguenza

Le supply chain europee aiutano la Cina sui dazi Usa. L’accusa della Casa Bianca

La Casa Bianca accusa oltre 40 Paesi di consentire alla Cina di aggirare le tariffe americane attraverso triangolazioni commerciali. Nel mirino c’è anche l’Unione europea, elemento che aiuta a comprendere le ragioni delle tensioni transatlantiche, con Washington che fatica a comprendere Bruxelles sulla competizione economica con Pechino

La Cina plasma il racconto della corsa all'AI. E il suo messaggio passa anche dall'Italia

La Cina presenta la propria ascesa nell’intelligenza artificiale come una storia di apertura, sviluppo e inclusione tecnologica. L’ultima newsletter della sua ambasciata a Roma offre uno spaccato significativo di come Pechino voglia trasmettere questo messaggio all’estero e degli interessi geopolitici che lo accompagnano

Il 71% degli americani non vuole data center vicino casa. E la Cina osserva

Dalle proteste contro i data center negli Stati Uniti alle accuse di interferenza cinese, la crescita dell’AI si scontra con paure locali e sfiducia diffusa. Una frattura sociale che Pechino potrebbe sfruttare e che le Big Tech cercano di disinnescare

Democrazia e IA. Se le visioni di Sanders e Zuckerberg dimenticano la Cina

Bernie Sanders ha chiesto a OpenAI, Anthropic e Meta di sospendere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, citando problemi di sicurezza e impegni presi dalle aziende stesse. Mark Zuckerberg, invece, sostiene l’importanza di modelli aperti e infrastrutture più veloci, criticando la concentrazione del potere. Entrambi ignorano la competizione con la Cina, che avanza rapidamente con modelli open-weight e un approccio statale alla diffusione dell’AI

Medio Oriente, così le crisi convergono in un unico teatro strategico. L'analisi di Dentice

Washington sta cercando di contenere l’escalation a Gaza, mantenendo al tempo stesso in riserva la pressione militare sull’Iran. Ma sotto la superficie delle manovre diplomatiche, la geografia della sicurezza regionale sta cambiando: Golfo Persico, Mar Rosso e Mediterraneo orientale sono sempre più connessi all’interno di un unico teatro strategico, spiega Giuseppe Dentice, analista dell’Osmed

×

Iscriviti alla newsletter