Alla luce della guerra appare evidente che i trasporti siano il punto strategico, anche perché il conflitto sta rimodellando il Medio Oriente, e in questo contesto il ruolo regionale della Turchia è destinato ad espandersi. La guerra offre ad Ankara anche delle opportunità, sotto forma di un ruolo regionale ampliato soprattutto alla voce difesa
Francesco De Palo
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Ceuta accelera la svolta Ue sui migranti, così cambia l’approccio europeo. Parla Procaccini
La crisi di Ceuta spinge l’Unione europea ad accelerare sulla gestione dei flussi migratori, tra rafforzamento delle frontiere, hub esterni e cooperazione con il Nord Africa. Per Nicola Procaccini, co-presidente dei Conservatori europei, “grazie all’Italia si è radicalmente cambiato l’approccio”
La scommessa di Conte sull'Ucraina può rompere il Pd. Galli spiega perché
Conte punta sul fatto che il campo largo si farà, e che nel campo largo comanderà lui perché vincerà le primarie proprio su tale questione. Avvantaggiando elettoralmente il Movimento Cinque Stelle e trasformando così il Partito Democratico in un alleato politicamente subalterno al Movimento. Conversazione con il politologo e docente universitario, Carlo Galli
Verso il consiglio Ue. Così cresce la linea Meloni sulle frontiere
Il consiglio di martedì prossimo da un lato lavorerà a soluzioni pratiche e immediate, come appunto quella che la premier italiana ha definito “la risposta europea all’immigrazione clandestina”, dall’altro certificherà un passo in avanti di tipo politico. Il riferimento è al metodo di lavoro, che ad esempio nella crisi migratoria del 2015 non fu seguito. Questa volta l’Ue insegue la condivisione. Ma il tema è triplice: migrazione, terrorismo e guerra stanno di fatto ridisegnando la mappa della sicurezza del Nord Africa
Come cambia la guerra in Iran con il riposizionamento strategico saudita. L'analisi d Fantappiè (Iai)
La guerra cambia per il riposizionamento strategico saudita, in qualche modo incoraggiato dal fatto che non c’era più la possibilità di pensare a una coesistenza con l’Iran nel breve periodo. La Turchia? Un attore che insieme all’Arabia, all’Italia, al Pakistan, al Qatar e al’Egitto funge da terzo polo. Questi Paesi avranno sempre più interesse a lavorare insieme. Conversazione con la Responsabile del programma “Mediterraneo, Medioriente e Africa” dell’Istituto Affari Internazionali, Maria Luisa Fantappiè
Non solo Safe, eurobond anche per l'energia. Parla Squeri (FI)
Corretto il decreto del governo: la questione rischiava di trasferirsi dalla filiera collegata al trasporto merci al consumo dei prodotti che le famiglie vanno ad effettuare. L’Ue? Sì a strumenti comunitari che diano respiro per creare una infrastruttura complessiva più efficace, più completa, più integrante dei vari sistemi energetici che i singoli Paesi hanno. Intervista al responsabile energia di Forza Italia, Luca Squeri
Adriatico e Ionio, l'impronta dell'Italia sull'Eusair e la rotta di Fitto
Il programma Eusair svolge una ampia cooperazione con tutti i Paesi dell’area adriatico-ionica per promuovere sviluppo, coesione e competitività. Per questa ragione Fitto sostiene l’esigenza di far convergere gli obiettivi della strategia italiana con le scelte che l’Unione europea sta definendo, passando da una conditio sine qua non: la politica di coesione che è imprescindibile sia per rendere il bilancio europeo più flessibile, sia per rivedere gli attuali programmi. Uno dei quali investe senza dubbio i Balcani, area in cui l’influenza italiana è strategica
Trump dice sì agli F-35 per la Turchia. Tutti gli effetti su Mediterraneo e Medio Oriente
Potrebbe esserci uno scontro (anche al Congresso) dopo la decisione americana di assecondare i desiderata turchi. Netanyahu contrario, Trump replica “nessuno mi dice cosa posso fare”. E Erdogan ha l’appoggio del Golfo. Sul Bosforo c’è ampia fiducia che l’affare possa concludersi, al netto della lettera che il Dipartimento di Stato ha inviato al Congresso per sostenere che la Turchia non soddisfa ancora i requisiti legali e senza dimenticare gli appetiti sul gas a Cipro
Auto, Berlino e Parigi seguono la linea di Roma. Fronte comune contro la Cina
Si rende sempre più imprescindibile un accordo globale per rafforzare le difese industriali dell’Europa e rilanciare l’industria automobilistica del blocco. Ricordiamo che Volkswagen ha recentemente avvertito che dovrà tagliare 100.000 posti di lavoro in tutto il mondo: in questo senso si inserisce il dibattito animato dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei al Parlamento europeo che ha messo in guardia dalle conseguenze sociali che si stanno già manifestando in tutta Europa
La rete di Xi. Energia e infrastrutture per rafforzare la presenza cinese nell’Asean
Il sud est asiatico è permeato dagli indirizzi cinesi sulla transizione energetica che Pechino porta verso sistemi energetici più puliti e sostenibili, ma che al contempo sottopone alla propria sfera di influenza. Da qui la consapevolezza che quei Paesi, seppur allettati da possibili nuove opportunità, dovrebbero adottare un approccio maggiormente equilibrato e improntato all’indipendenza. Ma non sempre riescono in questo obiettivo
















