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La sovranità europea è necessaria. Quagliariello spiega perché

L’obiettivo di una sovranità assoluta per lo Stato nazionale non è solo un mito carico di pericolosità, è ancor più un’illusione. In molti ambiti un ordinato sovranazionalismo è la premessa necessaria per mantenere ambiti di decisione effettiva anche a livello nazionale. Con la Francia il nostro Paese ha stipulato l’accordo del Quirinale: un passaggio importante in ottica di integrazione europea. Ora bisogna impegnarsi a tradurre la teoria in pratica. Conversazione con Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta

Nuove frontiere aziendali. Bodini spiega perché un podcast sul purpose

Esplorare il significato profondo del purpose aziendale, cercando di rendere fruibile il concetto e di fornire uno strumento utile ai giovani e agli imprenditori delle piccole e medie imprese. Un racconto di otto puntate nel podcast originale di Intesa Sanpaolo. Il progetto spiegato dall’autrice, Chiara Bodini

Premierato, per Dini un rischio per Balboni un'opportunità. L'evento alla Camera

I poteri del Presidente della Repubblica, il premier eletto direttamente dai cittadini e le prerogative dell’elettorato. La riforma istituzionale sta creando molto dibattito nel Paese: tra chi ne sostiene l’urgenza e chi invece mette in guardia da possibili rischi. Le opinioni a confronto, ieri pomeriggio alla Camera, all’evento organizzato dal presidente dell’Academy Spadolini, Luigi Tivelli

Umanesimo e difesa comune. Le priorità dell’Ue viste da Gelmini e Calenda

L’identità europea è il suo umanesimo. In un momento in cui il continente è affaticato, ci vuole determinazione e capacità di individuare le priorità: dalla difesa comune all’esercito europeo. Per farlo, tuttavia, occorre un salto di qualità verso una rinnovata consapevolezza. Il convegno di Azione

In Ue cambierà poco. Ma Schlein rischia molto. Cosa c’è in ballo (anche con gli Usa) secondo D’Alimonte

Il caso Bari, il rischio per Schlein se il Pd non dovesse andare bene alle Europee e la variabile Trump sugli equilibri di difesa e politica comunitari. Conversazione con Roberto D’Alimonte, politologo e fondatore del Luiss-Cise, Centro italiano di studi elettorali

La maggioranza degli italiani vuole il nucleare pulito. E il governo ci pensa. Cos'hanno detto ad iWeek

Il 51% degli italiani voterebbe favorevolmente, in caso di referendum, per la costruzione di centrali nucleari di nuova generazione. Il governo ci sta pensando, spiega il titolare del Mase, Pichetto Fratin mentre Salvini si prende l’impegno di portare il dossier in Cdm. Per Urso la scelta del nucleare riguarda anche la “certezza di approvvigionamenti per il nostro Paese”

Conservatori e popolari, l'alleanza possibile. Perché Meloni può farcela secondo Tatarella

La scelta europeista e filoatlantica del governo Meloni e della destra di Fratelli d’Italia è in perfetta continuità storica con la parte moderata della destra italiana. L’appuntamento politico più importante dell’anno rappresenta un’opportunità storica per Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia per rovesciare l’attuale maggioranza e costruire un centrodestra europeo insieme ai popolari. Il libro di Fabrizio Tatarella

Ora si vota chi si ama. Lo spiegano Petrolo e Incantalupo

Oggi più che mai i principi del marketing vengono applicati nella comunicazione politica. Ma come per i prodotti commerciali anche per la politica vale il principio: Content is the king. Un pessimo prodotto non funzionerà mai, neanche con grandi campagne di marketing e lo stesso vale per la politica. Il libro di Petrolo e Incantalupo

Da Miglio a Salvini, cosa si è perso della Lega a quarant'anni dalla fondazione. Parla Vallardi

Nel giorno in cui ricorrono i quarant’anni dalla fondazione, per l’ex senatore Gianpaolo Vallardi ricordare la Lega delle origini è un esercizio doloroso. L’eredità federalista di Miglio è stata dispersa, lo spirito di Pontida è ormai sfumato. Maroni è stata una parentesi che ha preparato il terreno all’ascesa di Salvini

Lupi e Tajani funzionano, Renzi e Bonino no. La versione di Palano

Noi Moderati e Forza Italia hanno presentato il simbolo con il quale si presenteranno, uniti, alle elezioni europee. Il sodalizio punta al 10%: l’obiettivo è ambizioso ma alla portata e potrà durare anche oltre la scadenza elettorale. Tutto dipenderà dalla “transizione” di Fratelli d’Italia. Nel frattempo, il campo progressista è in difficoltà. Colloquio con il politologo Damiano Palano

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