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Per avere l’ufficialità del sorpasso cinese sugli Stati Uniti come leader del commercio mondiale bisognerà attendere i dati ufficiali Usa a febbraio. Ma a Pechino si brinda già al traguardo raggiunto. Nel 2013 il valore complessivo delle importazioni e delle esportazioni ha toccato i 4.160 miliardi di dollari, con un aumento del 7,6 per cento rispetto all’anno precedente.

LA SODDISFAZIONE CINESE
Si tratta di una pietra miliare per lo sviluppo del commercio estero del nostro Paese”, ha commentato Zheng Yueshegn, a capo degli statistici dell’amministrazione per le Dogane, sebbene, come sottolinea l’agenzia ufficiale Xinhua, il tasso di crescita sia inferiore all’8 per cento fissato a inizio 2013.

I NUMERI AMERICANI
Il dato statunitense, al momento, è invece di 3.570 miliardi nei primi undici mesi dell’anno. Washington è quindi virtualmente dietro l’import ed export cinese. Lo stesso Zheng ha detto di attendere un rafforzamento del dato per il 2014, dovuto a quelli che ritiene i pochi rischi globali e alle riforme che Pechino sta mettendo in atto.

SORPASSO IN DUBBIO
Tuttavia sul sorpasso pesano i dubbi sull’accuratezza e l’attendibilità delle statistiche diffuse dalla Cina. Come ricorda il Financial Times, è stato lo stesso governo cinese a farlo, alla fine del 2012 e all’inizio dell’anno passato. In particolare per il fenomeno delle fatture false usate dalle aziende per aggirare il controllo sul movimento di capitale verso e fuori i confini della Repubblica popolare.

IMPORT ED EXPORT
Sull’obiettivo di superare quota 4mila miliardi di dollari hanno influito soprattutto le importazioni (più 8,3 per cento a dicembre) segnale che la domanda interna è un fattore di crescita economica per la Cina. La Repubblica popolare, già primo esportatore al mondo nel 2012, dovrebbe tuttavia restare dietro gli Usa anche per il 2013 per quanto riguarda le importazioni.
A dicembre è stata al contrario più lenta del previsto la crescita dell’export, in salita del 4,3 per cento, rispetto alle aspettative del 4,9 per cento. “Sulle esportazioni si sente la pressione dell’aumento dei costi, compreso il costo del lavoro e l’apprezzamento dello yuan”, ha aggiunto Zheng in conferenza stampa.

IL PESO DI EUROPA E USA
Tra i partner commerciali di Pechino, l’Unione europea continua a essere al primo posto, con un aumento del 2,1 per cento, toccando un valore complessivo di 559 miliardi di dollari. Le esportazioni cinesi verso l’Europa sono state pari a 339 miliardi, 220 miliardi è invece il valore delle merci europee sbarcate oltre Muraglia. Sul secondo gradino del podio ci sono gli Stati Uniti, con commerci per 521 miliardi di dollari, in crescita del 7,5 per cento di cui 368 per cento di export cinese verso gli Usa. Terze, prese complessivamente, sono invece le nazioni del Sudest Asiatico, con un più 10,9 percento e un totale di 443 miliardi.

LE TENSIONI COL GIAPPONE
A registrare difficoltà sono invece i rapporti commerciali con il Giappone, che hanno fatto registrare un calo del 5,1 per cento scendendo a 312 miliardi. Sulle relazioni pesano le tensioni e le dispute territoriali per il controllo degli isolotti nel mar cinese orientale chiamati Senkaku dai nipponici e Diaoyu dai cinesi.
Secondo un sondaggio realizzato dal cinese Global Times, dal sudcoreano Maeil Business e dal giapponese Nikkei, la maggioranza degli imprenditori cinesi (53 per cento) è propenso a non separare politica e affari, restio quindi a collaborare con le controparti. Al contrario il 77 per cento degli imprenditori giapponesi non ha problemi a collaborare con i colleghi cinesi.

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