Elevando le relazioni tra India e Italia al rango di Partenariato strategico speciale, Modi e Meloni hanno firmato 15 accordi bilaterali, il tutto incorniciato nell’attuazione del Piano d’azione strategica congiunto 2025-2029
Francesco De Palo
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Libia, il vertice a quattro di Roma segna la nuova traccia dell'Italia
In occasione del suo ultimo viaggio a Tunisi nel luglio scorso, Giorgia Meloni non solo si impegnò a rafforzare la cooperazione in materia migratoria e sull’impegno comune nel contrastare le reti criminali di trafficanti di esseri umani, ma pose le basi per una relazione duratura alla luce di iniziative mirate. Ecco quali
L'Italia di Meloni ha cambiato passo, lo dimostrano i mercati. Parola del FT
Secondo il Debt Management Office, circa un terzo dei titoli di Stato italiani è ora detenuto da investitori stranieri, un dato in netto aumento rispetto a dieci anni fa, a dimostrazione di una ritrovata fiducia nel Paese dopo l’avvento di Giorgia Meloni alla guida di Palazzo Chigi. Mentre a Donwning street i governi durano in media solo 14 mesi. E spaventano i mercati
Ue-India, passa da Roma il futuro della cooperazione. Meloni riceve Modi
Da sempre Meloni osserva che l’Italia può legittimamente ambire a diventare uno snodo strategico per i flussi tra Mediterraneo, Africa ed Europa. Proprio quelle grandi prospettive di crescita sono legate allo sviluppo del corridoio economico Imec, grazie a un progetto di connettività indo-mediterranea dove Roma è snodo naturale e indispensabile, anche alla luce delle sue condizioni geostrategiche assolutamente vantaggiose. All’orizzonte la firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India
L'Italia guidi il dialogo Ue-Golfo. Salini (Ppe) spiega come
“Il rapporto tra Mediterraneo, Africa e Medio Oriente è il modo migliore per ridare un compito nell’Occidente e all’Europa, con l’Italia guida. La forma delle relazioni muscolari non produrrà nessun vero passo avanti sulla crisi dello Stretto. Continuare a pensare di poter avere un ruolo da protagonista nel mondo, non occupandosi di politica estera e di difesa, è un’illusione enorme per l’Ue”. Conversazione con l’eurodeputato popolare
Dal Gcap ai migranti, tutte le sintonie tra Italia e Polonia
Non solo scambi commerciali, centrale è la cooperazione sulla protezione delle frontiere esterne dell’Ue e sul contrasto alla migrazione illegale, oltre a un capitolo dedicato al Mediterraneo e al Mar Baltico, senza dimenticare la cosiddetta iniziativa dei Tre Mari. Ma Varsavia nutre anche un altro sogno, quello di entrare a far parte del progetto per il caccia Gcap
Ue, Golfo e Stati nazione. La strada di Ecr spiegata da Procaccini
Si concludono al Parlamento lituano le giornate di studio dei conservatori europei sul nuovo modello di Ue. Conversazione con l’europarlamentare di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo. “Oggi Ecr difende strenuamente i trattati europei dove non è previsto che l’Unione europea si occupi di tutto e spogli completamente gli Stati nazionali delle proprie competenze. Spesso veniamo etichettati come antieuropei o euroscettici, in realtà noi difendiamo l’Europa delle origini”
Europa-Golfo, migrazioni e stabilità. I tre dossier della missione di Meloni tra Grecia e Cipro
Perché la visione italiana è utile al dibattito con il golfo? Tutto parte dal Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo che si svolse lo scorso dicembre, in cui Meloni gettò le basi di una strategia di lungo periodo, ovvero creare degli ambiti di discussione e cooperazione che mettano insieme Europa, Mediterraneo e Golfo. Proprio in quest’area si muove una quota decisiva del commercio globale, del fabbisogno mondiale di petrolio e gas naturale, dei fertilizzanti che sostengono la produzione agricola
Meno truppe Usa in Ue, quante spine verso il vertice Nato di Ankara
Stop improvviso al dispiegamento della brigata Usa “Black Jack” in Europa: il Pentagono riduce la presenza militare per concentrarsi su Indo-Pacifico e difesa interna. Preoccupazione nella Nato, con la Polonia che minimizza ma resta in allerta. Il tema pesa anche in vista del vertice dell’Alleanza di Ankara, chiamato a rafforzare la risposta comune
Perché Bloomberg loda Meloni, l'anti Starmer
A Palazzo Chigi in quattro anni c’è stata stabilità mentre la Francia ha avuto cinque primi ministri, la Gran Bretagna tre e la Germania ha avuto due cancellieri. “Inoltre l’idea di guerrieri culturali di destra che marciano compatti dietro Trump in un conflitto di civiltà è pura utopia. Le Pen ha già adottato l’approccio più moderato di Meloni su tutto, da Bruxelles alla Nato”, scrive Adrian Wooldbridge
















