In un momento internazionale davvero complesso, con l’incognita Hormuz che non dà cenni di risoluzione, il fronte libico può rivelarsi prezioso per i Paesi dell’Unione Europea. In questo senso il rapporto privilegiato che Roma ha con Tripoli è un elemento di vantaggio, da rafforzare ulteriormente. Domani incontro Meloni-Dbeibeh
Francesco De Palo
Leggi tutti gli articoli di Francesco De Palo
Perché il Mediterraneo può essere la risposta alla crisi di Hormuz
Congiungendo i fili delle iniziative energetiche nel mare nostrum, dallo Ionio all’Egeo, dal Libano all’Egitto, si scopre un puzzle geopolitico parecchio interessante, con prospettive incoraggianti alla voce gas. Resta da comporre il relativo quadro politico che dovrà, gioco forza, intersecarsi con alleanze e visioni di lungo periodo
Debito, energia, tasse. La tempesta perfetta si abbatte sul governo rumeno
C’è dell’altro in Romania, oltre ai conti in disordine e alle contrapposizioni politiche. Ad esempio le controverse nomine di vari dirigenti apicali sta spaccando società e partiti: è il caso del procuratore capo, dei vertici dei servizi segreti, fino al dossier sull’annullamento delle elezioni con la promessa del presidente Dan di pubblicare presto un rapporto finale, passando per i numerosi casi di corruzione legati ai fondi del Pnrr e arrivando al dossier energetico, che va considerato attentamente all’interno delle nuove politiche intraprese
Non solo Hormuz, cosa toglie il sonno a Starmer
È pur vero che i laburisti hanno ereditato dai precedenti governi conservatori un’economia debole, frastagliata e fiaccata dai danni della Brexit, ma molti analisti ritengono che l’eccessiva pressione fiscale decisa dal gabinetto Starmer, accanto ai drastici tagli al bilancio, non rappresentino una soluzione ai problemi generali del Paese
Come corre la cooperazione (anche energetica) tra Italia e Azerbaigian
Dopo essere stata in Nord Africa e nei Paesi del Golfo, con questa missione a Baku Meloni vuole aumentare la rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e proteggere le famiglie e le imprese italiane da shock esterni, particolarmente nello scenario attuale, segnato dalla crisi iraniana e dal blocco dello Stretto di Hormuz
La comunità politica Ue si allarghi al Mediterraneo. Lo spunto di Meloni da Yerevan
Cosa ha detto oggi Giorgia Meloni nel suo intervento al panel “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis” in Armenia in occasione dell’8° Vertice della Comunità Politica Europea (CPE). Tutti i dettagli
Perché è il Tap la via di uscita alla crisi di Hormuz. Parla l'amb. Amirbayov
Il raddoppio? “Possibile, rafforzando la sicurezza energetica, riducendo la vulnerabilità agli shock esterni”. La crisi a Hormuz? “Azerbaigian e Italia sono ancora più unite” . L’Italia? “Non solo un mercato di consumo, ma anche uno dei principali snodi energetici tra l’Europa e il Mediterraneo”. Conversazione con Elchin Amirbayov, Rappresentante del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian per gli Incarichi Speciali a pochi giorni dalla visita di Meloni a Baku
Cosa c'è dietro la rottura fra Trump e Merz
La guerra americana con l’Iran sta spingendo la Germania verso un’altra crisi energetica e il cancelliere Merz lo sa molto bene. Per cui sta tornando di attualità nel dibattito internazionale il tema legato al gasdotto Nord Stream 2 che quando fu sabotato, nel 2022, in pochi credevano che avrebbe mai più trasportato gas in Europa
Così Roma e Ankara si allineano sui settori strategici
L’asse industriale tra Italia e Turchia è destinato a rafforzarsi, come emerso dal vertice nella capitale tra il ministro Adolfo Urso, il numero uno di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente dell’associazione degli industriali e degli imprenditori turchi TÜSİAD, Ozan Diren. Non solo progetti comuni per aumentare i numeri della cooperazione, ma anche visioni coordinate sull’Industrial Accelerator Act e sull’introduzione di requisiti “Made in Europe” a tutela di alcuni settori strategici
Ecco la doppia risposta dell'Ue alla crisi energetica
La strategia europea produce due risultati: da un lato offre due strumenti pratici ai Paesi membri che stanno immaginando le contromisure da adottare a fronte del caro-energia (per famiglie e imprese) e dall’altro zittisce chi accusava le istituzioni europee di immobilismo
















