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Cavour, la Marina prepara l’impiego del TB3 e amplia il ruolo dei sistemi senza pilota

La scelta della Marina di far operare il Bayraktar TB3 dalla portaerei Cavour segna un passaggio rilevante nell’evoluzione dell’aviazione imbarcata italiana. Il drone amplia sorveglianza, persistenza e capacità d’intervento, rafforzando la continuità operativa della nave. Sullo sfondo c’è anche la dimensione industriale, con Leonardo e Baykar impegnate a costruire una filiera europea più solida nel settore unmanned

Difesa, il governo rafforza l’asse con Egitto e Kuwait

Con due disegni di legge approvati dal Consiglio dei ministri, il governo interviene sul versante internazionale della Difesa, consolidando due direttrici già rilevanti per la politica estera italiana. Da un lato la continuità della cooperazione con l’Egitto, dall’altro la definizione di un quadro più strutturato con il Kuwait. Ora la parola passa al Parlamento, chiamato a completare il percorso delle ratifiche

Il nuovo corso Nato tra deterrenza, spesa e sostegno a Kyiv

Il rapporto annuale della Nato fotografa un’Alleanza sempre più orientata a trasformare la pressione geopolitica in una strategia stabile, con deterrenza verso la Russia, sostegno all’Ucraina, più investimenti e rilancio dell’industria della difesa. La sicurezza viene letta come un sistema che unisce capacità militari, resilienza civile e tenuta produttiva, con l’obiettivo di rendere più solida la risposta occidentale

Missili e intercettori, il Pentagono lancia la corsa alla produzione su larga scala

Il Pentagono accelera su missili e intercettori, ma il punto decisivo è più ampio della sola crescita degli ordini. Gli accordi con Lockheed Martin, BAE Systems e Honeywell mostrano che la forza militare americana dipende sempre più dalla capacità di produrre in fretta, su scala e senza interruzioni. È qui che la filiera industriale diventa parte della deterrenza, tra investimenti, fornitori affidabili e componenti critici

Tra Artemis e Gateway. Da dove passa la nuova strada della Nasa per la Luna

Il programma Artemis resta al centro della strategia americana sulla Luna, ma attraversa una fase di revisione che riflette ritardi, scelte industriali e nuove priorità politiche. Il rallentamento di Starship riapre il dossier Sls, mentre il ridimensionamento di Gateway impone anche all’Italia di ripensare il proprio ruolo. Sullo sfondo cresce il peso della competizione con la Cina, che spinge Washington a legare sempre più l’ambizione lunare alla sicurezza nazionale

Artemis, Isaacman spinge sui lanci e riapre la partita della Luna

Jared Isaacman rilancia Artemis come banco di prova della capacità americana di tornare alla Luna con una cadenza più regolare e una visione più stabile. Il problema è che questa spinta si misura con un programma ancora segnato da rinvii, verifiche tecniche e passaggi da consolidare. La sfida, più che nell’annuncio, sta nella tenuta industriale e operativa di una filiera chiamata a rendere credibile il calendario

Dal mare al cyber. Da dove passa l’asse Ue-Australia sulla difesa

La partnership tra Unione europea e Australia sulla sicurezza e la difesa segna un passo politico rilevante oltre il commercio e rafforza il profilo europeo nell’Indo-Pacifico. Al centro ci sono cooperazione marittima, cyber e contrasto alle minacce ibride, con un possibile riflesso anche sul piano industriale. Ma l’intesa resta una cornice prudente, da verificare nella sua traduzione operativa

La Marina Usa accelera sui sottomarini e punta sulle fabbriche del futuro

Il contratto da 900 milioni di dollari affidato a Hadrian racconta una priorità ormai evidente per Washington, rafforzare la base industriale che sostiene i programmi subacquei americani. Tra automazione, software e manifattura avanzata, la sfida va oltre i sottomarini e si lega alla Golden Fleet e a una modernizzazione più ampia delle forze armate. Il banco di prova sarà la capacità di trasformare visione strategica e defense tech in produzione stabile

Laser a bordo, ecco la nuova mossa di Israele contro droni e missili

Israele accelera sul fronte delle armi laser e punta a portarle in volo su caccia ed elicotteri. La scelta nasce dall’esperienza già maturata a terra e dalla necessità di affrontare con più efficacia minacce come droni e missili. Il nodo resta operativo. Il laser promette costi più bassi e maggiore flessibilità, ma dovrà dimostrare di poter diventare una capacità stabile della difesa aerea

Defense tech, la nuova corsa del venture capital è appena iniziata. L'analisi di Applbaum

Il defense tech ha smesso di essere una scommessa di frontiera per diventare un settore strutturato, in cui capitali, startup, industria e domanda militare stanno convergendo. Oggi può generare ritorni da venture, ma richiede founder capaci di unire visione, competenze operative e ascolto del mercato. Airpress ha intervistato Isaac Applbaum, founder & partner di MizMaa Ventures, per comprendere meglio l’ecosistema che sta prendendo forma

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