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Garibaldi ha scritto un sms a Pasquino. Ecco cosa dice

In tutti i governi di coalizione le tensioni sono fisiologiche. Ma alleati e competitor dovrebbero cominciare a preoccuparsi delle elezioni europee della primavera del 2024, e degli appoggi più o meno sovranisti che Meloni sta già trovando…  Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica

Non stiamo assistendo alla crisi dell'Ue, anzi. Scrive Pasquino

La mia tesi, finora mai smentita dai fatti, ma che fatica ad affermarsi, è che l’Europa, ovvero l’Unione europea, avanza regolarmente, costantemente, facendo, di tanto in tanto, come nel caso del tetto al prezzo del gas, passi avanti significativi. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica e accademico dei Lincei

Accanimento correntizio. Pasquino svela cosa c'è dietro il dibattito sull'identità del Pd

L’identità di un partito riformista non comincia dal buongoverno, come pensa qualche presunto politologo di strada, ma dalla visione e dalle proposte con le quali arriva al governo. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica e socio dell’Accademica dei Lincei

Sovranismi e Ue, “la contraddizion che nol consente” spiegata da Pasquino

Prima i sovranisti del nostro stivale capiscono che gli interessi nazionali si difendono e si promuovono a Bruxelles, non (af)fidandosi agli altri sovranisti, ungheresi, polacchi, spagnoli, ma contando sui federalisti, meglio sarà per loro e per l’Italia. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica e socio dell’Accademica dei Lincei

Lezioni dal Parlamento, cosa abbiamo imparato secondo Pasquino

Il centrodestra è davvero compatto? Certamente, il potere, la ricerca e l’esercizio del potere costituiranno una potente pomata rassodante e compattante, mai tale, però, da evitare scontri anche palesi e rumorosi, persino rischiosi, non soltanto per il governo, ma soprattutto per il Paese. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica e accademico dei Lincei, autore di Tra scienza e politica. Una autobiografia (Utet) e curatore di Fascismo. Quel che è stato, quel che rimane (Treccani)

camera pasquino

Verso il 25 settembre, il voto più utile è degli indecisi. Scrive Pasquino

Il voto davvero utile, meglio più utile, ovvero più incisivo, sarà quello degli indecisi e dei potenziali astensionisti. Occhio, dunque, a quale coniglio/a uscirà da quale cappello nelle quarantotto ore prima del voto. Il commento di Gianfranco Pasquino, accademico dei Lincei e Professore Emerito di Scienza politica e autore di “Tra scienza e politica. Una autobiografia” (Utet 2022)

Non piangete sull'astensionismo. Le motivazioni di chi non vota

Politici e commentatori, spargete lacrime sulla vostra inadeguata capacità di comprensione delle motivazioni di chi non vota. Gianfranco Pasquino li divide in tre gruppi: non voglio, non posso, nessuno me l’ha chiesto. Ecco chi sono

Per chi suona la fisarmonica del Capo dello Stato. Scrive Pasquino

Partiti deboli e divisi saranno costretti a lasciare spazio al Presidente sia nella formazione del governo sia nello scioglimento o no del Parlamento. Partiti forti e compatti diranno al Presidente se e quando sciogliere il Parlamento e chi nominare presidente del Consiglio e ministri. Meloni non ha nessun titolo, oggi, per dire a Mattarella che deve nominarla. Il commento di Gianfranco Pasquino Accademico dei Lincei e autore di Tra scienza e politica. Una autobiografia (UTET 2022)

Cosa non si dice sul possibile presidenzialismo. La lezione di Pasquino

Nessuna proposta di presidenzialismo merita di essere discussa se non è accompagnata dalla indicazione del sistema elettorale con il quale verrà eletto il Parlamento. Al momento tutte le vaghe proposte appaiono come terribili scorciatoie miranti ad accrescere il potere del Presidente della Repubblica/capo del governo. Il commento di Gianfranco Pasquino, Accademico dei Lincei

La strage di Bologna e le sfide della democrazia. Scrive Pasquino

Non ho mai avuto nessun dubbio che il più grave fatto di sangue della storia dell’Italia repubblicana doveva essere inteso come attentato alla democrazia e come volontà di colpire la sinistra nel suo luogo simbolo del buongoverno. La democrazia italiana ha vinto quella sfida, ma le sfide non finiscono mai. Il commento di Gianfranco Pasquino, accademico dei Lincei e professore emerito di scienza politica

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