Come procedere davanti a un uomo, quello europeo, smarrito? Uomini senza più aggregazione, dis-gregati, “non più soci tra noi ma dis-sociati, stranieri morali gli uni agli altri”, ha scritto in sostanza Vito Mancuso su La Stampa qualche giorno fa, ne riscoprono il bisogno. Il papa ha offerto un’aggregazione nuova, opposta a quella che avverte essere sbagliata. E tantissimi lo hanno visto, riconosciuto
Riccardo Cristiano
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Mosca o Kyiv? È l'ora di abbandonare i balletti novecenteschi
La guerra d’Ucraina in Europa è impopolare. Perché? Le persone sono convinte che questa guerra rischia di diventare un conflitto nucleare, altrettante sono sicure che ormai sia ridicolo ripetere che Mosca vuole portare i cosacchi ad abbeverarsi alle fontane di Piazza San Pietro, come si diceva un tempo, o far giungere l’armata rossa (o russa) fino in Portogallo. Ma pensare che la fine del conflitto risolverebbe automaticamente i problemi dell’Europa rischia di essere una pericolosa semplificazione. L’analisi di Riccardo Cristiano
Beirut, la lunga strada verso la verità. Aoun sotto accusa per l’esplosione del porto
Fonti giudiziarie hanno fatto trapelare che il procuratore presso la Corte di cassazione avrebbe chiesto di procedere nei confronti dell’ex presidente Aoun perché avrebbe saputo dell’enorme pericolo e nulla fece per impedire l’esplosione del porto di Beirut il 4 agosto 2020. Se Beirut tornerà a indicare la rotta del Paese di cui è capitale in buona parte dipenderà da questo processo. La riflessione di Riccardo Cristiano
Cosa ci dicono i funerali di Ratko Mladic sulla nuova estrema destra europea
Come mai tanti leader della “nuova estrema destra” europea non sono andati ai funerali di Ratko Mladic? Tutto sommato l’ambasciatore russo a Belgrado ha avuto l’onestà di essere presente. “È il giudizio di Dio, non quello di un tribunale, quello che conta”, ha detto il patriarca serbo. Sarebbe interessante chiedergli quando lo conosceremo e forse ancor di più quando lo conosceranno le vittime del genocidio di Srebrenica
Aoun da Leone XIV per salvare la sua idea di pace tra Libano e Israele
Il presidente libanese Joseph Aoun si è rivolto a Leone XIV per rafforzare il sostegno internazionale al difficile percorso di attuazione dell’accordo con Israele. Sullo sfondo restano il nodo del ritiro israeliano dal sud del Libano, il disarmo di Hezbollah e il rischio che il processo negoziale si arresti definitivamente. L’analisi di Riccardo Cristiano
Negoziati Israele-Libano. Perché il solco tra le due parti è ancora profondo
Che il momento sia difficile lo conferma anche il fatto che il Dipartimento di Stato americano non ha diramato una nota ufficiale dopo i colloqui di Roma, sebbene un portavoce abbia detto che le parti sono andate avanti nella reciproca comprensione sulle “zone pilota”. Ma in Libano c’è scetticismo; c’è chi scrive che prima delle elezioni israeliane, previste a ottobre, sarà difficile pensare a risultati o progressi concreti. L’analisi di Riccardo Cristiano
Libano, così Aoun lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano
Dopo l’incontro con Trump, il presidente libanese Joseph Aoun delinea una strategia che lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano, al controllo del territorio da parte dell’esercito e alla ricostruzione guidata dallo Stato. Una scommessa per rilanciare sovranità, stabilità e pace. L’analisi di Riccardo Cristiano
Aoun alla Casa Bianca, l'incontro chiave per il futuro del Libano. L'analisi di Cristiano
Il Presidente Aoun ripete da giorni che l’aiuto di Trump lo considera indispensabile, oltre che l’unico capace di fare pressioni su Israele. Il 21 luglio per un Paese come il Libano, diviso tra chi critica Aoun per la sua acquiescenza verso la Casa Bianca e chi critica Hezbollah per la sua acquiescenza verso l’Iran, sarà un giorno molto importante. L’analisi di Riccardo Cristiano
L’altra America festeggia il 250esimo a Lampedusa, con Papa Prevost
Nel giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, Leone XIV sceglie Lampedusa per ribadire un’altra idea d’America: quella dell’accoglienza e della dignità umana inaugurata da Francesco. Nel cuore del Mediterraneo, il papa richiama Europa e Occidente alla responsabilità verso i migranti e alla cultura della prossimità. L’analisi di Riccardo Cristiano
Israele-Libano, la svolta possibile. Ritiro, disarmo e incognite
Israele e Libano si riconoscono reciprocamente e avviano un processo per chiudere lo stato di guerra: ritiro progressivo israeliano e disarmo dei gruppi armati non statali. L’intesa segna una svolta politica profonda, ma restano incognite su tempistiche, ritorno dei profughi e reale attuazione, con Hezbollah e gli equilibri regionali al centro delle tensioni
















