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Mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno, il sentiment sul mercato azionario statunitense si può descrivere con questa espressione: “nulla da temere tranne l’assenza di paura”. Molte fonti di preoccupazione (i tagli automatici al bilancio, il tapering da parte della Federal Reserve, il tetto del debito, ecc.) sono state allontanate con una conseguente leggera pressione al ribasso sulle quotazioni azionarie. È quasi come se i mercati avessero scoperto le carte della politica e, nella convinzione che prima o poi si giunga comunque a una soluzione, prevedano un esito favorevole per tutte le “crisi” politiche in mancanza di prove chiaramente contrarie a questa prospettiva.

MENO OSTACOLI, RESPIRA IL MERCATO AZIONARIO

Guardando avanti, sembra che gli ostacoli siano diminuiti. Semmai, lo scenario sembra positivo per il mercato azionario: una crescita economica lenta ma costante, un’inflazione favorevole e una politica monetaria che probabilmente resterà accomodante più a lungo di quanto previsto anche solo pochi mesi fa.
Chi la pensa in controtendenza teme che avere poche preoccupazioni possa in realtà far male ai mercati, poiché genera un eccessivo ottimismo e speculazione. In tale scenario non ci sorprende che i livelli di Price on Earnings abbiano continuato a salire, in alcuni casi in modo parabolico (small cap, Internet, ecc.), confermando la prospettiva di un aumento delle quotazioni azionarie con l’inizio del nuovo anno.

RISCHI POSSIBILI

Pur essendo uno scenario certamente possibile, riteniamo più probabile il manifestarsi di nuovi rischi (aumento della disoccupazione, indebolimento dei prezzi immobiliari) che potrebbero raffreddare gli impulsi speculativi e condurci verso una crescita del mercato più stabile e quindi più sostenibile nel 2014. Con una crescita economica globale ancora abbastanza anemica, continuiamo a preferire le aree del mercato in crescita nel più lungo termine che sono relativamente poco sensibili ai livelli di Pil, come il settore tecnologico e sanitario/biotecnologie.

wall street

Il mercato statunitense non ha (più) paura dei rischi

Mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno, il sentiment sul mercato azionario statunitense si può descrivere con questa espressione: "nulla da temere tranne l’assenza di paura". Molte fonti di preoccupazione (i tagli automatici al bilancio, il tapering da parte della Federal Reserve, il tetto del debito, ecc.) sono state allontanate con una conseguente leggera pressione al ribasso sulle quotazioni azionarie. È…

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