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Hezbollah risponde a Teheran. Il nodo politico di un Libano al bivio. L'analisi di Cristiano

Il Libano è a un bivio, di nuovo, sempre quello che lo tormenta da anni. Il nodo di essere uno Stato, con un esercito, è stato evitato per anni per l’interesse di molti soggetti politici a usufruire del sostegno parlamentare di Hezbollah, che ad esempio risultò decisivo nell’elezione del precedente Presidente della Repubblica. Ora il governo in carica dovrà decidere cosa fare, e questo sembra il nodo terribile con cui fare i conti. L’analisi di Riccardo Cristiano

I viaggi italiani di Leone XIV, con un’agenda universale. La riflessione di Cristiano

Il papa ha annunciato le prossime tappe dei suoi viaggi. Italiani ma di valenza universale per i temi che emergono: da Acerra e Lampedusa nel nome delle due emergenze più dolorose, quella ambientale e quella migratoria, a Napoli con un’urgenza mediterranea. Fino al ritorno di un pontefice al meeting di Comunione e Liberazione

Curdi, Isis e shock therapy. I molti conflitti del tormentato mondo siriano

Come previsto, Damasco ha accettato la partecipazione curda all’esercito nazionale e i curdi hanno accettato di confluirvi, agli ordini del ministero della Difesa di al Sharaa. Ma la Siria è ancora in cerca di una stabilità sotto molti aspetti. Riccardo Cristiano nella sua analisi spiega i tre principali conflitti interni che il Paese oggi sta affrontando

Cosa dice (e perché) la dichiarazione dei tre cardinali degli Stati Uniti

La Chiesa di Leone prende voce senza obbligare il papa all’“interferenza” e lo fa in un modo che probabilmente pochi si aspettavano: non per l’indirizzo “politico”, i tentativi di dipingere Leone per quello che non è ormai sono falliti, ma mandando la sua prima sollecitazione alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. La riflessione di Riccardo Cristiano

Chi protesta e contro chi? Cristiano racconta l'Iran dal 1979 a oggi

Davanti al disastro epocale delle migliaia di morti nelle piazze del Paese, forse la cosa più importante che possiamo fare, oltre a inorridire, è capire chi sono coloro che stanno manifestando e che rischiano ogni giorno la morte e contro chi protestano

Una Chiesa in cerca della sua pace. Verso il Concistoro straordinario di Papa Leone

Oggi si chiude il Giubileo ed è già tempo di occuparsi del primo Concistoro straordinario che inizierà domani con due giornate articolate in tre sessioni. L’agenda è aperta ma il pontefice ha già scelto di dedicare attenzione alla questione della liturgia. La riflessione di Riccardo Cristiano

Natale, gli auguri di Meloni e il presepe. La riflessione di Cristiano

Impiegando molto tempo a farlo per la mia scarsa manualità, il presepe non mi dice che non impone niente a nessuno, ma che ci invita a un modo di vedere il mondo, la vita. Quel simbolo a me impone di capire sempre meglio i cardini della predicazione dell’uomo che sarebbe diventato quel bambino nato in quella mangiatoia. L’opinione di Riccardo Cristiano

Il ritorno al Concistoro straordinario per le sfide della Chiesa e del mondo. La riflessione di Cristiano

In questa sinodalità lo stile di governo che desidera e propone Leone XIV potrebbe ricordare quello proposto da Giovanni Paolo II, come Francesco un papa dallo stile carismatico, ma che convocò sei volte il Concistoro straordinario durante il suo lungo pontificato, sempre in momenti delicatissimi, utilizzandolo come luogo di confronto collegiale. E “collegialità” è parola che si collega benissimo con “sinodalità”. La riflessione di Riccardo Cristiano

Il cammino siriano non è finito con la rimozione delle sanzioni. L'analisi di Cristiano

Il voto del Congresso è blindato da un patto tra i due grandi partiti che prevede una rimozione senza condizioni delle sanzioni. Starà alla Casa Bianca riferire ogni mese sui progressi democratici della Siria e sulle sue relazioni pacifiche con i vicini. L’analisi di Riccardo Cristiano

Assad, una storia. Cristiano racconta la Siria, ieri e oggi, a un anno dalla fine del regime

Forse la storia di questo regno delle tenebre è stata archiviata troppo in fretta. Forse la prontezza con cui il regime è stato sostituito (quasi tutti fuggiti a Mosca, ma del fratello di Bashar, Maher al Assad, non si sa, forse è in Iran) non ha consentito una vera ricostruzione della memoria, un’opera collettiva di giustizia e riconciliazione. La riflessione di Riccardo Cristiano

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