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Occorre avviare subito un processo costituente per la creazione di un nuovo soggetto politico liberale democratico e popolare, che parta dai territori.

Dobbiamo dare al più presto un riferimento stabile e una casa comune a quegli italiani, oggi 200 mila, e li ringrazio per questo “atto di fede” in un contesto difficilissimo, e domani auspicabilmente molti di più, che si aspettano una Riforma Europea dell’Italia, un processo di modernizzazione e cambiamento profondi per il nostro Paese all’insegna dei valori liberali.

Le ragioni della nostra Scelta Europea sono tutte da rivendicare: dobbiamo riconoscere di aver sbagliato a comunicarle o meglio dobbiamo riconoscere che qualcun altro è stato più bravo di noi a farle proprie. Onore e merito alla svolta liberale e riformista di Matteo Renzi, che ha portato il Pd a risultati storici. Le nostre ragioni, dunque, hanno vinto. Non abbiamo vinto noi.

Cosa fare ora? Una prima risposta istintiva potrebbe essere quella di diventare la costola liberale del Pd. Invece ritengo che occorra costuire un presidio autonomo, visibile e permanente per i valori liberaldemocratici e popolari perché Renzi è sì un leader liberale, ma il Pd rischia ancora di essere prigioniero dei retaggi e condizionamenti conservatori di certo socialismo europeo.

Scelta Europea è stata una prima tappa per costruire questa casa. La prima uscita non è stata esaltante, tutt’altro!, anche se il contesto di polarizzazione mediatica tra politica e antipolitica ha finito per spazzare via, a vantaggio di Renzi, le forze identitarie intermedie.

Fare per fermare il declino, Centro Democratico e Scelta Civica dichiarino conclusa la loro missione; sciolgano le loro organizzazioni e si mettano con generosità a disposizione, anche con i loro gruppi parlamentari, del cantiere costituente unitario, in modo che sia inclusivo ed aperto verso tutti i mondi liberali e popolari, oggi frammentati in mille rivoli.

Per produrre una nuova, indispensabile spinta propulsiva si autoconvochino al più presto assemblee territoriali aperte in modo da eleggere democraticamente leader territoriali provvisori. Si fissi per luglio una Conferenza Nazionale per definire identità, valori e programma del nuovo soggetto politico e si convochino per settembre primarie liberali, popolari, libere e aperte a tutti i cittadini, per la elezione del leader, in modo da avere una guida forte e finalmente legittimata dal basso.

Boldrin, Giannini e Tabacci sciolgano subito l'aggregazione Scelta Europea

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