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La fine dell’anno è vicina ed è tempo di bilanci e classifiche. Twitter ha stilato la sua sul minisito 2013.twitter.com, passando in rassegna gli eventi di cronaca più cinguettati e hashtaggati del 2013.

La prima sezione del sito è dedicata ai cosiddetti “golden tweets”, i “cinguettii d’oro”, quelli più chiacchierati della rete. Ma largo spazio è dedicato al calendario degli argomenti più caldi dell’anno che si sta per concludere: dallo schianto dell’elicottero su un edificio nel centro di Londra (gennaio), passando per il Royal Baby (luglio), per arrivare alla morte di Neslon Mandela (dicembre). Senza trascurare ciò che è successo in Italia negli scorsi 12 mesi (con un focus tutto tricolore).

Così come riassunto nel minisito, Twitter ci appare davvero una gigantesca macchina di notizie. Ed è facile che venga da riflettere sul ruolo che il social network dei 140 caratteri riveste nell’ambito giornalistico. Ad oggi, il dibattito (infuocatissimo) sulla questione divide i fronti tra chi è legato a una visione più tradizionalista e conservatrice del mestiere e imputa a Twitter di rappresentarne la rovina – come il quotidiano The Australian che in un editoriale pubblicato un mesetto fa scriveva: «I valori dei media tradizionali, come verità, accuratezza, correttezza, equilibrio e obiettività, si stanno perdendo proprio al momento sbagliato, perché i mezzi di informazione devono affrontare le sfide del calo delle entrate, del pubblico distratto e della perdita di professionisti esperti» – e chi consacra la creatura di Jack Dortey come lo strumento più potente che le redazioni giornalistiche abbiano mai avuto a disposizione. Un nome su tutti: la giornalista del Guardian, Bronwen Clune, che ha sottolineato come Twitter sia stato indispensabile per individuare fonti attendibili nei casi delle rivolte del 2011 in Egitto e nel Medio Oriente e in quello della notizia dell’uccisione di Bin Laden, data su Twitter nel maggio 2011 da Keith Urbahn. 

Come spesso accade, di fronte a posizioni estreme, la verità probabilmente sta nel mezzo (considerando che, per la sua stessa natura, Twitter è stato catalizzatore di una marea di notizie farlocche che hanno messo in crisi l’opinione pubblica non poche volte). E ci vorrà sicuramente del tempo prima che i social diventino strumenti di cui si fa un uso professionalmente raffinato e pienamente consapevole.

Ma una cosa è certa: «Se qualcosa accade nel mondo, accade su Twitter», con buona pace degli scettici. Eccovi, perciò, il “calendario di cinguettii” che hanno fatto la storia di questo 2013:

Gennaio – Il tema più discusso è la caduta di un elicottero nel centro di Londra

Febbraio – Occhi puntati sulle elezioni politiche italiane

Marzo – Elezione di quello che è stato poi nominato dal Time “uomo dell’anno”: Papa Francesco

Aprile – L’argomento più caldo è l’attentato durante la maratona di Boston

Maggio – Largo allo sport e alla Champions

Giugno – Primo piano per le proteste in Brasile

Luglio – Uno degli argomenti più twittati è l’atteso Royal Baby

Agosto – Riflettori puntati sul 50esimo anniversario della marcia su Washington

Settembre – Uno dei temi più caldi è il raddrizzamento della Costa Concordia

Ottobre – Shutdown Usa

Novembre – La devastazione dell’uragano nelle Filippine

Dicembre – La morte di Nelson Mandela, simbolo mondiale della lotta al razzismo

L’agenda delle "big news" del 2013 la detta Twitter

La fine dell’anno è vicina ed è tempo di bilanci e classifiche. Twitter ha stilato la sua sul minisito 2013.twitter.com, passando in rassegna gli eventi di cronaca più cinguettati e hashtaggati del 2013. La prima sezione del sito è dedicata ai cosiddetti “golden tweets”, i “cinguettii d’oro”, quelli più chiacchierati della rete. Ma largo spazio è dedicato al calendario degli argomenti più…

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