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Sono molti i punti che meritano rilievo nell’intervista che il vaticanista Andrea Tornielli ha fatto il 10 dicembre scorso (il testo è stato pubblicato ieri sulla Stampa) a Papa Francesco. Dopo una meditazione del Pontefice sul Natale – il suo primo a Roma – Bergoglio ha anche dissipato qualche dubbio che era sorto dopo il colloquio non registrato e non rivisto con Eugenio Scalfari, apparso su Repubblica.

LA PRIORITA’ DELL’ECUMENISMO

Innanzitutto, il Papa pone forte l’accento sull’ecumenismo, che definisce “prioritario”. Oggi, spiega Francesco, “esiste l’ecumenismo del sangue. In alcuni paesi ammazzano i cristiani perché portano una croce o hanno una Bibbia, e prima di ammazzarli non gli domandano se sono anglicani, luterani, cattolici o ortodossi. Per coloro che uccidono, siamo cristiani”. Rinnova, il Papa, il desiderio di unità con le altre confessioni cristiane, anche se ammette “che non riusciamo ancora a fare i passi necessari e forse non è arrivato ancora il tempo”. Ricorda come fu Giovanni Paolo II ad aver parlato “in modo ancora più esplicito di una forma di esercizio del primato che si apra ad una situazione nuova”. E qui emerge la necessità di sviluppare i rapporti con le Chiese locali. Già la sera dell’elezione, nella sua prima apparizione sulla Loggia delle Benedizioni, Bergoglio aveva citato Sant’Ignazio di Antiochia parlando della chiesa di Roma come di quella che “presiede nella carità tutte le altre”.

LO SVILUPPO DELLA SINODALITA’

E che la sinodalità rappresenti uno dei punti cardine attorno al quale ruota e ruoterà il suo pontificato, è dimostrato anche dalle risposte che dà in merito ai problemi circa la pastorale matrimoniale oggetto del Sinodo straordinario del 2014 e di quello ordinario dell’anno successivo. “La sinodali della chiesa è importante”, dice Francesco. Ecco perché “del matrimonio nel suo complesso parleremo nelle riunioni del concistoro di febbraio. Poi il tema sarà affrontato al Sinodo del 2014 e in quello del 2014. In queste sedi tante cose si approfondiranno e si chiariranno”, aggiunge il Pontefice. Insomma, spazio alla discussione (anche franca) tra i vescovi. Ma attenzione a dare per certe svolte o rivoluzioni.

“COMUNIONE AI DIVORZIATI RISPOSATI? NON SONO SCESO IN CASI PARTICOLARI”

Proprio riguardo la controversa apertura alla concessione dei sacramenti per i divorziati risposati, Francesco è estremamente chiaro: “Ho parlato del battesimo, e della comunione come cibo spirituale per andare avanti, da considerare un rimedio e non un premio. Alcuni hanno subito pensato ai sacramenti per i divorziati risposati, ma io non sono sceso in casi particolari: volevo solo indicare un principio“. Inoltre, chiarisce il Papa rispondendo alla domanda successiva, “l’esclusione della comunione per i divorziati che vivono una seconda unione non è una sanzione. E’ bene ricordarlo. Ma non ho parlato di questo nell’esortazione”, precisa cautamente. Anche perché, ed è sempre lui a dirlo, “si deve governare con audacia e con prudenza”.

TEMPI LUNGHI PER LE RIFORME STRUTTURALI

Quanto alle riforme delle strutture finanziarie e amministrative della Santa Sede, il Papa precisa subito che “il lavoro è lungo”. Le proposte sono sul tavolo e a febbraio gli otto cardinali membri della speciale consulta consegneranno a Francesco “i loro primi suggerimenti”. E’ importante però ricordare, precisa Bergoglio, che “la riforma inizia sempre con iniziative spirituali e pastorali prima che con cambiamenti strutturali”. Riguardo allo Ior, “le commissioni referenti stanno lavorando bene. Moneyval ci ha dato un report buono, siamo sulla strada giusta“.

IL FUTURO DELLO IOR

Quanto al futuro della “banca” vaticana, “si vedrà”. E questo perché, nota il Pontefice, “la banca centrale del Vaticano sarebbe l’Apsa. Lo Ior è stato istituito per aiutare le opere di religione, missioni, le chiese povere. Poi è diventato come è adesso”. Chiarissima, in questa frase, il giudizio negativo del Papa sull’attuale “vocazione” dell’istituto che ha sede nel torrione di Niccolò V. Prevedibile un cambiamento drastico, che lo faccia tornare alle origini.

NO ALLE DONNE CARDINALE, “BATTUTA USCITA NON SO DA DOVE”

Infine, la chiusura all’ipotesi (rilanciata da vari media internazionali) di vedere presto una donna cardinale: “E’ una battuta uscita non so da dove”, dice Francesco: “Le donne nella chiesa devono essere valorizzate, non clericalizzate. Chi pensa alle donne cardinale soffre un po’ di clericalismo”. Niente da fare, dunque, a chi già immaginava teologhe, scrittrici, giornaliste o ex ambasciatrici pronte a indossare la talare paonazza e a entrare nella Sistina al prossimo Conclave.

Donne, cardinali, Ior e divorziati. Conferme e smentite di Papa Francesco alla Stampa

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