Nel suo intervento al New Year’s Forum, Giuseppe Cavo Dragone affronta i principali snodi della sicurezza europea partendo dalla guerra in Ucraina, definita un fallimento strategico russo, per arrivare al dibattito sull’esercito europeo, giudicato irrealistico come forza unica. Nel quadro della Nato, l’ammiraglio riflette anche sul ruolo degli Stati Uniti, ipotizzando un riequilibrio graduale degli impegni e richiamando la linea condivisa sulla Groenlandia
Marco De Robertis
Leggi tutti gli articoli di Marco De Robertis
L’Europa investe nello spazio, ora serve una regia comune
La European space conference ha fotografato una fase di forte trasformazione delle politiche spaziali europee, tra crescita degli investimenti, centralità della sicurezza e nuove scelte strategiche. Il confronto ha evidenziato il rischio di frammentazione dei programmi nazionali e la necessità di integrarli in un’architettura comune. Comunicazioni satellitari sicure, resilienza e coordinamento industriale emergono come leve decisive, con l’Italia impegnata a rafforzare il proprio ruolo in un quadro europeo più coeso
Rotte polari e interessi nazionali, vi spiego la posizione italiana sull’Artico. Parla Rauti
Lo scioglimento dei ghiacci sta trasformando l’Artico da margine geografico a snodo centrale degli equilibri globali. Rotte polari, competizione tra grandi potenze e sicurezza delle infrastrutture ridisegnano il legame tra Grande Nord, Mediterraneo ed Europa. Intervistata da Airpress, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti ha illustrato la strategia italiana in questo teatro
La Nato militare in Groenlandia tra prudenza e deterrenza. Le parole di Cavo Dragone
Al vertice del Comitato militare della Nato a Bruxelles emerge un’Alleanza che amplia lo sguardo oltre l’Ucraina. L’Artico e la Groenlandia entrano nel dibattito strategico, tra prudenza politica e preparazione militare. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone chiarisce che la pianificazione resta in attesa di indirizzi politici, mentre crescono l’attenzione sulla cooperazione tra Russia e Cina e i segnali di deterrenza dagli Stati Uniti, in un equilibrio tra cautela e adattamento
Con Proteus, Leonardo apre la strada all’elicottero navale autonomo
Il primo volo completamente automatizzato di Proteus segna un passaggio significativo per l’aviazione navale britannica. L’elicottero senza pilota sviluppato da Leonardo dimostra come piattaforme esistenti possano essere adattate a missioni autonome, rafforzando sorveglianza e continuità operativa in mare. In un contesto di risorse limitate e crescente competizione marittima, il programma indica una transizione pragmatica verso un modello ibrido tra sistemi con equipaggio e autonomi
Sull’intelligenza artificiale il Pentagono accelera e cambia metodo
Il documento del Dipartimento della Guerra sull’Intelligenza artificiale segna un cambio di mentalità più che una semplice linea guida. La priorità non è costruire sistemi impeccabili, ma accettarne l’obsolescenza e puntare su cicli rapidi di adattamento. L’IA diventa una spesa continua, un’infrastruttura diffusa e un fattore di deterrenza, capace di ridurre il vantaggio degli avversari grazie alla velocità decisionale
Centomila uomini per l’autonomia europea? Il piano di Kubilius
L’intervento di Andrius Kubilius riapre il nodo irrisolto della difesa europea in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dal ridimensionamento della protezione americana. La frammentazione in 27 eserciti nazionali limita credibilità e rapidità d’azione dell’Ue. Da qui la proposta di una forza comune permanente e di una governance più snella
F-35, l’Italia al centro. Trapani-Birgi diventa il primo hub europeo dell’addestramento
La scelta di ospitare a Trapani-Birgi il primo centro internazionale di addestramento per piloti F-35 fuori dagli Stati Uniti rafforza il ruolo dell’Italia nel programma e nella Nato. Il polo, sviluppato con Lockheed Martin e Leonardo, unisce valore industriale e strategico: riduce i costi di formazione per le aeronautiche europee, consolida una filiera già presente sul territorio e accresce l’autonomia europea in un settore chiave. Un asset che guarda anche al futuro della sesta generazione
Difesa Usa, dalle parole ai contratti. La linea Hegseth sull’industria
Il discorso di Pete Hegseth all’industria della difesa segna una svolta tra ambizioni strategiche e vincoli produttivi. Al richiamo all’Arsenale di libertà per le maestranze si affianca un avvertimento ai contractor su costi, tempi e responsabilità. Le parole trovano riscontro nel nuovo modello di appalti del Pentagono, pensato per dare continuità agli ordini e accelerare la produzione di intercettori, rafforzando deterrenza e credibilità degli impegni Usa
Perché il bilancio del Giappone per la Difesa è senza precedenti
Il Giappone rafforza la propria postura di sicurezza con un bilancio per la difesa senza precedenti, inserendosi in un contesto regionale sempre più teso. L’aumento della spesa militare riflette una strategia di lungo periodo che punta su deterrenza, capacità marittime e cooperazione con gli alleati. Le recenti esercitazioni cinesi intorno a Taiwan rendono questa scelta meno astratta e contribuiscono a spiegare il nuovo peso che Tokyo intende assumere negli equilibri dell’Asia orientale
















