L’Italia di fatto si trova a guidare una delle infrastrutture più strategiche del continente africano. Infatti la decisione da parte di Africa Finance Corporation di affidare l’opera al player italiano apre uno squarcio significativo all’interno dell’economia complessiva dell’interlocuzione italo-africana, mettendo la ciliegina sulla torta al Piano Mattei: ovvero cooperazione, interazione, progettazione che si traduce in un asse assolutamente strategico per i minerali critici
Francesco De Palo
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Una rete di sindaci per contare in Parlamento. La scommessa di De Luca per il centrodestra
Il movimento Sud chiama Nord celebra a Roma la sua prima convention, aperta dal presidente del Senato La Russa: è la volontà di dialogare con i territori al fine di comporre un quadro nazionale. Il centrodestra potrà contare su quel bacino di preferenze
L’Africa detta le priorità, l’Italia investe. La rotta del Piano Mattei spiegata da Cirielli
Il governo punta a fare del piano un soggetto catalizzatore di un impegno internazionale che deve rinnovarsi, capace di aggregare iniziative, moltiplicare le opportunità di investimento e produrre risultati concreti e duraturi, in un momento in cui i principali e più grandi partner occidentali hanno ridotto i loro interventi finanziari. La relazione del viceministro Cirielli alle commissioni Esteri di Camera e Senato
Perché il posto di Italia ed Europa è al fianco di Taiwan. Parla Menia (da Taipei)
“Taiwan è un presidio di modernità, valori comuni di diritti e democrazia, resistenza e resilienza, straordinaria capacità produttiva globale nei semiconduttori, impegnata nelle grandi sfide dell AI, ma soprattutto frontiera della libertà. L’Italia non può che esserle al fianco”, dice a Formiche.net Roberto Menia (FdI), raggiunto telefonicamente a Taipei, dove partecipa alla Conferenza annuale del Formosa Club 2026
Da un leader autoritario al populismo? Tutti i rischi della nuova Serbia secondo Loperfido
La Lista degli studenti ha intercettato il desiderio di cambiamento, ma senza un programma definito. Tra i suoi elettori vi sono serbi contrari alle sanzioni contro la Russia, scettici su Kosovo, Ue e guerra in Ucraina. Intanto restano irrisolti i nodi energetici, con Mosca vista come fornitore conveniente. Intervista a Emanuele Loperfido (FdI), inviato Osce a Belgrado, dopo il voto
Business e price cap, cosa porta a casa Meloni dal bilaterale in Kuwait
Non solo business, la geopolitica è stata al centro del bilaterale con una serie di valutazioni che il premier italiano e l’emiro hanno effettuato su temi sensibili, come le infrastrutture critiche più resilienti, le catene di approvvigionamento e distribuzione alternative, i grandi corridoi regionali e intercontinentali
Serbia al voto, tra voglia (studentesca) di Ue e potere di Vucic
Il Paese balcanico domenica andrà a elezioni anticipate, a metà strada tra voglia di Ue e “resistenza” decennale del leader uscente, capace di tessere anche proficue relazioni con Pechino e Mosca. Sarà anche la geopolitica a giocare un ruolo, oltre le liste elettorali e il malcontento popolare?
Taglio tasse, meno sbarchi, più lavoro. I 4 anni del governo Meloni secondo Palazzo Chigi
Dal calo della disoccupazione al Piano Casa, dal crollo degli sbarchi all’input dato all’Ue per il patto di migrazioni e asilo, dal Piano Mattei ai nuovi domini strategici. Quattro anni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni nel documento pubblicato da Palazzo Chigi
Dal Tap alle terre rare, Roma e Baku rafforzano la partnership industriale
La capacità di intercettare le nuove rotte geopolitiche a cavallo tra Caucaso e Mare Nostrum è all’origine dell’intensificarsi delle relazioni tra Italia e Azerbaigian, convinzione che il governo Meloni ha da subito avuta ben chiara nelle priorità internazionali. Baku rappresenta un peculiare partner che si inserisce nel concetto di Mediterraneo Globale, da dove Roma può tessere nuove relazioni e imprimere un’accelerazione alle proprie prorità
Scatto Ue sulle materie critiche. Al lavoro per un Centro europeo in Veneto
Approvata a larga maggioranza la posizione del Parlamento europeo sulla revisione mirata del Critical Raw Materials Act. I conservatori di Ecr hanno proposto il Governing Board che garantisca il pieno coinvolgimento degli Stati membri nelle decisioni strategiche. Verrà inoltre garantito che non più del 65% del consumo annuo di qualsiasi materia prima strategica provenga da un singolo Paese terzo
















