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Il leader statunitense, Joe Biden, che si trova negli ultimi mesi della sua presidenza, ha scelto Wimington, in Delaware, la sua città, per riunire il Dialogo Quadrilaterale sulla Sicurezza (Quad), al quale partecipano, il primo ministro indiano, Narendra Modi, l’australiano Anthony Albanese e il giapponese Fumio Kishida. Mossa con cui Biden dimostra di essere desideroso di sottolineare le relazioni personali con i suoi omologhi che hanno alimentato uno dei lineamenti principali della diplomazia americana nell’Indo Pacifico.

“Personale” è l’aggettivo usato anche dalla Casa Bianca per descrivere la scelta del luogo, con la scuola superiore frequentata da Biden diventata centro di uno dei vertici attorno a cui ruota il “latticework approach” americano, con il Quad che da un decennio è sotto costante implementazione. E questo soprattutto grazie alla maturazione della relazione tra Stati Uniti e Giappone, ormai sfociata nettamente nel campo strategico, e allo sviluppo potente di quella con l’India.

Non a caso, particolare interesse attorno al vertice ce l’ha l’incontro faccia a faccia tra Biden e Modi, ospitato nella residenza privata del leader americano. Non un bilaterale, ma un vertice nel vertice, con dipartimento di Stato e ministero degli Affari Esteri che hanno preso parte alle riunione insieme ai rispettivi consigli di Sicurezza nazionale (sebbene l’indiano Ajit Doval non fosse presente, forse per seguire le elezioni nel Jammu e Kashmir forse per la convocazione del Tribunale Distrettuale di New York in merito a un presunto complotto per assassinare un separatista indiano).

“Il partenariato tra Stati Uniti e India è più forte, più stretto e più dinamico che mai”, ha dichiarato Biden, aggiungendo di essere rimasto colpito dalla capacità di Modi di trovare nuove aree di cooperazione. Dalle nuove esercitazioni congiunte delle guardie costiere, fino a un’iniziativa per combattere il cancro (il “Quad Cancer Moonshot” progetto a cui non manca un altro tocco personale, caro a Biden il cui figlio è morto di cancro nel 2015) e un’espansione del programma di borse di studio del Quad (soprattutto in discipline STEM), sono tante le aree di cooperazione tra i quattro Paesi.

Ma soprattutto c’è un punto di preoccupazione in comune, la Cina, e uno su cui gli Usa stanno spostando il pensiero indiano, la Russia. Pechino e Mosca sono state indicate come “priorità critiche” nei colloqui bilaterali tra Modi e Biden. “Paesi come l’India dovrebbero farsi avanti e sostenere i principi di sovranità e integrità territoriale, e che ogni Paese ovunque dovrebbe astenersi dal fornire risorse alla macchina bellica russa”, ha detto il capo del National Security Council, Jake Sullivan, aggiungendo che Biden ha ascoltato Modi riguardo alla sua visita in Ucraina ad agosto. Da evidenziare nell’ambito della lenta modificazione dell’approccio strategico alla Russia di New Delhi che l’India non ha bloccato la distribuzione di armi di propria produzione all’Ucraina (per via europea).

Per quanto riguarda la Cina, rivale comune, i due leader hanno discusso non solo di questioni di sicurezza, ma anche di tecnologia e degli aspetti economici delle loro relazioni con Pechino, cercando di coordinare approcci “nella misura in cui ciò è sensato per entrambi i Paesi”. Va evidenziato qui che non c’è (almeno per ora) un approccio unitario del Quad verso la Cina, poiché ogni Paese ha la propria strategia nei confronti di Pechino. In particolare, l’Australia ha una pesante dipendenza e influenza, alla pari del Giappone — che per altro vuole evitare di apparire generalmente troppo anti-cinese agli occhi dei partner asiatici, nonostante episodi come la recente operazione di disturbo cinese delle acque territoriali nipponiche comportino forti reazioni di Tokyo.

Il mantra è, come spiegano in background gli americani, che il Quad è “un partenariato, non come un’alleanza militare di alcun tipo”. Tuttavia, con il Mar Cinese punto di contatto incrociato degli interessi dei quattro, la Guardia Costiera degli Stati Uniti accoglierà a bordo delle proprie navi nel Pacifico le guardie costiere indiane, australiane e giapponesi, con gli altri membri che a loro volta ospiteranno gli esercizi, come parte di una nuova iniziativa del Quad. Attività che mira a creare migliori situation awareness e interoperabilità nell’ottica del “rafforzare la pace, la stabilità e la continuità del diritto internazionale“, come dicono le fonti, è dunque in sintesi per far fronte alle sempre più spinte iniziative di law enforcement di Pechino. 

Oltre alle esercitazioni con la guardia costiera, verrà lanciata una rete logistica del Quad che consentirà di condividere spazi di carico su navi e aeromobili per missioni umanitarie e di soccorso in caso di disastri. Tra i risultati attesi ci sono anche progetti pilota Open RAN (reti di accesso radio aperte) nelle isole del Pacifico e nel Sud-Est asiatico.

In più, il Partenariato Indo Pacifico per la Consapevolezza del Dominio Marittimo (IPMDA), un programma per monitorare l’ambiente marino alla ricerca di pesca non regolamentata e disastri umanitari, verrà ampliato per coprire la regione dell’Oceano Indiano e messo sotto la leadership del’’India. Successo personale di Modi, che sta ottenendo una maggior attenzione americana alle acque che circondano il subcontinente. Anche perché è nella porzione occidentale di esse, l’ambiente geostrategico che stiamo definendo “Indo Mediterraneo”, che si sta producendo il più grosso episodio di insicurezza marittima della storia recente, con le rotte geoeconomiche Europa-Asia destabilizzate dagli attacchi degli Houthi (e di chi ne è dante causa).

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