Il parlamentare del Pd, Filippo Sensi, interpreta lo scontro Meloni–Trump come il segnale di un equilibrio internazionale sempre più instabile e personalizzato. Sul G7 evidenzia qualche risultato diplomatico ma anche la fragilità dell’Europa nel contesto globale. In vista dei prossimi vertici, richiama alla prudenza su crisi come Hormuz e alla necessità di una linea europea più coesa
Federico Di Bisceglie
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Da Cossiga a Berlusconi. Naccarato racconta don Camillo, il porporato che parlava alla politica
L’ex senatore Paolo Naccarato ripercorre il profilo politico e istituzionale del cardinale Camillo Ruini, dai rapporti con Francesco Cossiga al ruolo svolto nelle crisi di governo, ricordandone il costante richiamo alla responsabilità e all’interesse del Paese. Porporato sì, ma senz’altro “politico nel senso più alto del termine”
Noi europeisti siamo antidoto a populismi e campo largo. Parla Marcucci
Europeisti.eu nasce per dare rappresentanza all’area liberale, riformista ed europeista che non si riconosce né nel centrodestra né nel campo largo. L’ex capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci (LibDem), nella sua intervista a Formiche.net critica la linea di Schlein e l’alleanza con M5S e Avs, rilanciando la costruzione di un polo moderato alternativo ai populismi in vista del 2027
Perché Meloni può puntare alla mediazione (difficile) con Vannacci. Parla Di Gregorio
Giorgia Meloni non può più ignorare il generale Vannacci e punta a dipingerlo come un “traditore” del centrodestra. Lui cresce nei sondaggi grazie a un consenso trasversale, mentre la premier mantiene un vantaggio grazie alla sua forte leadership. Nel campo largo continua a regnare la confusione. Colloquio con Luigi Di Gregorio, docente di Scienza Politica all’Università della Tuscia
Il Pd è per Kyiv in Europa. Le ambiguità sono nel governo (e nel M5S). Parla Quartapelle
Difesa comune, sostegno a Kiev e adesione dell’Ucraina all’Unione europea. La vicepresidente della commissione Esteri della Camera indica la rotta del Pd in vista del Consiglio europeo e marca le distanze sia dalle ambiguità della maggioranza sia dalla linea del Movimento 5 Stelle. Per Quartapelle, l’interesse nazionale italiano passa sempre di più da un’Europa più forte e più integrata
Picierno può federare il centro, oltre il campo largo. Parla Concia
Anna Paola Concia vede in Spazio Pubblico la risposta a una domanda politica rimasta senza rappresentanza. Picierno, sostiene, può diventare il punto di riferimento dell’area liberal-democratica, con un progetto autonomo, riformatore e alternativo alle logiche del campo largo
Il Pd non ha perso la sua identità, ma non può fare a meno dei riformisti. Parla Sensi
Per Filippo Sensi l’addio di Pina Picierno rappresenta una perdita dolorosa per il Pd, ma non certifica la fine del riformismo democratico. Il deputato dem difende la natura plurale del partito, rilancia la sfida dei riformisti dall’interno e guarda a una coalizione ampia contro il centrodestra, pur rivendicando differenze nette con il Movimento 5 Stelle su dossier chiave come Ucraina e migrazioni
Sport e diplomazia, la Coppa del Mondo inizia a… Cafe Milano
Il Mondiale 2026 accende la sua diplomazia a Washington: la Fifa sceglie Café Milano, storico crocevia del potere americano, per celebrare il torneo che unirà Stati Uniti, Canada e Messico. Tra politica, affari e sport, la Coppa del Mondo diventa simbolo di un soft power globale che parla anche italiano grazie all’ospitalità di Franco Nuschese
Perché Meloni fa l'all-in sulla Legge elettorale (e occhio a Vannacci). La versione di Panarari
Tra referendum, Comunali e dibattito sulla legge elettorale, il politologo Massimiliano Panarari legge le crepe che attraversano maggioranza e opposizioni. Dalla fine del mito dell’invincibilità di Giorgia Meloni alle difficoltà del campo largo, fino all’ascesa di Roberto Vannacci, che punta a occupare lo spazio alla destra del governo in vista della lunga corsa verso le Politiche del 2027
Più stabilità, meno spazio al centro. La nuova legge elettorale secondo Vuolo
La nuova legge elettorale punta a rafforzare la governabilità attraverso un premio di maggioranza legato al raggiungimento del 42% sia alla Camera sia al Senato. Per Alfonso Vuolo, costituzionalista della Federico II, il sistema incentiverà la nascita di grandi coalizioni e potrebbe ridimensionare i terzi poli, con il rischio però di maggioranze politicamente più fragili
















