Covid, Ucraina e ora Iran: tre crisi che hanno impattato sull’energia e che vanno analizzate nelle loro peculiarità. Nel mezzo il ruolo delle infrastrutture esistenti (Tap e rigassificatori) e le dinamiche legate ai tempi dell’operazione Ruggito del leone. Il commento di Massimo Nicolazzi, economista, saggista e una lunghissima esperienza manageriale nel settore energetico
Francesco De Palo
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Anche Cipro (Ue) nella ritorsione iraniana. Quali conseguenze?
L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Anche per questa ragione von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota. I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea. Intanto la Grecia manda due fregate e due F16 a Cipro.
La scommessa del governo sull’Ia. Gigafactory Ue in Italia
L’Italia punta a un ruolo guida nell’IA con una legge nazionale, un Osservatorio sul lavoro e la candidatura a una gigafactory europea. Con il supporto di imprese come Leonardo, Eni e Seri, Roma mira a creare una filiera nazionale integrata tra industria e ricerca
E se fosse Meloni a risolvere le questione di Cipro?
Sia sull’energia che sulla questione cipriota con la Turchia, la voce di Roma potrà essere preziosa. Intanto a Cipro si sta muovendo l’americana Chevron, con i quattro cantieri di fabbricazione che dovrebbero aggiudicarsi un prestigioso contratto per la costruzione di una grande unità di produzione galleggiante. Inoltre il solido rapporto che Meloni ha costruito con Erdogan è interessante anche in chiave futura, dal momento che abbraccia le relazioni industriali, geopolitiche e africane
Tutti i rischi (anche per l'Italia) dell'abbraccio fra Merz e Xi
Nel 2025 il deficit commerciale della Germania con la Cina ha raggiunto la cifra record di 89 miliardi per cui qualcuno si sarebbe aspettato un altro atteggiamento da parte del cancelliere, anche alla luce della crisi della Mercedes che impatta sulla recessione. Le industrie tedesche sono preoccupate perché la Cina non sfida più solo le auto teutoniche, ma ora anche altri segmenti industriali che sono il pilastro del Paese (e dei tessuti industriali connessi di altri Paesi, come ad esempio l’Italia)
Movimenti nel Mediterraneo. La presenza Usa cresce, la diplomazia continua
L’arrivo della portaerei Ford a Creta, insieme ad altri asset Usa nella regione, indica un rafforzamento della presenza americana mentre i negoziati sul nucleare iraniano restano incerti. Anche la Cia intensifica il monitoraggio della situazione interna iraniana, in un quadro di tensioni ancora aperte
L'Ue del dopo Ucraina riparte da difesa e sicurezza
Numerosi sono i messaggi che in questa giornata i massimi rappresentanti delle istituzioni comunitarie hanno voluto lanciare, in occasione di eventi pubblici come la tavola rotonda ospitata presso la sede romana del Parlamento europeo o come la seduta odierna dell’eurocamera, in parte dedicata proprio alle riflessioni su quell’anniversario che, di fatto, ha cambiato le sorti del vecchio continente. Cosa si è detto all’evento “L’Ucraina e la Difesa dell’Europa”, organizzato in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina
Un problema chiamato veto. Orban blocca (ancora) le sanzioni a Putin
I massimi diplomatici europei sono “davvero sconvolti e frustrati” per l’ostruzionismo di Budapest. La conseguenza è non riuscire a ragionare a mente fredda sulle nuove sanzioni alla Russia e sul prestito a Kyiv. Tajani dice apertamente di non condividere lo strumento del veto, dal momento che, come è noto, Roma è favorevole al finanziamento di 90 miliardi e alla linea ultramaggioritaria all’interno dell’Unione europea. In vista conseguenze legali per Orban?
Nuovo caso di spionaggio in Portogallo. Nel mirino documenti Nato
Obiettivi Nato nel mirino delle intelligence straniere: un arresto a Lisbona, dopo il colonnello greco e i casi a Cipro, che mescolano business, geopolitica e nuove alleanze. Nel frattempo Teheran mette nel mirino Nicosia, che rafforza la rete dei Paesi filo-israeliani nel Mediterraneo
O si fa l’Europa o è il declino. Il monito di Manciulli
L’Europa rischia di essere soverchiata da un mondo che sa usare la forza e la capacità strategica. Non dobbiamo correre questo rischio. Bisogna sapere che o l’Europa è in grado di rilanciare la Nato e l’Occidente rilanciando sé stessa e prendendosi delle responsabilità, oppure rischia di sprofondare nel declino. Intervista ad Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr
















