Si è parlato di infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e blockchain nel corso dell’evento dal titolo “Non voglio mica la luca. Le tecnologie digitali al servizio degli italiani”, organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com). Durante l’iniziativa, che si è svolta martedì 29 ottobre presso la Coffee House di Palazzo Colonna, è stato presentato il rapporto del centro studi guidato dall’economista Stefano da Empoli sulle reti e i servizi di nuova generazione. Gli ospiti principali dell’iniziativa sono stati il ministro per l’Innovazione Paola Pisano e il sottosegretario allo Sviluppo economico Mirella Liuzzi.

Nel 2019 l’Italia si è posizionata al 23° posto nell’indice I-Com che misura lo sviluppo della banda ultra larga nei mercati nazionali ed europei, con un focus particolare sul piano della domanda e dell’offerta. Ovvero, sul grado di digitalizzazione degli italiani e sul livello di sviluppo delle infrastrutture tlc. Una posizione, quella del nostro Paese, stabile in confronto all’anno precedente, ma in calo rispetto al 2017, quando era 22° in Europa. Il risultato è dovuto soprattutto alla debolezza della domanda digitale che cresce, ma non a sufficienza, e si attesta al di sotto della media europea: il divario (negativo) è particolarmente accentuato nell’e-commerce, usato da appena il 36% della popolazione, e nella sottoscrizione di abbonamenti con una velocità di connessione superiore a 100 Megabit per secondo (Mbps), che rappresentano poco meno del 15% del totale e neanche la metà della media europea.

L’Osservatorio I-Com sulle reti e i servizi di nuova generazione è stato promosso in collaborazione con Eolo, Hewlett Packard Enterprise, Open Fiber, TIM e Vodafone.

Dallo studio emerge in particolare come il grado di digitalizzazione degli italiani cresca a ritmi troppo bassi rispetto alla media europea: non è un caso che da questo punto di vista facciano peggio di noi in Europa solo Cipro, Croazia, Grecia e Bulgaria. Gli altri Paesi corrono e noi fatichiamo a recuperare il gap accumulato in passato. In un anno, tra il 2018 e il 2019, l’Italia in questa speciale classifica ha totalizzato 4,8 punti in più, grazie soprattutto all’incremento della sottoscrizione di abbonamenti con connessione veloce, passati dal 2 al 15%: un aumento però insufficiente a scalare posizioni in graduatoria visto che siamo rimasti al 24° posto. Anche perché gli altri sono cresciuti di più: come ad esempio Spagna e Portogallo che nell’ultimo anno hanno fatto un balzo in avanti di quasi 7 punti.

A proposito dell’offerta, e quindi sostanzialmente del livello di sviluppo delle infrastrutture, l’Italia fa invece molto meglio. In questa specialità, secondo l’indice I-Com, siamo 15° in Europa con un punteggio di 85,8 su 100, dovuto soprattutto alla ormai quasi totale copertura raggiunta nelle aree rurali e nella rete Next generation access (Nga). Tuttavia, rispetto al 2018 abbiamo perso due posizioni, a vantaggio di Ungheria ed Estonia, soprattutto per via delle difficoltà amministrative e degli impedimenti burocratici che ancora rallentano la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture tlc nel nostro Paese.

In generale, se si guarda al resto del Vecchio continente, è il Nord Europa a far registrare i risultati nettamente migliori secondo l’indice I-Com. A fare la parte del leone è la Svezia grazie a un alto livello di copertura e alla percentuale di connessioni con velocità superiore a 100 Mbps: oltre il 71% delle famiglie svedesi ha sottoscritto un abbonamento di questo tipo, a fronte di una media europea del 30,8%. In base all’elaborazione dell’istituto, al secondo e terzo posto ci sono la Danimarca e il Lussemburgo, con un punteggio rispettivamente di 98,8 e 97,4 su 100. Seguono poi i Paesi Bassi e la Lettonia. Tra quelli che hanno registrato performance meno brillanti, invece, ci sono l’Estonia e la Germania, entrambe scese di sei posizioni nella classifica generale, e la Francia, che quest’anno si è posizionata al 19° posto.

Dopo la presentazione dello studio e il keynote speech del ministro Pisano, l’iniziativa è proseguita con tre tavoli di lavoro che hanno lavorato in parallelo. Nel corso del primo il filo conduttore è stato quello dello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi digitali. Tra gli altri, hanno preso parte al dibattito, moderato dal giornalista Gildo Campesato, il segretario generale dell’Agcom Riccardo Capecchi, Francesco Castelli (Vice President Regulatory Strategy and Equivalence TIM), Antonella Marino della DG Connect della Commissione europea, il direttore degli Affari Regolamentari di Open Fiber Francesco Nonno, il presidente CNCT di Confindustria Servizi innovativi e tecnologici Gianni Potti e il responsabile degli Affari regolatori e istituzionali di Eolo Alessandro Verrazzani. Della strategia italiana sull’intelligenza artificiale si è discusso invece nel secondo gruppo, moderato dal giornalista di Today Alberto Berlini. Qual è il ruolo dell’Italia in Europa? E nel mondo? A queste domande hanno provato a rispondere, tra gli altri, la fondatrice e presidente di Pop Ai e membro della Task force del Mise sull’intelligenza artificiale Emanuela Girardi, Alessandro Moriondo (CTO Hpe Italia), il presidente di ITMedia Consulting Augusto Preta, il professore di Diritto dei contenuti e servizi online dell’Università Europea di Roma e membro della Task force del Mise sull’intelligenza artificiale Marco Scialdone e l’europarlamentare del Movimento cinque stelle Marco Zullo. Nel terzo tavolo la discussione si è concentrata sulla blockchain e sul ruolo dell’Italia nello sviluppo di questa tecnologia. Al dibattito, moderato dal giornalista di Formiche Michele Pierri, hanno partecipato tra gli altri il presidente del Digital Transformation Institute e membro della Task force del Mise sulla blockchain Stefano Epifani, la professoressa di Diritto del lavoro e presidente di LabChain Silvia Ciucciovino e l’advisor & investor Mauro Cervini. Dopo la risposta delle istituzioni, rappresentate dal capo del settore E-Commerce, Digital Single Market DG Connect della Commissione europea Jasmin Battista, dall’assessore alla Funzione pubblica, semplificazione e sistemi informativi della regione Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari e del presidente della Fondazione Ugo Bordoni Antonio Sassano, il giornalista del Tg5 Federico Marietti ha intervistato il sottosegretario allo Sviluppo economico Mirella Liuzzi.

Tutte le foto dei partecipanti all’iniziativa negli scatti di Filippo Corsini.

(Riproduzione riservata)

Condividi tramite